Le reazioni al discorso dei mille giorni

Le critiche di Forza Italia. L'affondo dei grillini. E le perplessità, crescenti, dei vertici dell'establishment economico. La conferenza stampa del premier suscita più perplessità che consensi. I 1000 giorni e le reazioni via tweet

Il presidente del consiglio Matteo Renzi con il sottosegretario alla presidenza Graziano Delrio durante la conferenza stampa di presentazione della nuova agenda di Governo dei mille giorni a palazzo Chigi – Credits: ANSA/ANGELO CARCONI

Sara Dellabella

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Già il lancio dello slogan #passodopopasso, pochi giorni fa,  non aveva scaldato i cuori e aveva scatenato l’ironia del web. Non è andata meglio per la conferenza di ieri dopo Matteo Renzi non pago delle critiche che lo definiscono un ottimo “annunciatore” e un pessimo realizzatore ha dato in pasto ai suoi detrattori l’ennesimo spot #millegiorni con il lancio di un portale per il count down della realizzazione del programma di governo.

Ma come è stato accolto dal panorama politico ed economico questa ennesima provocazione del Premier, che solo venerdì scorso, si era presentato nel cortile di Palazzo Chigi offrendo gelato ad integerrimi giornalisti rispondendo così ad una irriverente copertina del tabloid inglese The Economist?

Il Mattinale che dà voce al gruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati è il più duro con il premier annunciando una puntuale verifica sui mille giorni di governo. Scrivono in una nota: "Da oggi fino a quando durerà il 'count-down' dei 'millegiorni' confronteremo quanto pubblicato dal sito governativo 'passodopopasso.italia.it ' con la realtà, che ha la testa molto dura. Saràun conto alla rovescia, dice il premier: e noi rovesceremo i conti sul tavolo. Gli regaliamo una parola inglese: fact-checking. Noi faremo il fact-checking del suo fact-checking. Ci ripromettiamo di essere tacitiani, applicando la regola del 'sine ira et studio', ne' ira ne' pregiudizi, spassionatamente" ed amche l’ex sindacalista oggi nelle fila di Forza Italia, Renata Polverini ci va giù pesante “non sappiamo cosa farcene dei nuovi annunci del peripatetico Presidente del Consiglio. Abbiamo disperato bisogno di un Governo che metta in campo precise scelte di politica industriale, che decida come fuoriuscire dalla trappola dei vincoli di bilancio imposti dalla Merkel, che rilanci l’occupazione soprattutto per i giovani che non hanno mai lavorato e per i cinquantenni in cassa integrazione o mobilità che stanno perdendo persino la speranza”.
Altrettanto netto il Movimento 5 stelle che attraverso un tweet del deputato Riccardo Nuti  attacca: "Ma un Giornalista che dica a Renzi 'Bugiardo! Ma che ca... sta dicendo?' c'è? #millegiorni#millebugie".
Decisamente più morbido, Aldo Di Biagio di Per l’Italia (gli ex di Scelta Civica che si sono riuniti intorno alla figura di Mario Mauro) che dichiara "Il governo, grazie anche alla maggioranza che lo sostiene, ha indubbiamente fatto molto ma dobbiamo fare ancora di più. Sulla questione del lavoro in particolare, ritengo che il dibattito sull'articolo 18 vada veramente superato con una riforma che guardi concretamente alla pesante situazione dell'Italia. Lavoriamo tutti dunque a questo disegno d'insieme senza perdere mai il senso di responsabilità e impegno verso la nazione".
L’ex ministro montiano Corrado Passera, recentemente ritornato sulla scena con il movimento Italia Unica con l’intento di ricompattare il centro destra non ha mancato l’occasione per auspicare che la “presentazione dei Millegiorni non sia solo un ennesimo cronoprogramma che smentisce tutti quelli precedenti e diventi prova evidente di mancanza di determinazione. Ci aspettiamo - aggiunge la nota - trasparenza e rendicontazione, sulle quali vigileremo, con il sospetto che ancora una volta il prendere tempo sia sinonimo di non fare scelte, ma soprattutto ci aspettiamo misure concrete e forti per rilanciare l'economia e il lavoro".

Ma anche il Presidente di Confindustria, Squinzi dal Palco della Festa de L’Unità di Bologna non sembra entusiasta del programma #millegiorni: “Dopo avere avuto promesse che si faceva tutto in 30 giorni, ora il termine dei mille giorni sembra più realistico, ma bisogna cominciare a fare delle cose vere per sbloccare l’Italia” . Mugugni si sono alzati anche da altri pezzi importanti dell’’estabilishment italiano che avevano salutato con favore l’avvento di Renzi sulla scena politica nazionale.
Diego Della Valle a metà luglio, mentre nell’aula del Senato si tentava di approvare, tra strilli e messeinscena, la riforma istituzionale, l’imprenditore si mostrò fortemente critico verso il ddl Boschi difendendo l’impianto originario voluto dai padri costituenti.
Mentre l’ad di Fiat Sergio Marchionne pur non voltando le spalle a Renzi gli lancia un monito “Il paese non può più aspettare, tra crisi e disoccupazione potrebbe prendere una brutta impennata”.
Intanto, la Rete della Conoscenza, che riunisce studenti ed universitari, ha indetto una manifestazione per il prossimo 10 ottobre sotto lo slogan “mille giorni per precarizzare l’Italia” perchè spiegano “Il Governo fa come il gambero: vuole portarci indietro di decenni. Sul lavoro e sul welfare nessuna soluzione strutturale, mentre precarietà e disoccupazione giovanile dilagano”.
Il countdown per il governo  è ufficialmente iniziato, intanto però bisognerà sopravvivere ad un autunno caldissimo.

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