Italicum: Camera
Politica

L'Italicum è legge

Con 334 voti a favore e 61 contrari il testo della riforma elettorale passa alla Camera. 4 gli astenuti. Le opposizioni hanno lasciato l'aula

4 maggio 2015

18:21 - Con 334 voti a favore e 61 contrari il testo della riforma elettorale passa alla Camera. 4 gli astenuti. Il voto si è svolto a scrutinio segreto come richiesto da Forza Italia, Fdi e Lega Nord. Le opposizioni non hanno partecipato al voto. "Missione compiuta. Il governo ha mantenuto l'impegno. Abbiamo promesso, abbiamo mantenuto". Lo ha detto il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi ai cronisti dopo l'approvazione dell'Italicum alla Camera.

LEGGI ANCHE: COME CAMBIA LA LEGGE ELETTORALE

18:05 - Sono iniziate le operazioni di voto. Le opposizioni hanno lasciato l'aula.

 

15:39 - "Non voto l'Italicum perchè sarebbe solo uno sgarbo a Berlusconi e Brunetta. Ma non ho cambiato idea; resto favorevole a questa legge e dico che il centrodestra puo' vincere alle elezioni politiche del 2018 come ha riconosciuto ieri coraggiosamente il presidente Renzi". Così, in una nota, Gianfranco Rotondi, di Forza Italia.

15:38 - "Sel abbandona. Nessun Aventino, ma reazione al disprezzo di Renzi verso il Parlamento. Ha imposto l'Italicum a tutti, allora se lo voti da solo". Lo scrive su Twitter il capogruppo alla Camera di Sinistra ecologia e libertà, Arturo Scotto.

14:59 - La minoranza del Pd è in riunione per decidere quale posizione tenere durante il voto finale sull'Italicum. "Mi sembra più limpido e coerente restare in Aula e votare contro", osserva il deputato bersaniano D'Attorre spiegando come tra i 38 dissidenti sulla fiducia sull'Italicum questa mattina ci siano stati diversi contatti per scegliere una linea comune. "Mi sembra che la scelta sia tra votare contro e uscire dall'Aula, non credo che qualcuno di noi si asterrà".

13:47 - FI ha formalizzato la richiesta di scrutinio segreto per il voto finale sull'Italicum. Lo si apprende da fonti parlamentari. Secondo le stesse fonti le opposizioni a questo punto potrebbero uscire dall'Aula al momento della votazione.

13:30 - "Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale chiederà il voto segreto sulla legge elettorale ma non parteciperà al voto. Non vogliamo essere complici di questa brutale violazione della Costituzione". È quanto dichiara il capogruppo di Fdi-An Fabio Rampelli.

13:20 - Forza Italia e le altre opposizioni non parteciperanno al voto sull'Italicum: lo ha reso noto Renato Brunetta al termine dell'assemblea del gruppo di Fi che ha deciso appunto di "non partecipare a questa infausta giornata per la democrazia italiana e per la democrazia parlamentare".

12:54 - Il M5s ha deciso di restare in Aula a "combattere" contro l'Italicum e per questo lancia un appello a tutte le opposizioni: "Votiamo compatti per il No". Il gruppo dei deputati ha tuttavia deciso anche che uscirà dall'Aula nel caso in cui Fi dovesse chiedere il voto segreto, per evitare di fare sponda con i sostenitori 'segreti' della riforma.

12:43 - È ripreso l'esame del testo sull'Italicum

Al centro della giornata, il dissenso interno al Pd dopo lo strappo dei 38 della settimana scorsa sulla fiducia. Uno strappo che quel gruppo oggi ribadisce, seppur in forme diverse, e che potrebbe allargarsi rischiando di depauperare l'entità della maggioranza sulla legge elettorale. Anche per questo i renziani puntano innanzitutto a far sì che la soglia, in Aula, non scenda sotto la maggioranza assoluta di 316 deputati anche se il rischio, al momento, sembra davvero lontanissimo.

