La Lega al Sud: lavori in corso

I sondaggisti non si sbilanciano e un vero banco di prova del consenso ancora non c'è stato

salvini

Matteo Salvini durante un incontro del leader della Lega con i supporter siciliani del suo movimento, Palermo, 8 Febbraio 2015. – Credits: ANSA/MIKE PALAZZOTTO

Claudia Daconto

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Gli ha cambiato nome e simbolo, ma il partito con cui Matteo Salvini punta al Meridione è in fondo lo stesso che da Roma in su ha ancora la parola “Nord” nel suo Dna. Per misurare le reali chance delle sue ambizioni politiche sotto la linea del Po, ancora prima delle regionali in Campania, bisognerà infatti vedere cosa succederà il 28 febbraio prossimo, quando il tour “Renzi a casa” farà tappa proprio nella Capitale dove, se non sei almeno la Cgil, l'impresa di portare gente in piazza non è proprio così facile come in un teatro (anche se ti presenti con la felpa “Sicilia”). Tanto che quando si trattò della chiusura della campagna elettorale delle scorse elezioni europee, anche Matteo Renzi ebbe paura di non riuscire a riempire quella Piazza del Popolo dove Salvini ha dato appuntamento per fine mese ai suoi sostenitori.

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I sondaggi

Gli ultimi sondaggi ufficiali risalgono a dicembre quando il nuovo soggetto politico fondato dal segretario della Lega Nord "per raccogliere sostegno alle idee e al progetto di Matteo Salvini nelle regioni italiane del Centro, Sud e Isole” veniva stimato tra il 2% e il 5% da Coesis Research e addirittura al 7% da Demos, con chance di crescita più forti in regioni come la Sicilia, dove l'elettorato è tradizionalmente più mobile (qui il M5S è ancora primo partito ed è stato eletto un governatore gay) rispetto ad altre più tradizionaliste come Campania, Calabria, Abruzzo, Molise e Basilicata e quindi più difficilmente scalabili. Anche se, sempre secondo l'istituto demoscopico diretto da Ilvo Diamanti, è proprio al Sud che un leader nordico e nordista come Salvini raggiunge un livello altissimo di consenso personale, intorno al 28%. E in mattinata, sulla pagina Facebook “NOI con Salvini” è stato dato grande risalto al dato fornito da Ixé per Agorà che accredita al movimento una forbice tra l'8,1% e l'11,3% mentre per SWG la potenzialità è del 9% e il risultato possibile intorno al 6%. Una cifra molto ma molto lontana dalla media del 25% ottenuto al Sud dal Movimento 5 Stelle al suo debutto elettorale alle politiche del 2013.

I social network

I dati sui social sono per ora abbastanza contraddittori. La pagina Facebook "NOI con Salvini" conta, al momento, 13.686 "mi piace". Quella regionale, "NOI con Salvini Sicilia" appena 2.075 contro i 635.750 di quella “Matteo Salvini politico”. Ma ne esiste anche una "Il Sud con Salvini" che ne ha già 26.897. Su Twitter il leader leghista ha 113mila follower mentre "NOI con Salvini" solo 1.741. La persona "Salvini" sembra insomma tirare di più del suo movimento.

A Palermo, sostenitori e contestatori

Per passare dalle previsioni e dalle piazze virtuali ai fatti, ieri il leader del Carroccio, a testimonianza del mix di rifiuto e curiosità che suscita al Sud la sua figura, ha ricevuto a Palermo una doppia accoglienza. Entusiasta da parte dei suoi sostenitori accorsi all'Hotel delle Palme (l'anfiteatro può accogliere fino a un massimo di 220 persone) per la seconda tappa del suo "Renziacasa Tour al Centro-Sud". Pessima da un gruppo di contestatori, circa 200 (quindi i numeri dei pro e dei contro più o meno si sono equivalsi), che lo hanno aspettato all'esterno per lanciargli uova, ortaggi e insulti e gridare in faccia al capo della Lega Nord il loro “orgoglio terrone”. Salvini li ha poi definiti come "tre scemi" ma ha anche chiesto scusa se (non "di" ma "se", dubitativa) negli anni passati la Lega ha offeso il Sud, "se ha avuto toni eccessivi, ma se ci chiamano in migliaia vuol dire che il problema è la forma ma non la sostanza".

Le prospettive

Occuparsi della sostanza però vuol dire anche cercare di capire quanto spazio potrà conquistarsi un partito nato inizialmente al Nord con l'obbiettivo di staccare il popolo padano dal resto di un'Italia "sprecona e fannullona" (soprattutto a Roma e al Sud), dove il reddito pro capite, come certificato oggi dall'Istat, raggiunge meno della metà (17,2 mila euro) di quello del Centro-Nord. Non solo. Anche ammettendo che Beppe Grillo sia meno forte che in passato (e le ultime tornate elettorali lo hanno certificato) Salvini dovrà vedersela con un centrodestra che Silvio Berlusconi ha deciso di voler rilanciare e rinnovare e con il Pd di Matteo Renzi che dopo il calo nei consensi delle ultime settimane ha ricominciato a salire dopo l'elezione di Mattarella. Anche la proposta politica presenta dei limiti. Se il no all'Euro, alle tasse, agli immigrati, al terrorismo sono sicuramente temi forti che hanno una presa notevole sulla pancia dell'elettorato, quando, oltre a ciò che vuole eliminare, dovrà dire anche cosa pensa di proporre per l'Italia e per il Sud, Salvini cosa s'inventerà?

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