La decapitazione del Pd emiliano-romagnolo

L'indagine sulle spese folli ha colpito i due favoriti alla successione di Errani. Il Pd nazionale ora spera in Prodi o Delrio

Stefano Bonaccini e Matteo Richetti (s) candidati alle prossime elezioni regionali in Emilia-Romagna all'inaugurazione della festa nazionale dell'Unità. ANSA/GIORGIO BENVENUTI

È vero che l'inchiesta sulle spese pazze nella regione emiliano-romagnola ha toccato in questi anni, nei suoi vari filoni, tutti i partiti, Lega e M5S compresi. Ma il fatto che siano stati indagati, nella regione simbolo della sinistra, due candidati governatori delle primarie Pd, Richetti e Bonaccini, rispettivamente un renziano della prima ora e un renziano della penultima ora, sta producendo uno tsunami di devastanti proporzioni dentro il Pd regionale, già fiaccato dalle dimissioni di Errani in seguito alla condanna per falso ideologico. Qualcuno nel quartier generale del Nazareno spolvera addirittura la giustizia a orologeria, termine finora considerato tabù. E qualcun altro, come la deputata Giuditta Pini, rilascia un tweet spiritoso che è una foto dello stato in cui versa il Pd locale (il più importante d'Italia, ca va sans dire) dopo questo uno-due della magistratura: Doveva finire così - ha scritto la deputata - come Dieci piccoli indiani, riferimento neanche oscuro a un libro di Agatha Christie dove uno dopo l'altro vengono uccisi tutti i principali sospettati di un omicidio.

Matteo Richetti e Stefano Bonaccini non sono due outsider del Pd emiliano-romagnolo dopo la cura Renzi. Il primo (che si è ritirato dalla corsa ed è accusato di peculato per un presunto abuso dell'auto blu) è un renziano della prima ora, viene dalle fila della Margherita e ha ricoperto il ruolo di presidente del Consiglio regionale. Il secondo è il segretario del Pd emiliano-romagnolo da anni. Viene dai Ds ed è stato, prima di entrare nello staff del premier, vicino all'ex segretario Bersani e naturalmente a Errani. Nel Pd - dopo la decapitazione giudiziaria dei due pesi massimi lanciati verso la carica di governatori - ora si pone un problema: esiste un nome credibile e conosciuto in Regione che sappia rappresentare tutto il partito, evitando una notte dei coltelli tra le sue varie anime? O rimarrannno solo gli outsider? A meno naturalmente che il pressing su Delrio o Prodi non abbia successo.  Sarebbe, quello del Prof, un vero ritorno da salvatore della patria, dopo l'umiliazione dei 101. Ma l'uomo ha tigna. E difficilmente accetterà.

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