La paura del Pd? Che Monti non basti

Il Professore non riesce ad arginare (a destra) la rimonta del Cav. Mentre Ingroia cannibalizza Sel. I timori del partito di Bersani nelle parole di un deputato pd che ha scelto di rimanere anonimo - Lo speciale elezioni di Panorama.it

Monti

Paola Sacchi

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«Il punto è che Berlusconi ci sta ammazzando Monti….». Prego? «Sì, il disegno era che Monti doveva servire a noi per contrastare da destra il Cavaliere, per rubare al Pdl quegli elettori delusi e incerti utili per formare un governo insieme, dato che al Senato non sarà certo vittoria piena, e invece guarda un po’ Berlusconi sta cecchinando il Professore e l’Udc…». In un clima da scommesse elettorali che regna al bar, anzi buvette, di una Camera semideserta, il deputato Pd confessa, sotto forma di rigoroso anonimato disegni, dubbi, paure del suo partito. Confermando il ruolo di stampella che il Pd avrebbe prefigurato per Monti. Una stampella che però ora rischia di non sostenerli più i Democrat alle prese con il risultato più che mai fragile e incerto di Palazzo Madama. Il Pd si sentiva già con la vittoria in mano da mesi e ora invece è travolto anche dallo scandalo Mps.

L’incubo del «Bersanoni», ovvero del rischio estremo che Pier Luigi Bersani, visto che Monti arretra e Ingroia avanza, debba alla fine chiedere i voti al Cavaliere, è quello che agita soprattutto i sonni a Largo del Nazareno. «Se perdessimo in quattro regioni al Senato, a quel punto i voti di Monti non basterebbero più», ragiona il deputato. Che si sfoga sconsolato: «Ecco, tutto quel che can can sulle primarie, tutto quel trionfalismo sul rinnovamento  e poi ti ritrovi con una classe dirigente rappresentata da Mussari».   Scommesse elettorali anche tra i leghisti. Che portano alla stessa conclusione: il centrosinistra non vincerà al Senato. Anche i ribelli, quelli una volta più vicini all’ex segretario Bossi, e che, in alcuni casi minacciano di votare in segno di protesta il candidato del Pd Ambrosoli in Lombardia , sono convinti che Roberto Maroni vincerà «seppur di poco» la sua corsa al Pirellone.  E al Senato la vittoria lombarda di Pdl e Lega renderà «la situazione traballante: il Pd governerà per un annetto e mezzo con Monti ma poi si riandrà a votare. Insomma come successe nel 2006 con Prodi». Incrociano le dita nel Pdl, incollati ai sondaggi sulla rimonta. Ma i tormenti principali ora sembrano solo del Pd.

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