Bene Crocetta, ma occhio al Crocchè

L'ombra del presunto accordo pre-elettorale tra Crocetta e Miccichè

Rosario Crocetta e Gianfranco Miccichè (Credits: Ienesicule)

Claudia Daconto

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Fino all'altro ieri questa era la terra in cui piuttosto che ricordarsi dei Pio La Torre e dei Piersanti Mattarella, si parlava solo dei Cuffaro e dei Lombardo. Almeno da oggi, con Rosario Crocetta, si può dire che forse la Sicilia è terra di antimafia e non solo di mafia. Per questo non possiamo che essere speranzosi”.

Già, anche perché l'elezione del primo presidente dichiaratamente anti-mafioso, non può che segnare una svolta in una regione dove per stabilire un presidio antimafia l'associazione di don Luigi Ciotti ha dovuto aspettare 17 anni. Anche se la città in questione è la stessa dove lo stesso neo presidente è stato sindaco per sette anni, Gela.

“Gela non è certo diventata Stoccolma, Copenaghen o New York, non è diventata la città libera ed emancipata che sogniamo – spiega a Panorama.it il responsabile regionale di Libera Umberto Di Maggio - ma ognuno fa la minestra con gli ingredienti che ha”.

Ma se Crocetta non è riuscito a liberare Gela dalla mafia, come farà a liberare la Sicilia intera?

Già l'annuncio è un'assunzione di responsabilità, perché se oggi dici che libererai la Sicilia e domani non lo fai, ti sbugiardo in tre secondi.

Quanto tempo gli date?

Ovviamente non possiamo fissare scadenze e nemmeno pensare di poter delegare alla politica l'intero onere di un cambiamento che ormai è diventato obbligatorio per una regione in default cui solo ieri Moody's ha assegnato la tripla b.

Se “la rivoluzione è già iniziata”, come recita il motto di Crocetta, come mai oltre la metà dei siciliani non è nemmeno andata a votare?

Guai, infatti, a dire “io rappresento i siciliani tutti”.

Che rivoluzione sarà se adesso per governare Crocetta sarà costretto ad allearsi con chiunque?

Adesso i nodi verranno al pettine. La rivoluzione si annuncia e si deve concretizzare, noi staremo con occhi e orecchie ben aperti. E' evidente che per governare Crocetta dovrà stringere alleanze con le altre forze che hanno eletto dei deputati, ma che sia solo sui singoli provvedimenti e non su tutta la linea, altrimenti vorrà dire che il presunto Crocchè non era solo gossip.

Si riferisce all'accordo già smentito dai diretti interessati?

Esatto, il presunto inciucio tra Crocetta e Miccichè, l'impegno a sostenersi vicendevolmente stretto prima delle elezioni.

E a quando risalirebbe questo accordo?

Qualcuno ritiene che il patto sarebbe stato simbolicamente ufficializzato quando all'inizio di settembre Crocetta si presentò a Cefalù per partecipare a un incontro sulla legalità indossando una cravatta arancione, il colore del Grande Sud di Micciché (anche Micciché, in quella stessa occasione, indossava una cravatta arancione, ndr. In questo video Crocetta viene contestato per l'alleanza con l'Udc, l'ex partito dell'ex governatore condannato per mafia Totò Cuffaro ).

Qual è la prima cosa che Crocetta dovrà fare per convincere i mafiosi che è davvero ora di “fare le valigie” e andarsene dalla Sicilia?

Diceva qualche mese fa il figlio di Pio La Torre: “l'ossessione di papà non era quella di sconfiggere la mafia, bensì quella di liberare il popolo siciliano dal bisogno”. Se si daranno concrete possibilità di sviluppo e di lavoro a questa terra, automaticamente si darà anche un calcio nel sedere alla mafia.

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