L'allargamento potrebbe investire fino ad una decina dei 50 esponenti di Area Riformista che, al momento della fiducia, annunciarono con un documento la loro responsabilità e che oggi voteranno sì alla legge. I "no" (o il non voto) all'Italicum, nel Pd, potrebbero essere così tra i
40 e 50: numeri che non intaccano la possibilità che la legge passi ma che, se le opposizioni resteranno in Aula per votare contro, potrebbero far scendere la maggioranza almeno a 330.

Le opposizioni, invece, decideranno solo poco prima del voto la loro strategia.

------------------------------------------

30 aprile 2015 - Il punto: Con 342 voti a favore, la Camera ha votato la terza fiducia al Governo. I sì sono stati 342, i no 15, un astenuto. Assenti le opposizioni.

17:00 - Si è appena conclusa la prima chiamata sul terzo voto di fiducia al governo sull'Italicum. Le opposizioni, finora, non hanno preso parte al voto.

16:25 - Le opposizioni non stanno partecipando alla prima chiama della terza votazione di fiducia in corso alla Camera sull'Italicum. La decisione, a quanto si apprende, sarebbe stata presa dopo una serie di contatti tra i vari capigruppo di Fi, Lega, M5s, Fdi e Sel.

16:00 -
Al via le votazioni sulla terza fiducia alla Camera.

14:30 - Sarà lunedì il voto finale sull'Italicum.
Sono circa 65 gli ordini del giorno che verranno a partire dalle 12. Sono stati richiesti i tempi contingentati di 10 ore che diventeranno 11 se ci saranno i tempi aggiuntivi. Il voto finale sull'Italicum, su cui finora non è stato richiesto lo scrutino segreto, arriverà quindi entro le 22 e le 23.

14:30 - Al via, nell'Aula della Camera, alle dichiarazioni di voto sulla terza e ultima fiducia posta dal governo sull'Italicum. La prima chiama per le votazioni inizierà alle 16. L'Aula di Montecitorio e' quasi vuota anche questo pomeriggio: i deputati presenti sono una ventina.

12:50 - Terminata l'illustrazione degli emendamenti all'articolo 4 dell'Italicum, così come previsto dal lodo Iotti. Gli interventi sono stati solo due. La seduta dell'Aula della Camera riprenderà alle 14.15 con le dichiarazioni di voto sulla terza fiducia posta dal governo sulla riforma della legge elettorale.

12:35 - "La battaglia contro l'Italicum continuerà anche dopo la sua approvazione". Lo dice a "DiMattina" di Rainews24, Danilo Toninelli del Movimento 5Stelle: "Stiamo pensando a un referendum abrogativo totale dell'Italicum. Ovviamente - aggiunge Toninelli - non vogliamo farlo da soli e potrebbe interessare tutte le forze politiche e della società civile che contestano questo tentativo di accentramento del potere di Renzi"

12:30 - I deputati stanno illustrando gli emendamenti all'Italicum, in base al cosiddetto 'Lodo Iotti', la prassi che dà la possibilità di spiegare gli emendamenti per trenta minuti ma non di votarli, in quanto il governo ha posto la questione di fiducia. La terza, e ultima, fiducia sarà votata a partire dalle 16 con dichiarazioni di voto dalle 14,15.

12:10 - Il governo incassa la fiducia anche sul secondo articolo dell'Italicum: 350 sì, 193 no, un astenuto. Pier Luigi Bersani, Enrico Letta e Gianni Cuperlo non hanno partecipato, come ieri, alle votazioni per la seconda fiducia. I presenti in Aula erano 544, i votanti 542. Un astenuto. I voti contrari alla fiducia sono stati 14 in meno rispetto a ieri (erano 207), due in meno quelli a favore (erano 352).

10:45 - È iniziata a Montecitorio la prima chiama sulla fiducia posta dal governo al secondo articolo della riforma della legge elettorale. Nel pomeriggio poi si terrà il terzo voto di fiducia.

