"Impresentabili", una bomba sulla campagna elettorale in Puglia

Una fuga di notizia svela i primi 4 candidati segnalati dalla Commissione antimafia per le loro vicende giudiziarie

Michele Emiliano

Michele Emiliano – Credits: Daniele Scudieri /Imagoeconomica

Redazione

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È caduta come una bomba in Puglia in una campagna elettorale ormai agli sgoccioli, la notizia che ci sono quattro candidati alle Regionali inseriti dalla commissione Antimafia nella lista degli "impresentabili". E ha scatenato reazioni di segno opposto tra i candidati presidenti direttamente interessati.

Dopo le prime indiscrezioni e qualche commento tra il cauto e l'indignato, il primo ad abbandonare qualsiasi cautela garantista è il candidato del centrosinistra, Michele Emiliano, che chiede immediatamente ai centristi del suo schieramento (Udc, Realtà Italia e Centro democratico) di ritirare la candidatura "impresentabile" di Fabio Ladisa (Popolari per Emiliano). Ladisa, secondo le indicazioni dell'Antimafia, è stato rinviato a giudizio per furto aggravato e tentata estorsione.

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Di tono opposto la reazione di Francesco Schittulli (uno dei due candidati del centrodestra sostenuto da Oltre con Fitto, FdI, ed Ncd-Ap), che ha due "impresentabili" nelle liste che lo sostengono e che si schiera in loro difesa rivendicando il fatto che entrambi sono stati assolti. Sono Massimiliano Oggiano (Oltre con Fitto, Schittulli presidente) che, riferisce l'Antimafia, è stato assolto in primo grado ma ora è imputato in appello per associazione mafiosa, corruzione elettorale (aggravata dalla finalità mafiosa). L'altro è Enzo Palmisano (Movimento politico per Schittulli, area popolare, circoscrizione Brindisi) che, spiega l'Antimafia, è coinvolto in un procedimento per corruzione aggravata, associazione per delinquere semplice, truffa aggravata dal danno patrimoniale di rilevante gravità commessi nel 2003, è stato condannato in primo grado, i reati sono prescritti e ora pende un procedimento in Cassazione.

"Palmisano, - spiega Schittulli - è stato assolto, per i reati che attengono alla Commissione Antimafia, perché il fatto non sussiste, per un altro reato (falso ideologico) non attinente alla suddetta Commissione, benché prescritto, ha comunque fatto ricorso in Cassazione", mentre Oggiano "è stato assolto in primo grado dai reati cui fa riferimento l'antimafia". "Allora mi chiedo - aggiunge Schittulli - di fronte ad un'assoluzione piena da parte di un Tribunale, per la Commissione Antimafia si è candidati "impresentabili" perché l'accusa fa opposizione alla sentenza? E la presunzione di innocenza sancita dalla nostra Costituzione che fine ha fatto?".

Tacciono invece il quarto "impresentabile", Giovanni Copertino (Forza Italia, circoscrizione Bari), politico democristiano di lungo corso, e la candidata presidente da lui sostenuta, Adriana Poli Bortone (Fi, Noi con Salvini). Copertino è stato più volte consigliere regionale, presidente della giunta e assessore nella giunta Fitto. Nei suoi confronti, rende noto l'Antimafia, pende il procedimento per corruzione aggravata e altro, conclusosi con sentenza del 14 febbraio 2011, in cui veniva dichiarata la prescrizione. Contro tale sentenza pende la fase di appello. Parla invece la candidata presidente grillina, Antonella Laricchia, che non si stupisce più di tanto per la notizia: "sono i soliti vecchi partiti - dice - che per tutta la campagna elettorale sono stati impegnati nelle loro beghe interne senza parlare mai di un tema o un progetto per la Puglia e per i pugliesi".(ANSA).

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