Politica

La Legittima difesa è legge. Salvini vince, altri rosicano

Il leader della Lega incassa un successo importante su uno dei suoi cavalli di battaglia, mentre altri partiti commettono un errore dopo l'altro

Salvini Legittima Difesa

La Legittima difesa (che è sempre legittima) è da oggi legge. Non si tratta di una cosa da poco, politicamente parlando. E' infatti l'ennesima vittoria di Salvini che della Legittima Difesa aveva fatto uno dei suoi cavalli di battaglia o non solo nell'ultima campagna elettorale. Da sempre. E oggi incassa il "pieno" alla roulette del Parlamento.

Un incasso che sicuramente peserà quando gli italiani saranno chiamati a votare per le Elezioni Europee 2019. Per due ordini di motivi: il primo è che si tratta di una promessa mantenuta (non una cosa da poco nella politica degli ultimi 40 anni). Il secondo è che la sicurezza nella propria casa, nella propria azienda, dei propri cari e delle proprie cose, è uno di quegli argomenti di cui la gente comune parla nei bar e negli uffici. Di sicuro molto più dello Ius Soli...

Siccome poi la politica ha un gran senso dell'ironia ecco che, poche ore prima, il neo tesoriere del Pd, Luigi Zanda, ha lanciato le prime due proposte in Parlamento: ritorno del finanziamento pubblico dei partiti (che gli italiani hanno deciso di cancellare) seppur a cifra "minima" rispetto al passato, 90 milioni; ed aumento dello stipendio dei Parlamentari di circa 5mila euro al mese, per equipararli ai meglio pagati Europarlamentari (Strasburgo e Bruxelles sono un bell'affare come stipendio: 19 mila euro al mese).

Proposte quelle di Zanda che hanno fatto ribollire di rabbia persino personaggi autorevoli della sinistra, come Cacciari che ha così commentato: "Una follia, non ho altro da aggiungere. Una forza politica, che dovrebbe fare opposizione, si mette a discutere di temi assurdi? Temi che fanno infuriare i cittadini, temi clandestini nel Parlamento di Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Come farsi male da soli: un manuale scritto da Zanda". Qualcun altro ha parlato proprio di "tafazzismo". Poco cambia la definizione: resta l'errore, resta, lampante, la differenza.

Chi fa le cose giuste vince. Chi sbaglia perde



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