"Credo che ieri sia andata in scena la rappresentazione plastica di un gruppo dirigente che non comprende e non accetta il cambiamento in corso. Un gruppo dirigente che in questi anni ha sempre portato alla sconfitta il Partito Democratico". Lo ha detto Linda Lanzillotta, vice presidente del Senato durante la trasmissione Omnibus su la7 commentando il dissenso dei 38 deputati del Pd che non hanno votato la fiducia al Governo.
"Il Partito Democratico, - aggiunge - così come era stato delineato da Veltroni e da molti dei suoi fondatori, doveva essere la fusione di più culture politiche con forti valori d'origine ma capace di andare oltre le ideologie del Novecento per allargare la base elettorale e il consenso dei partiti fondatori. Ciò purtroppo non è avvenuto a causa di una classe dirigente chiusa nel proprio recinto ideologico e nei propri personalismi; è quello che invece, secondo me, sta avvenendo con il progetto di Matteo Renzi. 

È sotto gli occhi di tutti che il Pd sia passato da una posizione minoritaria e conservatrice ad una nuova visione e inclusione sociale, un partito finalmente post ideologico che mette al primo posto le riforme nell'interesse del Paese".

------------------------------------------

29 aprile 2015

16:50 - Approvata la fiducia sul primo articolo dell'Italicum: 352 sì e 207 no. Sono 38 i deputati del Partito democratico che non hanno votato la fiducia al governo. In base ai tabulati, ai 36 che risultano non partecipanti alla chiama, vanno aggiunti Roberto Speranza e Guglielmo Epifani, in missione ma che hanno espresso pubblicamente la dichiarazione di non voto.
"È un primo passo, siamo soddisfatti, siamo in linea con il numero di voti delle altre fiducie. Il più alto era stato 354". Così il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi dopo il primo sì incassato dal governo.
Matteo Orfini, presidente del Pd: "Incomprensibile" la decisione di non votare la fiducia da parte di dirigenti del Pd, come Bersani e Letta, che hanno guidato il partito "in momenti molto più complicati, durante i quali è stata posta la fiducia senza discussioni".

16:25 - Nessuna azione clamorosa fuori dall'Aula e voto contrario alla fiducia e al provvedimento finale. È la linea decisa dal M5S dopo l'assemblea del gruppo.

15:37 - È iniziata la prima votazione: è palese ed avviene per appello nominale. Ciascun deputato sfila davanti al banco della presidenza e dichiara, ad alta voce, il proprio voto.

15:26 - "Non parteciperemo al voto di fiducia". Lo annuncia nell'Aula della Camera Guglielmo Epifani del Pd. Sulla stessa posizione si è espresso a titolo personale anche Alfredo D'Attorre.

15:22 - Almeno 50 deputati di Area riformista voteranno sì alla fiducia sulla legge elettorale". Lo annuncia Matteo Mauri, con un documento in cui si dice che la fiducia è stata un "errore" ma "se non passa il governo cade e sarebbe da irresponsabili non votarla". A non seguire Bersani e Speranza nel non voto sarebbero 50 su 70 di Area riformista

LEGGI QUI LE LORO MOTIVAZIONI

15:14 - "Forza Italia esprime un no sofferto e convinto". Lo ha annunciato in Aula alla Camera Maria Stella Gelmini durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia al primo articolo all'Italicum

14:45 - "Scelta civica voterà la fiducia perché crede che il governo debba andare avanti con le riforme" ha annunciato il deputato Andrea Mazziotti in Aula, specificando che Sc non voleva la fiducia.
Sel non voterà la fiducia al governo sul primo articolo dell'Italicum, ha comunicato il deputato Sel Arturo Scotto. Anche la Lega voterà no, come annunciato in Aula dal deputato Cristian Invernizzi.

13:45 - Si aprono le dichiarazioni voto sull'articolo 1 dell'Italicum a cui farà seguito il primo voto sulla questione di fiducia.

