La morte di Lo Porto e lo sdegno del Parlamento

Sconcerto tra deputati e senatori per la notizia choc dell'uccisione del cooperante in un raid Usa a gennaio e per le modalità di comunicazione

Lo-Porto

L'ostaggio italiano Giovanni Lo Porto, scomparso nel gennaio 2012 – Credits: ANSA/INTERNET

Redazione

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Lo stesso Parlamento che ieri aveva ascoltato il premier Renzi parlare di immigrazione e di come avrebbe voluto affrontare il Consiglio straordinario d'Europa dedicato anche al rischio terrorismo, ha accolto con choc la notizia della morte del cooperante siciliano Giovanni Lo Porto, ucciso a gennaio da un drone americano, mentre si trovava al confine tra Pakistan e Afghanistan.

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La notizia, diffusa solo ieri ufficialmente dalla Casa Bianca, ha provocato lo sconcerto tra i parlamentari che, dall'opposizione, chiedono subito al governo di dimettersi, come fanno i 5 stelle, e di riferire in Parlamento, come insistono il deputato di Sel Arturo Scotto e il capogruppo di FI alla Camera Renato Brunetta. E oggi alle 10 sarà il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni a riferire nell'Aula di Montecitorio.

Soprattutto, l'opposizione chiede a Renzi di sapere quando sia stato informato "davvero del fatto": solo ieri, come confermano le note della Casa Bianca e di Palazzo Chigi? La settimana scorsa durante la sua visita negli Usa? O addirittura prima, subito dopo il raid americano di gennaio durante il quale e' stato ucciso anche l'ostaggio Usa, Warren Weinstein? "Solo ieri" è la risposta del premier al termine del vertice straordinario del Consiglio Europeo sottolineando comunque di apprezzare la trasparenza di Obama e di non comprendere, al contempo, le polemiche sul timing dell'informazione: "è evidente che abbiamo preso del tempo - scandisce - per informare in modo corretto la famiglia. È un principio di dignità umana".

"Come la metti - sbotta il senatore M5S e componente del Copasir Vito Crimi - la metti male. Se ne era informato da tempo perche' non parlarne prima? Perche' non dirlo ieri che era venuto in Parlamento per parlare proprio di immigrazione e terrorismo?". Questo, osserva Crimi che chiede l'immediata convocazione del Copasir, fa capire anche "di quale prestigio e di quale credibilità internazionale goda l'Italia...".

Il presidente del Senato Pietro Grasso chiama subito la famiglia del cooperante per esprimere il cordoglio di Palazzo Madama, mentre la numero uno di Montecitorio Laura Boldrini che manifesta tutta la sua "vicinanza" ai parenti della vittima, definisce "preoccupante" non aver saputo prima la notizia.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, affida a una nota ufficiale il suo messaggio porgendo "le più sentite condoglianze" dell'Italia ai familiari di Giovanni Lo Porto, indicando di essere stato avvertito ieri dal presidente Usa. Di questo, dovrà parlare il sottosegretario con delega ai Servizi, Marco Minniti, nella seduta del Copasir convocata dal presidente Stucchi martedi' prossimo. E proprio Stucchi un'ipotesi per cui si sia saputo così in ritardo della morte del 38enne palermitano prova a metterla in campo: in questi casi, spiega, serve tempo per "individuare i corpi e verificare tutto con il dna". "Non è cosi' semplice recuperare queste informazioni - aggiunge - anche perchè di solito i droni si usano per raggiungere zone impervie. E poi si devono recuperare i campioni dei corpi per fare l'esame del dna cosa che deve avvenire in totale sicurezza".

Inoltre, prima, si deve essere "ben certi dell'identita' della vittima". "Comunque sia - insistono i parlamentari M5S in una nota congiunta - è vergognoso e scioccante" che non se ne sapesse niente. E anche la modalità della divulgazione: "un banalissimo comunicato", scatena l'ira dei pentastellati. "Renzi - insistono - dovrebbe dimettersi!". Intanto un fiume di condoglianze da tutto il Parlamento. Valeria Fedeli (Pd) e Roberto Calderoli (Lega) si dicono vicini alla famiglia Lo Porto, mentre Maurizio Gasparri (FI) esprime sconcerto per "irrilevanza Italia". Marina Sereni (Pd) esprime "grande dolore". Pier Ferdinando Casini invita ad inchinarsi "alla sua memoria". E Giorgia Meloni di FDI pone a Renzi un'altra domanda: aveva dato il suo assenso al blitz Usa?

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