Il Pd, la nutella e le spese folli dei gruppi lombardi - INTERVISTA

Parla il capogruppo Pd in regione dopo l'avviso a comparire per 31 consiglieri di minoranza. Tutte le spese folli dell'opposizione -  Ironia su twitter per la nutella  

Luca Gaffuri, capogruppo del Pd in Regione Lombardia, mostra le firme delle dimissioni in bianco dei suoi consiglieri, a Milano, 11 ottobre 2012, al Pirellone. ANSA / MATTEO BAZZI

Paolo Papi

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Nessun barattolo di nutella. A inguaiare il consigliere regionale democratico Carlo Spreafico, l’unico membro dell’ufficio di presidenza della regione Lombardia che finora non era stato sfiorato dalle indagini, è stata solo una piadina alla nutella consumata il 31 marzo 2012 da un'ospite durante un regolare pranzo di lavoro in un bar di Brescia. Sarebbe questa  la linea difensiva che il consigliere Pd, scontrini alla mano, sarebbe pronto a fornire al procuratore Alfredo Robledo e ai pm Antonio D'Alessio e Paolo Filippini che stanno indagando sulle rimborsi spesa (dopo i 62 di maggioranza) di 31 consiglieri di minoranza.  

Quanto alla  videocamera da 1058 euro e la macchina fotografica da 953 euro che Spreafico avrebbe acquistato a spese del gruppo pare che servissero per lanciare la sua televisione web e che dunque  possono essere regolarmente rubricate sotto la regolarissima voce Comunicazione per i consiglieri regionali. Sarà la magistratura a verificare che le cose siano andate  così. Ma per capire qualcosa di più su come funzionano i rimborsi, e soprattutto quali siano i limiti da non travalicare per non essere accusati di peculato, abbiamo chiamato Luca Gaffuri, capogruppo Pd in regione, anche lui tra i consiglieri che saranno sentiti la prossima settimana dai magistrati, finiti oggi nel tritarcarne merdiatico-giudiziario che tutto equipara  e tutto schiaccia.

La gente pensa che siete tutti uguali. Un bel guaio per il Pd in vista del voto
È scontato che questa vicenda potrebbe avere conseguenze ma noi in questi mesi abbiamo fatto della  trasparenza la nostra stella polare  rendendo tutto pubblico, conservando le registrazioni contabili. Metteremo tutto a disposizione della magistratura. Noi non abbiamo nulla da temere.

Nessuna sorpresa, ma è sicuro di poter giustificare tutte le spese, a distanza anche di tempo?
Assolutissimamente.  Mi vengono contestate spese per 14 mila euro e mi viene contestato  l'utilizzo della carta di credito del gruppo. Il fatto è che tutte le  spese sostenute come capogruppo e anche come consigliere  sono di fatto  pubbliche, e resocontate, su blogdem.it da  molti mesi, come ci aveva chiesto la provincia. Noi del Pd abbiamo la coscienza a posto: i rimborsi diretti  ai consiglieri sono meno del due per cento del bilancio del gruppo. C'è un a bella differenza, ad esempio, con quello che è emerso per il gruppo della Lega Nord.

E cioé? Distingue tra piccoli e grandi abusi?
Niente affatto. Faccio solo notare che, negli ultimi due anni e mezzo, cioé da quando sono capogruppo, i nostri rimborsi-spesa ammontano a 102 euro al mese per consigliere, a fronte dei 1500 euro mensili medi a consigliere per la Lega.  È chiaro che anche 102 euro non possono escludere il peculato, ma invito tutti a guardare le differenze.

Che cosa c'entrano in tutto questo le spese per la nutella di Spreafico?
Gli ho chiesto anch'io conto di quella spesa. Mi ha detto che è accaduto a Brescia, durante un pranzo di lavoro, a margine di un convegno. Non era un barattolo ma solo una piadina ordinata da un ospite.

Dicevate: nessun indagato in lista. Avete cambiato idea?
La linea è quella dettata da Ambrosoli: risponderemo ai magistrati la prossima settimana, poi - se ci dovessero essere rinvii a giudizio - ne trarremo le conseguenze.

Scusi, Gaffuri. La gente non discute il rimborso per la piadina alla nutella o l'ombrello semiautomatico acquistato da Spreafico se questo è avvenuto senza violare la legge. Si chiede solo se non vivete su un altro pianeta.
Capisco il ragionamento. Ma i fondi per i gruppi regionali sono già stati decurtati del 90% con la spending review. Rimane solo il 10% per voci quali utenze telefoniche, internet, spese di cancelleria. Ma c'è un'altra cosa da fare subito: modificare la legge per evitare che le spese non siano contestate, come ora, a distanza di cinque anni.  Le pare possibile che accada questo dopo che noi, ogni marzo, come prevede la legge, depositiamo i bilanci all'ufficio di presidenza e questo ci dà l'ok?

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