13:30 - Se la legge elettorale andrà e il Governo potrà proseguire il proprio compito, si aprirà una fase affascinante per tutti noi. Finita la fase delle riforme strutturali, infatti, la questione è: quale visione strategica per i prossimi vent'anni in Italia? Questa è la sfida che culturalmente più mi intriga". Cosi' Matteo Renzi, nell'e-news, sostiene che "per costruire un futuro all'altezza della nostra storia" serve "investire su innovazione" e "coraggio, questo è ciò che serve oggi alla classe politica italiana. E aggiunge: "Sulla legge elettorale sono giorni di polemica e discussione. Rispetto le posizioni di tutti e di ciascuno. Su La Stampa, spiego la mia, sulla legge, sulla fiducia, sulla necessità di cambiare. Fa male sentirsi dire che siamo arroganti e prepotenti: stiamo solo facendo il nostro dovere... Siamo qui - continua - per cambiare l'Italia. Non possiamo fermarci alla prima difficoltà. Se accettiamo anche noi, come accaduto troppo spesso in passato, di vivacchiare e rinviare, tradiamo il mandato ricevuto alle primarie, dal Parlamento, alle europee".

11:52 - "Renzi ha dimostrato tutta la propria codardia, poteva affrontare l'Aula ma ha messo la fiducia. Unico precedente equiparabile è quello di Mussolini nel 1923. Chiediamo alla minoranza Pd di non uscire dall'Aula ma di votare no alla fiducia e no all'Italicum per mandare a casa Renzi". Così Danilo Toninelli del M5S.

11:35 - "Non so ancora quanti saremo a non votare la fiducia, ci sono colleghi che stanno riflettendo. Credo che alla fine saremo un gruppo numeroso, credo più di 30. Ora non lo so, ieri sera ci sono state ancora riunioni. C'è l'ex segretario Pd, l'ex presidente Pd, l'ex primo ministro Letta, gli ex sfidanti alle primarie che hanno preso milioni di voti, l'ex capogruppo. Oltre alla quantità c'è la rilevanza politica di chi non lo voterà". Così Stefano Fassina a Radio Città Futura in merito alla fiducia posta dal governo sull'Italicum. "Non risponderemo alla chiama, il che equivale a non partecipare al voto, e voterò no al voto finale quando si voterà il provvedimento nel merito", ha spiegato l'esponente della minoranza dem.

9:47 - Sono attese oggi in Aula alla Camera a partire dalle 13,45 le dichiarazioni di voto e dalle 15,25 il primo voto sulla questione di fiducia posta ieri dal governo sull'approvazione, senza emendamenti e articoli aggiuntivi, dell'articolo 1 dell'Italicum.

(dopo le foto la cronaca della giornata convulsa di ieri in Aula)

 

--------------------

Il punto: Cogliendo di sorpresa anche molti deputati della maggioranza del Pd, il governo ieri ha posto la fiducia sulla riforma elettorale alla Camera, dopo aver superato senza patemi d'animo due voti segreti sulle pregiudiziali all'Italicum, presentate dalle opposizioni. L'atmosfera si è subito scaldata, con i gruppi contrari al governo che hanno usato anche parole e toni pesanti, sui quali è spiccata l'accusa di "fascismo" fatta da Brunetta a Renzi. Oggi pomeriggio il primo voto di fiducia. Domani altri due. 

Nel frattempo, i deputati del Pd di Area riformista si sono divisi sul comportamento da tenere in aula questo pomeriggio, al momento del primo voto di fiducia. Dalla riunione - durata oltre quattro ore - non è emersa una indicazione di voto univoca e ciascuno dei parlamentari appartenenti al gruppo farà una valutazione individuale.
Una parte, guidata dal capogruppo dimissionario, Speranza, non parteciperà alle votazioni (come Enrico Letta e Pier Luigi Bersani), un'altra parte invece, che non ritiene opportuno lo strappo con il governo, ha annunciato il proprio sì. Nel mezzo una lunga lista di dubbiosi, in bilico fra le due opzioni.

