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Legge elettorale: il sistema tedesco piace a tutti (o quasi)

Il proporzionale alla tedesca trova ampie convergenze. Dopo il sì di Forza Italia, quello del M5S. Ecco i dettagli

Stretta sulla legge elettorale. Dopo la quasi intesa raggiunta dal Partito democratico con Forza Italia, un sistema proporzionale di modello tedesco trova il beneplacito anche del Movimento 5 stelle.

Al Nazareno, sede romana del partito, Matteo Renzi porta avanti delle simil consultazioni per arrivare al 30 maggio, giorno in cui è convocata la direzione del Pd, con una strada precisa da indicare.

Le consultazioni del M5S
Sabato 27 e domenica 28 maggio il M5S ha chiamato i suoi iscritti a una consultazione online sulla piattarforma Rousseau. Questo il quesito a cui rispondere: "Siete favorevoli all'approvazione di un sistema elettorale di impianto tedesco che sia rispettoso della Costituzione, eventualmente con l'introduzione di correttivi di governalibilità costituzionalmente legittimi?".

Con 27.473 mila sì contro appena 1.532 no, il popolo pentastellato ha dato il via libera al sistema elettorale di impianto tedesco.

"La legge elettorale che il MoVimento 5 Stelle voterà in Parlamento sarà il proporzionale tedesco con soglia di sbarramento al 5% ed eventuali correttivi", ha affermato Beppe Grillo sul suo blog, aggiungendo che si tratterebbe finalmente di "una legge elettorale costituzionale", dopo "la vergogna del Porcellum" e "il pastrocchio dell'Italicum".

La possibile data delle elezioni
Il M5S non sarebbe disposto a scendere a compromessi né a votare "altre corbellerie incostituzionali come il Verdinellum e il Rosatellum". E lancia anche una data per le elezioni: il 10 settembre, due giorni dopo il decimo anniversario del primo V-Day, prima che deputati e senatori possano incassare "la pensione da privilegiati".

C'è anche un'apertura al 24 settembre, la data finora più accreditata, però solo "se si approva la legge Richetti sull'abolizione dei vitalizi", ha precisato Danilo Toninelli, deputato M5S e membro della commissione Affari costituzionali, in un'intervista a Repubblica.

"Il voto anticipato non è un obiettivo, ma può essere la conseguenza del risultato di avere una legge elettorale. Del resto la paura di dover andare alle urne con quella che c'e', spinge a dire, o facciamo subito l'accordo, o non si fa più", ha detto al Corriere della Sera Ettore Rosato, presidente del gruppo Pd alla Camera. "Se si giungerà ad una fine anticipata della legislatura, sarà il Pd con Gentiloni a deciderlo".


Proporzionale tedesco dalle larghe intese

La scelta di sostenere un sistema proporzionale non è stata la prima opzione del Pd. Si veda infatti il tentativo Rosatellum. Ma la ricerca di larghe intese ha fatto emergere l'ipotesi alla tedesca, la più gradita da Silvio Berlusconi e non solo.

"Noi abbiamo presentato una proposta che parte dal tedesco e che è migliore del tedesco", ha detto ancora Rosato. "Penso che sia opportuno fare un tentativo di trovare in Parlamento un accordo ampio sulle regole. Il presidente Mattarella spinge giustamente i partiti e noi ci sentiamo i più coinvolti nel cercare l'intesa più ampia". 

Parla di obiettivo di realizzare "la massima convergenza possibile per una legge utile e di stampo europeo" anche il ministro dell'Agricoltura e vicesegretario del Pd Maurizio Martina, a margine dello Human Factor Day a Cascina Triulza. "Siamo di fronte a una novià importante. Dopo mesi di discussione difficile si sta realizzando una convergenza da parte di tante forze: Pd, Forza Italia, M5S, Lega, e anche il movimento alla nostra sinistra, Mdp".

Chi è contrario al sistema alla tedesca
La soglia di sbarramento al 5% non può non preoccupare le forze politiche più piccole.

"Sul sistema elettorale non c'è niente di scritto, ma se è un proporzionale secco, senza alcun premio di governabilità, è un sistema fatto per gli inciuci", ha detto affermato al Corriere della Sera Giorgia Meloni, la presidente di Fratelli d'Italia. "Preoccupata per soglia? Per niente, mettano lo sbarramento dove vogliono, noi la superiamo". 

Parla di inciucio ai microfoni di Rtl anche Matteo Salvini, leader della Lega che comunque spinge per votare il prima possibile, con qualsiasi legge: "Ci hanno proposto il Consultellum, l'Italicum, il Rosatellum, siamo arrivati al Tedeschellum, non so quanto duri, a me non piace perché è la legge elettorale dell'inciucio: sia Renzi che Berlusconi dicono votateci, non lo diciamo subito, però poi ci metteremo d'accordo noi due". 

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