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Liberi e Uguali, dopo il fallimento di Pietro Grasso arriva Speranza

I risultati disastrosi del partito che voleva sottrarre voti al Pd di Renzi per rilanciare la sinistra hanno già archiviato la leadership del (quasi ex) Presidente del Senato

pietro-grasso

Marco Antonellis

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Se Atene piange Sparta non ride è proprio il caso di dirlo quando si parla del centro-sinistra.

Se infatti i risultati delle elezioni del 4 marzo del Pd di Matteo Renzi sono stati a dir poco disastrosi, non è andata meglio a Liberi e Uguali, la formazione guidata da Pietro Grasso che nelle intenzioni avrebbe dovuto raccogliere i delusi del Pd e contrastare l'ascesa del Movimento 5 Stelle.

Flop totale su entrambi i fronti, basti pensare al risultato ottenuto da Massimo D'Alema uno dei leader storici della sinistra italiana.

Parlare di delusione è poco: è arrivato solamente quarto nel collegio di Nardò per il Senato, superato sia dal candidato del Movimento 5 Stelle che da quello del centrodestra e dallo stesso Pd.

"Ho preso meno voti delle persone che ho incontrato, e questo significa che non siamo stati percepiti come qualcosa di diverso rispetto al centrosinistra e a quello che anche noi abbiamo criticato e contrastato nell'ultimo anno", ha spiegato l'ormai ex leader maximo con poche e amareggiate battute.

Insomma a Liberi e Uguali non è bastata una campagna elettorale condotta senza sosta da un capo all'altro del paese. Pietro Grasso non ha affatto convinto e i suoi compagni non ne fanno più mistero: "Sono totalmente mancate quelle doti carismatiche e di leadership che ci saremmo aspettati da una personalità di così alto profilo" spiegano dal partito.

Forti dubbi anche sulla comunicazione elettorale, ritenuta sbagliata da molti: "Serviva un'immagine più autorevole, una maggiore capacità di dettare l'agenda sui nostri temi forti" spiegano "e sarebbe stata necessaria anche una diversa gestione degli spazi televisivi".
Insomma, Pietro Grasso non ha 'sfondato' e inevitabilmente, come nei 'gemelli diversi' del Pd, è partita la resa dei conti.

Nessuno vuole, almeno per ora, far abortire il progetto di Liberi e Uguali, ma presto si porrà con forza il tema della leadership del partito. A quanto siamo in grado di rivelare, infatti, sono molti quelli che in queste ore stanno pensando a un cambio al vertice: fuori Pietro Grasso e al suo posto Roberto Speranza.

Per questo all'interno di Liberi e Uguali si starebbe pensando a un Congresso da tenersi a breve. D'altra parte anche le dichiarazioni rilasciate ieri sera da Speranza hanno già il tono e il sapore del cambio di passo al vertice: "Non abbiamo avuto la forza di rappresentare quella domanda di radicale cambiamento che c'e' nel Paese. Eppure per me il 4 marzo non è il punto di arrivo, ma il punto di partenza per ricostruire una forza politica che sappia esprimere un'idea diversa di società con al centro il lavoro, l'equità, la sanità e la scuola pubblica. Non ci fermeremo le idee che rappresentiamo sono più forti di qualsiasi risultato elettorale. Da oggi si riparte con più coraggio e più umiltà".

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