Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella si è recato questa mattina, in forma privata, al cimitero di Torrita Tiberina. Dopo aver deposto un cuscino di fiori sulla tomba di Aldo Moro, è rimasto alcuni minuti in raccoglimento. E' quanto si legge in una nota del Quirinale.

Aldo Moro venne rapito il 16 marzo 1978 e ucciso il 9 maggio dello stesso anno dalle Brigate Rosse. E' stato due volte Presidente del Consiglio dei ministri, e Segretario politico e presidente del consiglio nazionale della Democrazia Cristiana.

Successivamente, nell'aula di Montecitorio, ha presenziato alle cerimonia di commemorazione del "Giorno della memoria" delle vittime del terrorismo e delle stragi.

La cerimonia è stata aperta dall'Inno di Mameli e dell'Inno alla Gioia eseguito da un gruppo di studenti romani che occupano i banchi del Governo nell'Aula di Montecitorio impavesata con i Tricolori.

Mattarella ha scoltato le dure e vive testimonianze di figli e nipoti di esponenti delle forze dell'ordine, della magistratura e della politica assassinati dai terroristi durante gli anni di piombo e premia con il ministro Dario Franceschini le scuole vincitrici del concorso nazionale "Tracce di memoria".

Poi il monito della presidente della Camera Laura Boldrini: "Per onorare chi ha sacrificato la propria vita bisogna rendere le Istituzioni e la politica sempre più pulite e sobrie. Bisogna combattere senza incertezze la corruzione, la illegalità, il malaffare, dare voce ai tanti che onestamente e generosamente fanno politica, si impegnano nel volontariato, tutelano il bene comune. Non siamo tutti uguali".

Parole dure e chiare, che la presidente di Montecitorio ha pronunciato rivendicando all'Italia il merito di aver "sconfitto i terroristi senza mai rinunciare ai valori dello Stato di diritto". Perché "uno Stato democratico non può mai far propria la logica violenta e disumana dei propri nemici", ha sottolineato Boldrini chiedendo una rapida approvazione della legge che punisce il reato di depistaggio e sottolineando la necessità di una "risposta corale" oggi al malaffare come quella che ci fu contro l'eversione.

Caso Moro: tutti i misteri 38 anni dopo


Le ha fatto eco il presidente del Senato Pietro Grasso (che in mattinata ha deposto una corona di fiori a via Caetani, dove fu rinvenuto il corpo senza vita di Aldo Moro): "Oggi c'è una questione politica della questione morale".

Grasso ha poi dichiarato anche che "L'immagine del corpo di Aldo Moro nella Renault4 parcheggiata in via Caetani accese i più reconditi e oscuri timori della nostra nazione. Fu forse il giorno più buio della "notte della Repubblica": ci scoprimmo fragili davanti alle insidie del furore ideologico degli anni di piombo. Trovammo la forza di reagire e alla fine abbiamo vinto perché le forze migliori del Paese si sono unite nel comune obiettivo di difendere la nostra democrazia. Aldo Moro è stato un grandissimo italiano e uno statista illuminato: la sua eredità è ancora una fonte preziosa di insegnamento e di ispirazione".

"Il barbaro assassinio di Aldo Moro resta una delle pagine più tragiche e oscure della storia repubblicana. Il ricordo del sacrificio di Moro, che quest'anno cade a cento anni dalla sua nascita, unisce il Paese nella memoria di tutte le vittime del terrorismo politico". A sottolinearlo è la presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi. "Quella stagione di cieca violenza non risparmiò nessuna categoria e segnò profondamente la coscienza degli italiani che seppero respingere la sfida alla nostra democrazia senza cedere alla paura, ma facendo leva sui valori e i principi della Costituzione", ricorda Bindi.

Anche dal presidente del Consiglio il ricordo dello statista: "E' una giornata carica di significato - ha detto - il pensiero corre alla grande figura di Moro e della scorta ma il 9 maggio è doveroso richiamare altre donne e uomini: e' l'anniversario della tragica uccisione di Peppino Impastato. Ma è anche il giorno di festa dell'Europa".

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti