Il Dl terremoto non aspetta il sì dell'Ue

Il terzo decreto sisma prevede misure di semplificazione e aiuti fiscali. Con un occhio a scuola e lavoro. Costo: 1 miliardo nel 2017

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Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni con il Commissario per la ricostruzione Vasco Errani e il Capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio - Rieti, 19 gennaio 2017 – Credits: ANSA/EMILIANO GRILLOTTI

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge in favore delle popolazioni del centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e del 2017. Si tratta del terzo provvedimento legislativo in materia varato dal governo, dopo quelli seguiti alle scosse di agosto e novembre dell'anno scorso.


Un pacchetto, questa volta, di «diverse centinaia di milioni», ha spiegato il premier Paolo Gentiloni, che prevede, tra l'altro, la proroga della sospensione tributi e la busta paga pesante per le popolazioni colpite dal sisma. Complessivamente, il governo quantifica in almeno un miliardo di euro nel 2017, come aveva già spiegato il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan nella lettera inviata stamane alla Commissione europea, il costo che l'Italia dovrà affrontare per le popolazioni terremotate. Su questo punto anche il premier Gentiloni è stato chiarissimo con l'Ue: «Non è che possiamo aspettare chissà quali superiori determinazioni. Decidiamo e ci prendiamo le nostre responsabilità». «C'è bisogno che il Paese intero a partire dal governo, le istituzioni territoriali coinvolte, il Parlamento, l'Unione europea: tutti abbiano la consapevolezza dell'importanza della gravità» ha aggiunto.

Il decreto terremoto appena approvato si articola, secondo Gentiloni, in un insieme di misure di «semplificazione e velocizzazione procedurale», d'intesa con l'Anac. Dagli alloggi temporanei alle opere di urbanizzazione primaria, fino alla rimozione delle macerie, alle stalle e alla costruzione di nuove scuole, l'obiettivo del governo è «il crearsi di strozzature burocratiche e, se possibile prevenirle». Fare tutto, bene e in fretta.  Nel pacchetto terremoto ci sono anche un insieme di norme che prorogano «meccanismi di sospensione di pagamento dei tributi e agevolazione fiscale, di cassa integrazione, busta paga pesante, introduzione anticipata di norme a favore della povertà» per le aree colpite dal terremoto.

Si tratta, secondo Gentiloni, di un intervento di carattere emergenziale, quantificabile a spanne «in diverse centinaia di milioni», in vista di un altro intervento legislativo  «con un occhio più rivolto non solo a questi giorni dell'emergenza ma ai prossimi mesi»  legato soprattutto alle attività produttive e al lavoro.

 Il commissario per la ricostruzione Vasco Errani, al termine del Cdm, ha sottolineato che «non ci saranno rischi di interruzione dei lavori, questo è un impegno della Repubblica italiana». «I soldi ci sono e ci saranno». L'obiettivo del governo, ha aggiunto, è «ricostruire con trasparenza e qualità perché non accada più il crollo». Non costruire ex novo nuove città, come nel modello Aquila, ma ricostruire - laddove possibile - l'esistente, lavorando fianco a fianco con sindaci, comuni e associazioni. Il decreto prevede, per questo, la realizzazione della «microzonazione sismica di terzo livello in tutti i 131 comuni», un mezzo per consentire interventi anche mirati, non a pioggia. Le priorità per Errani, interventi emergenziali a parte, rimangono gli stessi: scuole e lavoro, architrave della possibile tenuta e rinascita delle aree del centro Italia colpite.

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