"Gli ultimi che hanno messo la fiducia sulla legge elettorale sono stati De Gasperi e Moro, qualunque italiano, fra Brunetta, Moro e De Gasperi non ha dubbi su chi scegliere. Non ci fermeranno, se vogliono possono mandarci a casa ma non desistiamo dal nostro obiettivo". Così il premier Matteo Renzi, in una intervista al Tg1. Una scelta, la sua, presa nella convinzione che la minoranza Dem avrebbe tentato "il colpo" su un ben preciso emendamento a scrutinio segreto, che se fosse andato in porto avrebbe rispedito la riforma in Senato. 

Se l'Italicum non passa - ribadisce oggi Renzi in una lettera alla Stampa - il governo va a casa. Il premier si dice pronto a discutere sul Senato, "ma adesso basta con la melina". E rimarca che se la legge elettorale viene approvata vuol dire che il Parlamento vuole continuare le riforme.

Nei giorni scorsi Renzi aveva detto che la decisione sulla eventuale fiducia sarebbe stata presa alla luce del risultato dei due scrutini segreti sulle pregiudiziali presentate in Aula dalle opposizioni. Quando a fine mattinata esse sono state bocciate rispettivamente 384 a 209 e 385 a 208, si è avuta la sensazione che non sarebbe arrivata la fiducia. Ma dopo pochi minuti lo scenario è cambiato: Fi non ha accettato il "lodo" e nello scrutinio palese sulla sospensiva, Pierluigi Bersani e Gianni Cueprlo non hanno partecipato al voto, mentre Alfredo D'Attorre ha ribadito che la minoranza Dem voleva "migliorare" la legge.  Il premier ha subito convocato il Consiglio dei ministri per autorizzare la fiducia che è stata posta in Aula dal ministro Maria Elena Boschi alla ripresa della seduta, alle 15, mentre le opposizioni sono insorte.

Nel nostro live blogging tutte le reazioni:

19:28: "Non voterò la fiducia sulla legge elettorale". Lo ha detto Enrico Letta contattato al telefono mentre è a Firenze per visitare in ospedale il carabiniere ferito il giorno del giuramento del suo governo, esattamente due anni fa.

19:20 - "Scelta dolorosa, ma inevitabile". Così il presidente del Pd Matteo Orfini commenta al Tg3 la fiducia posta dal governo sull'Italicum

19:07 - "La penso come Roberto Speranza. Ho votato 17 volte la fiducia al governo, più di una al mese. Sono pronto a votare per altre 17 volte su atti di governo che riguardino il governo. Sulla democrazia un governo non mette la fiducia. Questa fiducia io non la voterò". Così Bersani,su Facebook, annuncia la sua decisione

18:28 - L'aula della Camera voterà domani pomeriggio la prima delle tre fiducie che il governo pone sulla legge elettorale. Le altre due saranno votate giovedì. Si apprende dalla conferenza dei Capigruppo di Montecitorio. Non è ancora chiaro quando si terrà la votazione finale sulla legge elettorale nell'Aula della Camera. Non si conosce ancora quanti saranno gli ordini del giorno al testo (le opposizioni ne presenteranno numerosissimi, annuncia Renato Brunetta di Fi), e il termine per la presentazione scadrà giovedì alle 11. È quindi probabile che al voto finale si giunga la prossima settimana: tuttavia domani si terrà una nuova riunione dei capigruppo.

17:41 - "Considero un errore gravissimo porre la fiducia sulla legge elettorale. Senza ostruzionismo e dopo un voto rassicurante sulle pregiudiziali. Ne ho votate tantissime in questi anni e ne continuerò a votare nei prossimi mesi. Ma questa volta no". Così Roberto Speranza spiega, parlando all'ANSA, che domani non parteciperà al voto di fiducia. "Non posso legittimare con il mio consenso - spiega l'ex capogruppo - questa violenza al Parlamento. È una scelta personale che ha il senso di difendere le mie convinzioni più profonde legate alla qualità della democrazia. Proprio quelle convinzioni che ho sempre trovato nel progetto originario del Pd".

