Il discorso di Gentiloni: "Il Governo non tira i remi in barca"

Nella conferenza di fine anno la conferma che il Governo resterà in carica fino alle elezioni. Il punto su economia, diritti civili e campagna elettorale

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Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni durante la conferenza stampa di fine anno - Roma, 28 dicembre 2017 – Credits: ANSA/GIUSEPPE LAMI

Redazione

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La conferenza stampa di fine anno del presidente del Consiglio Paolo Genitiloni è quest'anno ben più importante di quanto non lo sia stata nel 2016. Perché coincide anche con la fine della legislatura, essendo gli italiani chiamati a votare nel 2018 (probabilmente il 4 marzo) per il nuovo Governo.

"Posso dire innanzitutto di aver raggiunto un obiettivo importante di questo governo, quello di arrivare ad una conclusione ordinata della legislatura" ha subito dichiarato il premier in apertura di discorso prima di snocciolare tutti quelli che ritiene buoni risultati del suo percorso di Governo. Poi la frase che in molti si aspettavano: "Il Governo non tira remi in barca, governerà. Ora ci affidiamo al Presidente Mattarella, grazie per il suo ruolo di garante".

E a quanti gli chiedevano se fosse disposto a un presidenza bis in un governo di larghe intese dopo le elezioni ha risposto: "Qualsiasi cosa dica in risposta a questa domanda credo che sarebbe usata contro di me. Governerò fino alle elezioni, dove mi auguro che la mia parte politica prevalga per poi avere un esecutivo con determinate caratteristiche. Sicuramente dobbiamo farci carico della gestione della situazione per evitare instabilità".

Il percorso di Governo

L'Italia si è "rimessa in moto dopo la più grave crisi del dopoguerra" ha chiarito Gentiloni. "Dovevamo evitare interruzioni brusche e traumatiche in un  momento molto delicato per l'economia italiana e per la nostra società che stava leccandosi le ferite, stava riprendendo fiato ed in alcune regioni stava
rimettendosi a correre. Sarebbe stato grave, devastante arrivare a interruzioni traumatiche ed esercizi provvisori. Questa legislatura che tutti definiscono travagliata è stata anche fruttuosa. Il mio governo era nato un anno fa dopo la sconfitta del referendum, le dimissioni di Renzi e con le difficoltà del Pd, ma non abbiamo tirato a campare".

È chiaro, ha aggiunto Gentiloni, che "non dilapidare gli sforzi fatti fino ad ora deve essere il primo impegno della prossima legislatura, sarebbe da irresponsabili non impegnarsi. Siamo all'inizio di questo percorso. C'è molta strada da fare. Guai a immaginare un futuro di piccolo cabotaggio".

La situazione economica

La crescita italiana nell'anno passato "ha preso un buon ritmo" e oggi viaggia "al doppio delle previsioni di un anno fa", ha detto il premier. E "il famoso fanalino di coda dell'Europa non siamo più noi".

Il deficit dell'Italia è "dimezzato" e l'export è ripartito "collocando il paese fra i cinque maggiori esportatori mondiali" ha poi specificato Gentiloni rivendicando l'importanza del piano industria 4.0 nell'azione del governo perchè "la competitività ha bisogno di un'innovazione tecnologica crescente".

Inoltre, si è riusciti a "stabilizzare il debito pubblico" pur accompagnando la crescita economica, ha speigato Gentiloni dicendo che l'Italia "ha saputo avviare un sia pur simbolico e marginale percorso di abbassamento del debito, come previsto nel bilancio 2018, 2019 e 2020, e alcune circostanze economiche generali potrebbero aiutare questo sforzo".

Ma il premier ha anche rivendicato l'importanza della misura del reddito di inclusione, "nel proliferare di promesse più o meno fantasiose. Si tratta di una misura universale e concreta che si rivolge ad una parte consistente anche se non sufficiente delle famiglie in condizioni di povertà".

Poi un punto sul tema del lavoro. "Abbiamo recuperato un milione di posti di lavoro perduti, in maggioranza a tempo indeterminato" ha dichiarato. "C'è poco da rallegrarsi, basti pensare ai giovani, al Sud, al tasso di occupazione generale ancora bassissimo, alle donne, al precariato. Tutto questo ci dice quanto bisogna insistere e quanto ci sia poco da scherzare nei prossimi anni".

