Politica

Le gaffes di Toninelli e il governo che non c'è

E' il ministro più esposto del governo. Ha in mano i dossier più caldi e tra figuracce e promesse irrealizzabili, ogni giorno fa parlare di sé

++ Toninelli, con Fincantieri probabilmente Italferr ++

Sara Dellabella

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Chissà se il giorno del giuramento al Quirinale, Danilo Toninelli si aspettava di finire in un marasma simile. Tra sbarchi, ponti crollati, grandi opere, nomine sbagliate e selfie fuori luogo non passa giorno che il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti non sia al centro di qualche polemica.

Governare è un'altra cosa

Le promesse della campagna elettorale erano importanti, ma governare è un'altra cosa, soprattutto se poi ci si trova a gestire calamità come quelle del crollo Morandi, che in un giorno di agosto pieno consegna all'Italia 43 morti, circa 250 persone sfollate e una città paralizzata.

Non basta precipitarsi sotto al Ponte per consegnare al popolo inferocito un colpevole, sia esso Autostrade o la famiglia Benetton, da aggredire in fretta, perchè la ricostruzione è una vicenda lenta, complessa e purtroppo dolorosa per i diretti interessati che il più delle volte sanno di aver perso tutto nella fatalità di un maledettissimo secondo, quando le fragilità del ponte (come spesso accade nel nostro Paese) erano note da tempo.

La fragilità politica di Toninelli

Ed è proprio sulla vicenda di Genova che Toninelli sta mostrando la sua fragilità politica.

Prima consegnando a Instagram una foto al mare con la moglie poche ore dopo il crollo e poi non contento in bella posa insieme a Bruno Vespa e il plastico negli studi di Porta a Porta. Tanti continuano a chiedere cosa ci sia da ridere, che senso ha mostrarsi inferociti con la società Autostrade se poi spente le telecamere tutto diventa barzelletta?

E così di gaffe in gaffe, di promesse mancate, del "decretone" Genova che si è sgonfiato con i giorni, del Toninelli ministro rimane poco di tangibile.

Nonostante le dichiarazioni da giustiziere, viene a galla ogni giorno di più l'effimera strategia di questo governo, e di cui Toninelli è primo esempio, che punta al consenso immediato, ma che sulla lunga durata non è in grado di programmare nulla. Così si producono ottimi spot buoni per scalare l'audeince elettorale sul momento, ma così brevi da consentire dopo poche ore e con la macchina dell'emergenza ancora in moto di poter tornare tranquillamente in spiaggia con la famiglia.

Toninelli l'unico ministro di un governo silente 

Per incidente della sorte, è l'unico ministro pervenuto in questi primi mesi di governo Conte, perchè gli altri sono rimasti imboscati nei loro uffici e si stenta persino a ricordarne i nomi.

Ma l'interventismo eccessivo di Salvini sull'arrivo dei migranti e la chiusura dei porti, ha richiamato fin dalle prime ore di governo Toninelli a scendere in campo per arginare l'alleato di governo e sono altri i dossier sul tavolo del ministro delle Infrastrutture su cui si misura la spaccatura con la Lega.

Dalla Tav all'affidamento senza gara a Fincantieri per la ricostruzione del ponte Morandi, Lega e 5 Stelle non sono d'accordo e in mezzo alla lite si trova sempre lui, il povero Toninelli.

Oggi è diventato il capro espiatorio di tante gaffe del governo, ma in realtà su Toninelli si concentrano le difficoltà e le divergenze di vedute di questi due soci, messi insieme da un contratto.

L'insegnamento di Genova

Tuttavia, però, Genova lo insegna. Governare non è un'esecuzione sterile di un impegno, ma gestione dei problemi, molti dei quali sopraggiungono in una maniera tanto improvvisa da richiedere soluzioni emergenziali e rapide. Cosa difficile tra chi convive eseguendo alla lettere un contratto pur avendo una visione della politica essenzialmente divergente.

In quattro mesi, Toninelli è diventato un caso e forse talvolta un problema per l'immagine del governo, ma probabilmente perchè non si sa che fine abbiamo fatto gli altri ministri in carica. Qualcuno batta un colpo...

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