M5S: Andremo in tv ma dai media vogliamo correttezza

Il nuovo capogruppo alla Camera, Riccardo Nuti, in un post ridisegna i rapporti con la stampa

I deputati di M5S applaudono l'intervento del loro vicepresidente, Riccardo Nuti, nel corso delle dichiarazioni di voto sulla fiducia al governo Letta nell'aula di Montecitorio, Roma, 29 aprile 2013. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Carmelo Caruso

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Ha preso il posto di Roberta Lombardi, ma su Facebook anticipa il Movimento che sarà. Cambierà la comunicazione, cambieranno i toni, ma dai media esige correttezza. E' l'inizio di un cambiamento di stile quello dettato da Riccardo Nuti, il deputato siciliano neo capogruppo alla Camera, vicino a Grillo sin da quando venne candidato come sindaco a Palermo senza tuttavia perdere una sua personale autonomia di giudizio. Una rivoluzione nei rapporti che devono intercorrere con la televisione e i quotidiani da ora in avanti.

Scrive Nuti: "Interrogazioni, interpellanze, mozioni, disegni legge: la montagna di lavoro fatta finora a Montecitorio ha partorito il topolino di appena qualche notizia, e non certo per colpa del nostro ufficio stampa. A traghettare il Movimento Cinque Stelle sulle pagine dei giornali e nelle scalette dei tg è stato finora solo il gossip. Per gran parte degli italiani siamo il popolo degli scontrini e delle intemperanze, delle gaffe e delle guerre ai giornalisti".

Un'autocritica che non risparmia tuttavia una nota pungente verso i media che li hanno descritti come "un'armata Brancaleone con qualche infamia e senza lode, campione di proteste, ma orfana di proposte. Io, pero, non mirassegno. Non lascio, anzi raddoppio. E in questi tre mesi che mi vedranno capogruppo cercherò di diserbare con tutte le forze il campo a Cinque Stelle".

Da qui la svolta che annuncia Nuti: "Parlerò ai giornalisti (anche se per la verità l'ho sempre fatto), e andrò (insieme ad altri) anche in tv,quasi una primizia per noi. Confidiamo,però, nell'onestà intellettuale dei media, capaci finora di trasformare spesso in Caporetto perfino una Vittorio Veneto. É accaduto, ad esempio, con la nostra diaria, quando i riflettori sonostati ossessivamente puntati sulle briciole (eventualmente)trattenute, piuttosto che sulle intere pagnotte restituite al mittente. O con la montagna di finanziamenti pubblici rifiutata dal Movimento (quasi ignorata), facendo sembrare addirittura virtuositutti gli altri parlamentari e partiti, che la pesantissima bustapaga la incassano per intero e che ai finanziamenti non rinunciano nemmeno sotto tortura.

Subito dopo un giudizio negativo sulla legge approvata ieri sul taglio al finanziamento ai partiti: "Non inganni infatti il freschissimo decreto che professa di abolirli (solo fra tre anni): più che cancellarli li trasforma, nel rispetto della peggiore tradizione della partitocrazia. Cercheremo di abbassare i toni e alzare i contenuti e ci accontenteremo, almeno all'inizio, di piccoli titoli anche per grandi notizie. I fatti intanto sono sotto gli occhi di chi vuol vedere. Se temi come abolizione dei finanziamenti ai partiti e delle Province sono entrati nell'agenda del governo si deve al Movimento 5 Stelle. Che in Sicilia quest'ultimo risultato lo ha gia portato a casa, assieme al taglio delle auto blu. L'isola che più costa ha appiedato la Casta. E si pone come modello virtuoso per tutta la nazione. Che non sia un caso che nel Parlamento siciliano siedano 14 parlamentari 5 Stelle?"

Twitter: @carusocarmelo

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