La liquefazione della destra romana secondo Andrea Augello

Si è chiuso un ciclo durato vent'anni: la debacle di Alemanno segna la fine dei sogni di potere degli ex missini. Parla il coordinatore della campagna di Gianni Alemanno

Gianni Alemanno

– Credits: Gianni Alemanno dopo la storica vittoria del 2006 (ANSA)

Claudia Daconto

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Senatore Augello, è davvero finita un'epoca per la destra romana? Un ciclo iniziato ormai vent'anni fa?
Se prendiamo come punti di riferimento il '93 con Fini al ballottaggio e oggi con Alemanno, potremmo dire di sì. Ma se il centrodestra ha perso in tutta Italia 16 a 0 non è certo colpa solo della destra, né tantomeno di quella romana. Piuttosto abbiamo scontato i 6 milioni di voti persi alle Politiche e l'essere stati la regione di Fiorito.
Artefice dei clamorosi successi elettorali di Francesco Storace nel 2000 alla Regione Lazio contro Piero Badaloni e di Gianni Alemanno nel 2008 contro Francesco Rutelli, Andrea Augello, coordinatore della campagna dell'ex sindaco,  è stato il primo che, lunedì pomeriggio, a scrutinio quasi appena iniziato, ha ammesso la sconfitta.

Il punto più basso mai raggiunto nella Capitale dalla destra post-fascista dopo il 46,8% di Gianfranco Fini al ballottaggio contro Francesco Rutelli alle amministrative di Roma del 1993, dopo essere entrata per la prima volta in Parlamento nel '94 con uno storico 13,4% ottenuto come Alleanza Nazionale, dopo la vittoria di Storace alla Regione nel 2000, dopo l'exploit del 20% del 2006 e soprattutto dopo l'incredibile rimonta di Gianni Alemanno su Francesco Rutelli nel 2008 quando, per la prima volta, un ex missino entrò in Campidoglio.
Ma lei ci credeva davvero alla rimonta di Alemanno dopo il primo turno?
Ogni volta che mi impegno in una campagna elettorale lo faccio con la convinzione di giocare per vincere. Tra l'altro anche i sondaggi, che non faccio io, registravano una crescita di Alemanno almeno a ridosso del primo turno. Il problema vero è stato dettato dal livello eccezionale di astensionismo che ha tolto a noi diversi punti e ha devastato Grillo. Mentre Marino è riuscito a riportare tutti i suoi alle urne.
Perché Alemanno invece no? Che colpa ha avuto, secondo lei, l'ex sindaco?
Alemanno non ha reagito in tempo alla congiuntura terribile che ha vissuto il centrodestra in questi ultimi 5 anni e che ha penalizzato soprattutto gli amministratori locali. A Roma, per esempio, abbiamo dovuto fare i conti con un miliardo e 400 milioni di tagli ai trasferimenti statali. Credo che Gianni non si aspettasse la situazione che ha trovato e ha fallito soprattutto sul piano comunicativo.
A un certo punto è parso che il Pdl lo avesse abbandonato a se stesso e Silvio Berlusconi anche...
Questa è  una leggenda metropolitana. Berlusconi ha fatto tutto quello che poteva. Rispetto alla precedente campagna c'è stata solo una manifestazione in meno. Ma non sono mancate le dichiarazioni, le cene, i video-messaggi. Non dimentichiamo poi che la coalizione che ha sostenuto Alemanno ha perso meno che a livello nazionale, sia in percentuale che in assoluto.

Lei, che ha coordinato la campagna e che a Roma ha vinto molto e spesso, che colpe si attribuisce?
Ho sicuramente sbagliato ad allontanarmi in questi ultimi anni dal vivo dell'amministrazione per proteggerne il percorso in Parlamento. E mi rimprovero anche di non aver forzato, per quieto vivere, sulle primarie. Sulla campagna elettorale non credo si potesse, invece, fare di più di quanto è stato fatto.
Il centrodestra deve fare le primarie?
Non è l'unico strumento di selezione e rinnovamento, c'è anche la rete. L'importante è dare una scossa e recuperare, su questo piano, il ritardo rispetto al centrosinistra.
Se oggi dovesse indicare un nome per il futuro del centrodestra capitolino, su quale punterebbe?
Non lo dirò mai, ma penso che, nonostante una situazione così difficile, dall'esperienza della precedente amministrazione sia riuscito ad emergere un ceto politico di persone giovani e capaci come Luca Gramazio (il più votato alle scorse regionali, ndr) e Sveva Belviso (ex vice sindaco e candidata al consiglio più votata alle ultime comunali, ndr) che ci fanno ben sperare.

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