Legge di stabilità: così sosterrà la crescita

Il premier Matteo Renzi parla di +1,5% di salita del Pil nel 2016 grazie anche alla riduzione delle tasse e gli incentivi alle imprese della manovra

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Matteo Renzi durante il suo intervento conclusivo alla Leopolda, Firenze, 13 dicembre 2015. – Credits: ANSA/ MAURIZIO DEGL'INNOCENTI

Redazione

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L'Italia è guarita e ormai si può dire fuori dalla crisi, tanto che nel 2016 la crescita potrà superare l'1,5%, anche grazie a una legge di Stabilità che riduce le tasse e sprona le imprese a tornare a competere e ad assumere.

Il giorno dopo il via libera notturno della Camera alla legge di Stabilità sia Matteo Renzi sia Pier Carlo Padoan difendono l'impianto di una manovra che, secondo il ministro dell'Economia, ora è "piu' ricca" e "più espansiva" e che, come spiega il premier, "contiene molti lingottini", a partire dal calo delle tasse.

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"Il 2015 si chiude meglio del 2014 ma non sono ancora soddisfatto" dice il premier in tv, ribadendo che "i segnali di ripresa ci sono" e dicono che "per il 2016 andremo ancora meglio". Ma al di là dei decimali, "l'importante è che ci credano gli italiani, è tutto nelle nostre mani". Mani che potranno sfruttare dal prossimo anno tutte le misure che il governo ha messo in campo con la manovra che non contiene "mance" ma risorse per il sociale, con "soldi che vanno ad associazioni, volontariato, scuola, cultura, Coni". Un bene, sostiene il premier, "perchè l'Italia è fatta di questo".

Certo, per finanziare i quasi mille commi che ora compongono la legge di Stabilità - lievitata nel secondo passaggio a Montecitorio fino a 34,5 miliardi - si è sfruttata fino in fondo la leva del deficit, portato al 2,4% cosi' come autorizzato dal Parlamento, e non ancora da Bruxelles.

Ma si tratta comunque del livello più basso rispetto al Pil degli ultimi 10 anni, rivendica Renzi, e in un percorso di aggiustamento dei conti pubblici, precisa Padoan, che permettera' nel 2016, per la prima volta da otto anni a questa parte, di ridurre il debito, rendendo l'Italia "più credibile", e di raggiungere il pareggio strutturale, come previsto, nel 2018.

Chiusa la maratona della Camera, dove la commissione Bilancio ha lavorato per 36 ore consecutive e l'Aula ha dato il suo ok nel cuore della notte, ora l'ultimo passaggio al Senato sarà rapido e blindato: un esame lampo in commissione oggi, per passare all'Aula già martedì e chiudere in giornata - o al massimo entro il 23 - con la fiducia.

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