E non poteva mancare un capitolo banche. "Nel fronteggiare la crisi delle banche il governo ha evitato le conseguenze di una crisi di sistema, altro che regalare soldi ai mariuoli" ha tagliato corto Gentiloni rivendicando il successo dell'Italia nel negoziare con l'Ue le condizioni per i salvataggi. "Vigileremo perché il risanamento prosegua con ritmo necessario ma evitiamo crisi create da regole improvvisate. Le banche italiane sono un problema? Cerchiamo di non crearcelo da soli il problema, dico io e lo dico anche ai miei colleghi europei".

Diritti Civili

"Quello dei diritti è un capitolo incompiuto ma storico" ha detto Gentiloni. "L'anno scorso le unioni civili, quest'anno il reato di tortura, la legge sui minori non accompagnati, la legge sulla violenza nelle donne, il biotestamento. Da 16 anni ne sentivo parlare e sono contento di aver fatto parte dei governi che li hanno approvati", ha concluso.

Certo, resta l'amarezza di non essere riusciti ad approvare lo ius soli. "Il modo migliore per archiviare lo Ius soli per molti anni sarebbe stato quello di farlo bocciare. Sono convintissimo dell'importanza di questa norma, e sappiamo che il futuro si gioca sulla nostra capacità di non escludere e di non respingere, perché chi semina esclusione e respinge raccoglie odio. Ma non abbiamo avuto i numeri, non ci siamo riusciti. Vi assicuro che da parte del governo non ci sono mai state incertezze, purtroppo c'era la certezza sulla mancanza dei numeri".

I migranti

"La gestione di questo fenomeno è possibile e l'Italia lo dimostra, con una diminuzione drastica dei morti in mare, perché alla diminuzione di arrivi corrisponde una diminuzione di vittime" ha detto Gentiloni nel corso della conferenza stampa. "In sostanza abbiamo dimostrato che c'è una strada seria che si può percorrere, e continueremo a farlo", ha sottolineato il premier.

Alla diminuzione di arrivi, ricorda Gentiloni, corrisponde, un minor numero di morti, "le vittime in mare - afferma - sono diminuite dalle 4405 del 2016 alle 2832 del 2017". Il premier ricorda anche come sia aumentato il numero dei rimpatri passando dai 1200 dello scorso anno agli oltre 20.000 del 2017. "Quest'anno, - ha poi concluso - il primo corridoio umanitario dalla Libia è stato attivato qualche giorno fa".

La situazione politica

"Non dobbiamo drammatizzare il tema della instabilità politica, che certamente è un tema ma più che preoccuparcene dobbiamo cercare di farcene carico sapendo che siamo abbastanza vaccinati. Sono il 28esimo presidente del Consiglio italiano, quindi la frequenza dei governi non è un fenomeno recentissimo e tuttavia non ha impedito al nostro Paese di crescere e svilupparsi". Gentiolini è chiaro anche su quanto riguarda la sua forza politica di appartenenza, il Pd.

"Non c'è dubbio che in Italia abbiamo una sinistra di governo" ha detto "e credo che possa svolgere un ruolo al servizio di questo Paese anche in futuro, poi saranno i numeri a decidere in che misura ciò possa accadere" confermando che oltre a svolgere il ruolo di presidente del Consiglio sia pure in un contesto di campagna elettorale e di camere sciolte, darà il suo contributo alla campagna elettorale del Pd. "Le forme e il modo - spiega - le discuteremo insieme. Il contributo ci sarà; non bisognerà mai metterlo in stridente contraddizione con un ruolo che comunque bisogna continuare a svolgere a garanzia della funzione di governo. Ma i governi non sono super partes, fanno riferimento a una maggioranza, ed è normalissimo che chi li guida abbia un ruolo, anche se non è un segretario di un partito".

Quanto al Pd, è un partito che "ha tutto l'interesse ad apparire quello che è: una forza tranquilla di governo. Questo è il messaggio che a mio avviso il Pd deve trasmettere e trasmettendolo recupererà consensi".

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