L'alleanza rosso-bruna a favore di Alexis Tsipras

Da Fassina a Grillo. Da Brunetta a Santanché. Da Landini a Giorgia Meloni. Quando destre e sinistre si ritrovano alleate contro l'"Europa delle banche"

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25 gennaio 2015. Tsipras saluta i suoi elettori in festa per la vittoria di Syriza, che diviene il primo partito di Grecia. – Credits: Getty Images

Chi mai avrebbe immaginato, soltanto un anno fa, che l'ex pasionaria berlusconiana Daniela Santanché, il leader leghista Matteo Salvini, il capo della Fiom Maurizio Landini, l'ex sottogretario all'Economia del governo Monti Stefano Fassina, il comico politico Beppe Grillo, il leader neofascista Giorgia Meloni e l'ex ministro Renato Brunetta potessero dire  le stesse identiche cose sulla crisi in Grecia? Chi mai avrebbe scommesso un cent sul fatto che un premier di estrema sinistra come Alexis Tsipras potesse mettere d'accordo proprio tutti - da destra a sinistra - sul no alla Troika e all'Europa di Angela Merkel e dei tecnocrati europei?

Le cose non sono nemmeno così stupefacenti in realtà. È dai tempi dello «sfondamento a sinistra» di Pino Rauti, l'allora capo del Movimento sociale italiano, che periodicamente in Italia si producono anomale convergenze politiche tra destre e sinistre (radicali) nel Belpaese. Qualcuno, in odore di provocazione, potrebbe anche tornare agli inizi del 900, e dire che in fondo persino Mussolini era stato tra i più accesi e radicali leader del Partito socialista italiano.  E qualcuno altro ricordare che è stato lo stesso Tsipras, all'indomani della vittoria elettorale, ad imbarcare nella maggioranza che sostiene il suo governo un leader xenofobo e molto vicino alla Chiesa ortodossa come Panos Kammenos. Ma le cose, viste da qui, appaiono egualmente surreali.

«La Bce ha lasciato ai greci solo la possibilità di scegliersi il suicidio: o politico o economico. Vogliono umiliare Tsipras e far tornare al governo i servi che c'erano prima. Al referendum io voterei no» Stefano Fassina


Stefano Fassina, l'ex sottosegretario all'Economia del governo che ha tagliato le pensioni e allungato fino alla soglia dei 70 anni l'età pensionabile, si è riscoperto, dacché è stato marginalizzato da Matteo Renzi, il più coerente e radicale sostenitore del governo Tsipras:  «La Bce ha lasciato ai greci solo la possibilità di scegliersi il suicidio: o politico o economico. Vogliono umiliare Tsipras e far tornare al governo i servi che c'erano prima. Al referendum io voterei no». Gli ha fatto eco il leader della Fiom Maurizio Landini«Tsipras è stato fedele al mandato ricevuto dagli elettori. È falso che voglia uscire dall'euro: cerca solo di negoziare condizioni più favorevoli per la sua gente». Anche Gianni Cuperlo, ex candidato alla segretarie considerato molto vicino alla vecchia guardia democratica, chiede al governo di «non lasciare solo Tsipras», stessa identica espressione adoperata dal dalemiano di ferro Alfredo D'Attorre.

Quanto alla destra, non fosse per alcuni differenti accenti che appartengono più allo stile che alla sostanza politica delle critiche che vengono rivolte alla Commissione europea, i toni sono i medesimi. Per la neo-tsipriana Daniela Santanché - pur riconoscendo che il leader greco è «lontano anni luce da me sul piano politico» - «noi e Alexis Tsipras troviamo inaccettabile l'Europa dei tecnocrati, basta con la Merkel che decide da padrona e noi sudditi lì a subire». E Matteo Salvini, più lesto di Beep Beep, quando si tratta di esternare contro l'«Europa delle banche» si spinge a rispolverare il glorioso Oggi in Spagna, domani in Italia degli antifascisti durante la guerra civile contro Francisco Franco, augurandosi - esattamente come è avvenuto in Grecia - che «i risparmiatori italiani ritirino subito i soldi dalle banche». L'ex sottogretario berlusconiano Renato Brunetta non è da meno: «Viva Tsipras! Magari avessimo fatto noi quello che sta facendo lui in quel maledetto novembre del 2011», riferimento alla caduta del governo Berlusconi voluta secondo la vulgata di centrodestra dal complotto internazionale di  Angela Merkel e Giorgio Napolitano.


«Noi e Alexis Tsipras troviamo inaccettabile l'Europa dei tecnocrati, basta con la Merkel che decide da padrona e noi sudditi lì a subire» Daniela Santanché

Qualcuno ha ricordato in questi giorni quel «festeggeremo una sua vittoria» inviato da Marine Le Pen via sms ad Alexis Tsipras a gennaio, poco prima del voto in Grecia. E qualcun altro, come Giorgia Meloni,  non si è lasciata sfuggire l'occasione per ribadire la sua solidarietà al leader greco contro «il comitato d'affari di usurai nel quale hanno trasformato l'Europa». E Grillo? I grillini, che hanno il copyright del referendum anti-euro contro «la cecità degli euroburocrati», parlano ora di un «passo storico verso la democrazia» a proposito del referendum greco. L'alleanza rosso-bruna a cinque stelle è completata.

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