Politica

La legge elettorale che vogliono Lega e M5S

Entrambe preferiscono un sistema che assegni un premio di maggioranza. Ma se i grillini puntano a premiare la lista, la Lega parla di coalizione

rosatellum

Sara Dellabella

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Cambiare la legge elettorale. In questi giorni di incertezza politica in cui la domanda più ricorrente rimane “come sarà composto il nuovo governo?”, questa rimane l'unica certezza.

La prossima legislatura si apre quindi con lo stesso imperativo di quella precedente. All'epoca c'era da cambiare il Porcellum e oggi va archiviata in fretta la stagione del Rosatellum, appena pochi mesi dopo la sua approvazione.

M5S e Lega: due visioni opposte

Ma se in questi giorni si ipotizza un governo formato dalle due forze che hanno raccolto più voti alle elezioni del 4 marzo, Movimento 5 stelle e Lega, è proprio sulla legge elettorale che iniziano le incompatibilità.

Dopo aver visto concretamente come (non) funziona il Rosatellum sono tutti convinti che sia opportuno tornare ad un sistema maggioritario che assegni un premio di maggioranza che la sera delle elezioni dia al Paese un vincitore. Ma se i grillini sposerebbero un sistema che premiasse la lista, la Lega vorrebbe un premio di maggioranza alla coalizione.

La ragione è la stessa, evitare maggioranze innaturali, basate su accordi o “inciuci”. Perchè il Movimento è da sempre contrario ad ogni forma di alleanza, anche se in queste ore si dichiara disponibile al dialogo con tutte le forze politiche pur di non sciupare l'occasione di governare il Paese, archiviando per sempre la stagione dei Vaffa.

Dall'altro c'è Matteo Salvini più interessato a vedersi confermato come nuovo leader del centrodestra.

PD messo all'angolo

In tutto questo il Pd che ruolo gioca? Per ora sembra tacere sul punto. D'altronde a colpi di fiducia ha imposto prima l'Italicum, poi bocciato dalla Corte costituzionale, dopodichè è stata la stagione del Rosatellum che non si è rivelato un granchè alla prova dei fatti. Dopo due fallimenti inanellati in così poco tempo, il Pd preferisce tacere sull'argomento, anche perchè oggi, visti i risultati elettorali non avrebbe nulla da guadagnare né con il premio alla maggioranza che alla coalizione, che a sinistra è inesistente.

Per evitare un'altra legge costruita su misura sui sondaggi dei partiti, la soluzione migliore sarebbe quella di affidarne la stesura a un comitato di tecnici lontani dagli interessi delle singole segreterie di partito. Ipotesi che non è esclusa nel caso in cui si arrivasse a un governo del Presidente che avrebbe come primo intento quello di modificare la legge elettorale per consentire un rapido ritorno alle urne che la sera delle elezioni consegni al paese una forza vincitrice e in grado di formare un governo. Non come il pasticcio che si è creato con il Rosatellum.

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