Politica

La Realpolitik di Beppe Grillo che "riabilita" Salvini

"Uno che sta facendo le cose, per davvero", dice il comicopolitico nel suo spettacolo. Dimenticando le critiche, gli insulti e gli attacchi del passato...

Beppe Grillo

Carlo Puca

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Dimenticatevi ogni ideologia, etica o morale. Anche Beppe Grillo è diventato un praticante la "Realpolitik". Pure lui, insomma, ha abbandonato sentimenti e principi per piegarsi alla realtà politica. Che prevede la necessità di allearsi con il vecchio nemico e la possibilità di arrivare persino a blandirlo ed esaltarlo.

Non è un fenomeno nuovo per la politica italiana.

La Realpolitik - o inciucio nella sua versione spregiativa - l’hanno praticata tutti. La grande differenza, tuttavia, è nella premessa: mentre per le forze politiche tradizionali è sempre stata parte del gioco, il movimento 5 Stelle si è ingrossato elettoralmente proprio partendo dalla sua condanna. "Noi siamo il nuovo, siamo contro gli inciuci e i rappresentati della casta", ha tuonato lo stesso Grillo per anni. E invece eccoci qui a commentare l’accordo (in)naturale tra 5 Stelle e Lega; naturale se si considerano i risultati elettorali; innaturale se si valutano le vecchie dichiarazioni del Beppe nazionale su Salvini.

Tra insulti e attacchi frontali

Affermazioni pesantissime, spesso corredate da fotomontaggi che ironizzavano sul leader della Lega, tipo quando veniva presentato come un asino. Molti sono cancellati dal sacro blog grillino, ma siccome Internet non perdona, sono ancora reperibili sul web.

Quanto alle parole, nel 2009, per cominciare, quando Salvini viene beccato a insultare i napoletani, sul sacro blog Grillo reagisce così: "Meridionali si nasce, razzisti si diventa. Salvini con il suo stipendio da deputato rappresenta anche loro. La pecunia dei terun non olet, Salvini invece sì". Traduzione: Salvini puzza.

L’11 gennaio del 2015 Grillo posta un attacco durissimo: "L'Islam è pericoloso: ci sono milioni di persone in giro per il mondo, e anche sui pianerottoli di casa nostra, pronti a sgozzare e a uccidere in nome dell'islam, lo ha detto Salvini dall'alto della sua ignoranza fondamentalista (...) Salvini è un piccolo uomo portato alla grande ribalta dai media di regime per far dimenticare la Lega ladrona che ha governato per anni insieme a Berlusconi".

Inversione a U

Più avanti nel tempo, gli attacchi del movimento alla Lega costanti e pesanti, si va da #SALVINIBALLISTA sui profughi a "Salvini impresentabile", passando per frasi come: "#SALVINIBUGIARDO ha detto che il referendum per uscire dall'euro proposto dal M5S è una perdita tempo che avrà effetti reali pari a zero. Mente! La Lega non ce l'ha più duro, Salvini chiacchiera, il M5S agisce".

Oppure, peggio ancora: "La Lega è stata otto anni al governo e ha rubato. Hanno presi dei soldi e li ha presi anche Salvini". Insomma, è quasi naturale che nell’ottobre del 2017 Luigi Di Maio dica: "Mai alleanze con partiti come la Lega che hanno disintegrato il Paese. Salvini fa un gioco sporco".

D’improvviso, però, tutto è cambiato. Pur di mettere assieme il governo gialloverde, Grillo e Di Maio si sono rimangiati i loro attacchi. Fino al copione, grottesco (in fondo parliamo sempre di un comico), recitato da Grillo nel suo ultimo spettacolo: Salvini è improvvisamente diventato "uno che sta facendo le cose, per davvero".

Se non Realpolitik è almeno RealComicality. Ma chissà se farà ridere o piangere gli elettori pentastellati.

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