17:39 - Anche in Aula al Senato scoppia la polemica sul voto di fiducia chiesto dal governo alla legge elettorale ora all'esame della Camera. A dare il via alle proteste è stato il senatore di Forza Italia Ciro Falanga che dopo aver chiesto la parola sull'ordine dei lavori ha detto: "Ho vergogna di un presidente del Consiglio che se la fa sotto, non la pipì, ma la cacca". Subito dopo sono intervenuti contro la decisione del governo, Bruno Marton, nuovo capogruppo del M5s; la presidente dei senatori di Sel Loredana De Petris e il capogruppo della Lega Gian Marco Centinaio.

17:19 - "Io personalmente sono sempre contrario all'Aventino. Storicamente, sia nel merito che nel risultato, chi abbandona l'aula ha sempre avuto torto. Ma ne discuteremo con le altre forze politiche". Lo ha detto Ignazio La Russa, capogruppo in commissione Affari costituzionali alla Camera di Fratelli d'Italia, commentando la decisione del Governo di porre la fiducia sull'Italicum.

16:55 - "Qui c'è in gioco una cosuccia che si chiama democrazia. Quando sento dire che la gente non sa o non capisce, io dico: 'Tocca a me farlo capire?'. Un po' sì, ma non solo a me. Tocca a tutti farlo capire. Ma qui non c'è Bersani o Renzi, c'è qualcosa di più serio". Lo ha detto Pier Luigi Bersani, parlando con i cronisti uscendo dall'aula della Camera. "Non ce lo aspettavamo. Adesso vediamo, vedremo come fare assieme e poi vedrò cosa fare io. Davanti a queste cose, ognuno si deve prendere le sue responsabilità".

16:40 - La seduta alla Camera è stata sospesa per permettere la riunione della Conferenza dei capigruppo che deciderà i tempi di voto della fiducia posta dal governo sull'Italicum.

16:31 - "Collusa!". Lo ha urlato alla presidente Laura Boldrini nell'Aula della Camera Diego De Lorenzis del M5S, che ha guidato la "rivolta" dei Cinquestelle nei confronti della presidente della Camera mentre ammetteva il voto di fiducia sull'Italicum. "Lei dovrà rispondere di queste parole, non ci si può rivolgere così alla presidenza della Camera. Insultate perché non sapete argomentare. Complimenti" ha risposto Laura Boldrini al deputato.

16:24 - "Tra le materie escluse dalla facoltà del governo di porre la questione di fiducia non ci sono quelle elettorali", per cui la "presidenza senza entrare nel merito dell'opportunità politica non può che ammettere l'esercizio tale prerogativa". Lo dice la presidente della Camera Laura Boldrini intervenendo in Aula alla Camera. Boldrini ha citato una serie di precedenti, spiegando che "ci vorrebbe una esplicita modifica del regolamento della Camera, senza il quale la esclusione della possibilità di porre la fiducia sarebbe arbitrario", ha concluso la presidente. "Nel nostro ordinamento - dice - il governo puo' in ogni fase porre la questione di fiducia, individuandone l'oggetto. Alla luce di tale principio, i casi di esclusione della facoltà di porre la fiducia sono individuati dall'articolo 116 comma 4 del regolamento e non prevede tra quelle escluse dalla facoltà del governo di porre la fiducia, anche la materia elettorale. La presidenza, senza entrare nel merito dell'opportunità politica di porre la fiducia, non può che consentire al governo di ricorrere a tale possibilità".

16:13 - "Lei presidente si può dissociare. Lei ha la facoltà di giudicare sulla normalità di porre la fiducia sulla legge elettorale, come avvenne in epoca fascista". Così, in merito alla questione di fiducia sull'Italicum, il deputato M5S Davide Crippa, rivolto alla presidente della Camera Laura Boldrini

16:03 - "Avevo suggerito al ministro Boschi di non porre la fiducia, così non è andata. Spesso accade che il popolo è più avanti dei suoi rappresentanti, i colleghi del M5S non si devono preoccupare: la questione è aperta, il gioco è aperto". Così Bruno Tabacci (Per l'Italia) in aula alla Camera dopo la richiesta della fiducia sull'Italicum.

