IL MONDO REALE FUORI DAGLI STATI GENERALI
Villa Pamphili, Roma (iStock)
IL MONDO REALE FUORI DAGLI STATI GENERALI
Politica

IL MONDO REALE FUORI DAGLI STATI GENERALI

Conte ed il governo con i loro invitati si chiudono dentro Villa Pamphili sempre più distanti dalla gente e dai loro bisogni

Ci sono due mondi: quello che si ritroverà in un'elegante villa romana, Villa Pamphili, per gli Stati generali dell'Economia e quello reale. Purtroppo non fanno parte del primo Anna e Marco (nomi di fantasia) che dovrebbero raccontare alle "eccellenze" del paese la storia dei loro ultimi due mesi.

Anna è un'infermiera, una di quelle che il premier Conte in prima persona ha definito eroe. Salvo poi limitarsi agli applausi senza dare loro un euro che sia uno di aumento (le proteste della categoria in questi giorni si sprecano). Anna ha lavorato senza sosta per quasi due mesi; vi risparmiamo racconti e dettagli commoventi. Restiamo ai fatti.

Mancano camici, guanti, mascherine e soprattutto all'inizio, informazione su come gestire il Covid. Anna si ammala, il tampone è positivo, ma sta bene. Purtroppo va meno bene al marito che viene contagiato e rischia la vita. 10 giorni di ospedale e preghiere lo salvano. Anna ora è negativa, può tornare al lavoro dove però le hanno preso anche diversi giorni di ferie. Morale: vacanze quest'anno non se ne parla.

Non va meglio al figlio, Marco, per fortuna sano ma che con la chiusura della sua azienda, è rimasto a casa senza nemmeno tutta la Cassa Integrazione. A marzo l'ha anticipata il proprietario che poi per i mesi successivi non ha potuto o voluto fare lo stesso. Zero notizie e assegni dall'Inps. Pochi giorni fa l'azienda ha rialzato la saracinesca; si resta in cig a 30 ore ("in realtà ne lavoriamo di più ma dobbiamo stare zitti") ma il lavoro scarseggia. La ripartenza è lenta, molto lenta. Così il proprietario chiama tutti i dipendenti proponendo nuove condizioni di lavoro e di paga: prendere o lasciare, questo è quanto. Marco prende anche perché la lista dei disoccupati in giro è ampia e la disperazione imperante.

C'è la mamma che senza entrate, chiede vestiti per i figli ed i libri di scuola (media) usati.

C'è l'imprenditore che con la sua azienda ha due mesi di vita ("o mi aiutano o devo chiudere").

C'è il ristoratore che per risparmiare ha licenziato il pizzaiolo ed è tornato lui davanti al forno a sudare. Aveva 200 coperti al giorno. Oggi festeggia se arriva a 40.

Potremmo andare avanti. Il brutto è che conoscere tutto questo non si deve nemmeno scavare o indagare. Basta parlare con chi incroci per strada, o sentire le chiacchiere della gente al bar. Vita reale attorno ad ognuno di noi.

E loro, comodi a parlare del futuro, dentro Villa Pamphili

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