Il ministro Giannini: "Basta con gli aumenti a pioggia per tutti"

Il capo del dicastero dell'Istruzione ribadisce a Panorama d'Italia l'impegno del governo ad assumere 150 mila docenti di ruolo. Ma annuncia anche la fine degli incrementi stipendiali generalizzati

Il ministro Giannini a Verona davanti all’aula magna dell'istituto Lorgna-Pinemonte – Credits: SILVIA MORARA

Intervistata dal direttore Giorgio Mulé durante l’incontro che ha inaugurato la tappa veronese di Panorama d’Italia, il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini ha ribadito l'impegno del governo a varare quello che ha definito il più ambizioso «piano di stabilizzazione mai tentato» nella scuola pubblica italiana: l'assunzione di 150 mila insegnanti di ruolo in più, «un terzo dei quali - ha dichiarato - da anni già lavorano come se lo fossero». In cambio però, ha dichiarato, «chiederemo ai professori di impegnarsi di più», quel «passo di cambio culturale» per rendere la scuola italiana un'eccellenza del Belpaese. «Questo cambio di passo - ha ammonito il ministro tra i brusii a fondo sala - ha poco a che fare con la sindacalizzazione degli ultimi anni». «Dove troveremo i soldi? Matteo Renzi ci ha assicurato che quello che risparmieremo dalla spending review sarà destinato al comparto scuola».

Questione delle assunzioni a parte, il ministro ha anche messo l'accento su quella parola, merito, che tanti dubbi ha sollevato in questi giorni presso il personale docente. Il nodo della questione, insomma, per il ministro, è allontanare l'idea di aumenti a pioggia per tutti, degli scatti di anzianità generalizzati, concentrando le risorse per aumenti selettivi destinati a chi offre maggior qualità e impegno.   «Noi vogliamo insegnanti che siano strutturalmente e continuativamente formati e aggiornati e che trovino nella valutazione non la punizione o il premio, ma la conferma o la rivisitazione del loro lavoro. E trovino però anche un’attribuzione meritocratica di un avanzamento in carriera o di un maggiore stipendio». I sindacati sono avvertiti. 

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