15:42 - "Dopo anni di rinvii noi ci prendiamo le nostre responsabilità in Parlamento e davanti al Paese, senza paura #LeggeElettorale #lavoltabuona". Così su twitter il premier Matteo Renzi dopo che il governo ha posto la fiducia sull'Italicum.

15:40 - La fiducia è "una scelta che non renderà l'aula pacifica. Questo voto si annuncia come occasione lacerante, anziche' occasione di lavoro collaborativo. Peccato, abbiamo perso una occasione. Esprimo disagio, spero ci sia modo di recuperare". Lo ha detto in Aula alla Camera Pino Pisicchio, capogruppo del Gruppo Misto, dopo che il governo ha posto in Aula la fiducia sull'Italicum. "Attenzione però - ha aggiunto - all'eterogenesi dei fini: talvolta si immagina di confezionare un abito, che alla fine va bene agli altri". 

15:37 - "Non consentiremo il fascismo renziano. Faremo di tutto per impedirlo, dentro e fuori questa Aula. Non consentiremo che questa Aula sia ridotta a un bivacco di manipoli renziani". Lo ha urlato nell'Aula della Camera il capogruppo di Fi Renato Brunetta dopo che il governo ha posto la fiducia sull'Italicum.
Ricordando che la legge Acerbo era stata approvata con la fiducia dal fascismo, Brunetta sottolinea che "il governo la pone contro il Pd", che "governa grazie a un premio di maggioranza dichiarato incostituzionale" e che aveva annunciato "che non avrebbe agito a colpi di maggioranza".

15:37 - "Uno strappo incomprensibile dopo il voto di stamane. Alla mano tesa si è preferito rispondere erigendo muri". Lo afferma la deputata Barbara Pollastrini, del Pd, subito dopo l'apposizione della fiducia sull'Italicum. "Sono tanto rammaricata. Ho sperato fino all'ultimo un altro tipo di fiducia: quella nel Parlamento e nel Pd", conclude l'esponente della minoranza cuperliana.

15:35 - Questo è "il funerale della democrazia". Così il capogruppo di Sel, Arturo Scotto, ha commentato l'apposizione della fiducia sull'Italicum. Al termine del suo intervento i deputati di Sel hanno lanciato crisantemi nell'Aula della Camera.

ore 15:30 - Il ministro Maria Elena Boschi ha chiesto la fiducia sull'Italicum in Aula alla Camera. Dai banchi dell'assemblea dell'opposizione la raffica delle proteste. Alle 16 la conferenza de capigruppo di Montecitorio deciderà le modalità delle votazioni.

ore 15:05 - Nel primo pomeriggio di oggi è stata convocata una riunione del Consiglio dei ministri durante la quale il Governo ha deciso di autorizzare l'eventuale apposizione della fiducia alla legge elettorale.

ore 14:45 - Il governo ha retto la prima prova sull'Italicum. Nonostante il voto segreto sulle questioni pregiudiziali di costituzionalità e di merito, chiesto e ottenuto da Forza Italia, la maggioranza ha tenuto, oscillando dai 385 ai 384 voti contro i provvedimenti che avrebbero bloccato la riforma della legge elettorale. Una quindicina in meno i voti a favore del governo sulla questione sospensiva presentata da Brunetta, Gelmini e Palese, dove lo scrutinio era palese e i "no" sono stati 369. Nel complesso, tuttavia, l'esecutivo Renzi regge l'urto delle opposizioni e della dissidenza interna. Resta da vedere come si comporterà la Camera al momento di votare i 140 emendamenti al testo presentati in Aula. Altra incognita è la questione di fiducia che il governo potrebbe porre, ipotesi che la vicesegretaria Debora Serracchiani ha già detto di aver tentato di "evitare in tutti i modi", specificando però che sarà proprio l'andamento della giornata di oggi a influire sulla decisione del governo.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti