Politica

Luigi Brugnaro: dalla Venezia del basket alla poltrona di sindaco

Imprenditore di successo, ha costruito il suo consenso in laguna anche grazie allo sport. E ora si appresta a giocare una dura partita

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Paolo Corio

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Se la sua Reyer Venezia, di cui è proprietario dal 2006, ha ceduto in semifinale contro Reggio Emilia fallendo così lo storico traguardo di giocarsi lo scudetto del basket, Luigi Brugnaro è invece andato avanti fino in fondo. Fino al ballottaggio contro Felice Casson, in cui si è imposto con il 53,2% dei voti diventando così il nuovo sindaco della città sull'acqua dopo un anno di commissariamento e una lunga egemonia del Pd in laguna.

Apartitico, ma non troppo
Classe 1961, collaboratore in gioventù di Massimo D'Antona e Marco Biagi (i giuslavoristi poi assassinati dalle Nuove Brigate Rosse), fondatore nel 1997 dell'agenzia per il lavoro Umana (che oltre ad aver risposto con largo anticipo alle esigenze di flessibilità delle aziende, è pure il primo sponsor della suddetta Reyer), durante la campagna elettorale Luigi Brugnaro ha sempre definito la lista con il suo nome "uno schieramento trasversale, non ideologico e tanto meno partitico", ma è indubbio che il suo - con l'appoggio finale della Lega - sia uno schieramento di centrodestra, anche se dopo l'elezione il neo-primo cittadino ha aperto ai Dem dopo aver fatto sapere di aver votato in passato per Cacciari e di avere simpatia per il modo di fare politica di Renzi.

L'effetto Reyer (e quello della Lega)
Tra i "link" con la sinistra di Brugnaro va poi inserito anche il padre Ferruccio, ex-leader sindacale della Montefibre-Montedison di Porto Marghera e apprezzato poeta legato alla "beat generation". Dopo di che va messo un bello stop, perché il nuovo sindaco non ha mai perso occasione per attaccare "la Venezia del centri sociali", dettaglio che sicuramente l'ha favorito nell'avere anche il decisivo appoggio della Lega al ballottaggio, in cui si è imposto con una differenza di 6.567 voti su Felice Casson. Con una battuta, il doppio degli spettatori contenuti dal Taliercio, il palasport di Mestre in cui gioca la Reyer, la cui galassia (oltre ai tifosi della A maschile e femminile, il club coinvolge infatti le famiglie di 4.600 ragazzi di Venezia e provincia) è stata comunque altrettanto decisiva nel costruire la base del consenso su cui costruire la vittoria finale.

Il suo programma per Venezia
Cosa attendersi ora da Luigi Brugnaro? "L'obiettivo è affrontare e risolvere il disordine sociale in atto - perché tale è per me quello in cui è caduta Venezia - promuovendo una valorizzazione dei posti di lavoro legati al turismo, ma soprattutto creandone di nuovi legati alla manifattura, sfruttando anche l'area del porto e quella aeroportuale, oltre a istituire un'agenzia di sviluppo delle grandi aree da bonificare di Porto Marghera. E poi puntiamo a ripopolare culturalmente la città con un grande piano dedicato all'educazione, che rafforzi scuole e università: pur essendo oggi al degrado assoluto, Venezia è una città che esercita ancora un grande fascino sui giovani in tutto il mondo, una carta vincente che bisogna però sapere e volere giocare".

L'intervista: la doppia sfida di Brugnaro


Questo il programma che ci aveva illustrato all'inizio dei suoi personalissimi playoff: ora per lui, stile da intuitivo "self-made man" e abitudine a prendere le decisioni da solo, inizia la partita più difficile, quella con gli articolati giochi della politica. Mentre dal fronte avverso, prima ancora che sia stata sollevata la "palla a due", iniziano già a eccepire sul conflitto d'interessi sollevato da alcune attività imprenditoriali del nuovo sindaco collegate più o meno direttamente al Comune di Venezia...

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