Politica

Il decreto sicurezza spiegato bene

I punti di maggiore rilevanza, le differenze rispetto al passato e i passaggi che fanno più discutere

Salvini,stop domanda asilo se pericolosità o condanna

Barbara Massaro

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E' soddisfatto Matteo Salvini. Per il vicepremier il 24 settembre è la data in cui il Consiglio Dei Ministri ha approvato all'unanimità il "suo" decreto, quello che introduce importanti novità in fatto di sicurezza, immigrazione, gestione dei beni confiscati alla mafia, e protezione internazionale.

Ora il decreto salirà al Quirinale e, se il Presidente della Repubblica lo firmerà, l'atto avrà forza di legge, ma dovrà essere ratificato entro 60 giorni da entrambe le aule parlamentari, altrimenti il suo valore sarà nullo

Perché un decreto legge 

Il titolo del documento giustifica l'utilizzo dello strumento legislativo del decreto, ovvero di un atto urgente avente forza di legge emanato direttamente dal Governo senza passare dal Parlamento. 

"Disposizioni urgenti - titola infatti l'atto - in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata".

Riassumendo

Quello cui punta questa nuova legge è ridurre il numero di concessioni del diritto d'asilo eliminando il concetto di permesso di soggiorno per motivi umanitari che, in via temporanea, verrà concesso solo a persone che rispettino una ridotta casistica di situazioni.

Inoltre propone la revoca del diritto d'asilo per chi delinque; la revoca della cittadinanza per chi viene condannato per terrorismo e il raddoppiamento del periodo in cui è possibile che un immigrato possa essere tenuto nei centri per il rimpatrio (CPR) in maniera tale da poter contrastare la clandestinità evitando la dispersione di irregolari sul territorio nazionale.

Basta ai permessi umanitari

Entrando più nello specifico si elimina "L'attuale esercizio discrezionale nella concessione del permesso di soggiorno per motivi umanitari con l'introduzione di una tipizzazione dei casi di tutela complementare, con precisi requisiti per i soggetti interessati".

L'obiettivo è quello di intervenire su una delle maggiori criticità dell'attuale sistema ovvero la sproporzione numerica tra il numero di riconoscimenti delle forme di protezione internazionale espressamente disciplinate a livello europeo (status di rifugiato e protezione sussidiaria) e il numero di permessi di soggiorno rilasciati per motivi umanitari.

La protezione umanitaria viene sostituita da sei tipologie di permessi speciali per vittime di grave sfruttamento, motivi di salute, violenza domestica, calamità nel Paese d’origine, cure mediche e atti di particolare valore civile.

Revoca del permesso ed esplusione per chi delinque

Si parla poi dei casi specifici in cui il permesso di soggiorno e la cittadinanza possono essere revocati e gli stranieri espulsi

La protezione internazionale viene negata o sospesa dopo una condanna in primo grado per i reati di violenza sessuale, lesioni gravi e rapina, violenza a pubblico ufficiale, mutilazioni sessuali, furto aggravato e traffico di droga. Previsti provvedimenti analoghi anche in caso di pericolosità sociale seppure l'immigrato non sia ancora stato condannato.

Per chi, invece, viene condannato in via definitiva per reati di terrorismo è prevista la revoca della cittadinanza acquisita e l'espulsione immediata.

Per evitare la strumentalizzazione delle domande di protezione internazionali, in rispetto alle norme europee, si cercherà di individuare i soggetti che eludono i controlli alle frontiere e ripropongono la richiesta di permesso di soggiorno solo al fine di eludere il foglio di via. 

I tempi per i rimpatri

Proprio in tema di rimpatrio, almeno sulla carta, cambia tutto. Nei centri di permanenza per il rimpatrio gli stranieri potranno ora stare fino a 180 giorni (prima era 90) affinché, in quel periodo di tempo, possa essere organizzata l'effettiva esecuzione della misura ed è prevista la costruzione di nuovi centri visto che quelli attualmente in funzione possono ospitare un massimo di 400 persone.

Fino a oggi, se dopo 90 giorni, il migrante non era ancora stato rimpatriato non poteva essere più tenuto nel centro e, seppur privo di permesso di soggiorno, veniva lasciato andare. 

La riduzione del ruolo delle Spar

Altro punto molto discusso è quello che riguarda la drastica riduzione dei progetti in inclusione sociale e integrazione. Solo i titolari di protezione internazionale e i minori non accompagnati hanno diritto a seguire i progetti di integrazione ed inclusione sociale previsti dal sistema Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati).

I richiedenti asilo, inoltre, potranno essere accolti solo nei Cas (Centri di accoglienza secondaria) e nei Cara (Centri di accoglienza per richiedenti asilo).

Sicurezza urbana

Oltre al pacchetto immigrazione - contrasto alla clandestinità il decreto introduce novità in fatto di sicurezza.

In primo luogo il cosiddetto braccialetto elettronico potrebbe essere introdotto per reati quali stalking e maltrattamenti; anche la polizia municipale delle grandi città (più di 100.000 abitanti) verrà dotata di Taser, la pistola elettronica in via di sperimentazione in queste settimane e il provvedimento di Daspo sportiva (la diffida a entrare negli stadi) verrà estesa a chi è indiziato per reati di terrorismo.

La Daspo, inoltre, diventa anche urbana e cioè riguarda la diffida al avvicinarsi a ospedali, scuole, aree dove si svolgano mercati o fiere per tutti gli indiziati di terrorismo.

A chiudere il pacchetto si prevede un inasprimento delle pene per chi occupa abusivamente gli immobili e nuove norme che permettano il miglioramento della gestione dei beni confiscati alla mafia

Salvini ha sottolineato, infine, che nel decreto sicurezza non sono previste norme per contrastare il fenomeno dei campi rom in Italia, ma il suo progetto politico è quello di eliminarli totalmente dal territorio nazionale entro fine legislatura.

Se la maggioranza (con l'eccezione dell'ala Fico del Movimento 5 stelle, ovvero quella più sinistrorsa) plaude unamime a quello che il Guardasigilli Bonafede definisce un atto "equilibrato", la sinistra piddina ritiene che il decreto sicurezza avrà effetti opposti a quelli che vorrebbe ottenere sulla carte.

Cosa dicono le opposizioni

Secondo l'Anpi la diminuzione della concessione dei permessi di soggiorno non causerà una diminuzione degli stranieri in Italia, ma solo un aumento dei clandestini e anche i sindaci si dicono scettici temendo un abbandono delle periferie e una totale mancanza sul territorio di progetti d'inclusione.

L'ex titolare del Viminale Marco Minniti ha dichiarato: "Alla fine il decreto Salvini passerà alla storia come decreto insicurezza visto che otterrà l’effetto opposto di quello che si proclama di voler produrre".

Il motivo è presto spiegato: "Le espulsioni non dipendono dalla legislazione italiana ma dalla capacità di costruire relazioni internazionali: noi non possiamo far salire le persone su un aereo e gettarle a mare come nell’Argentina di Videla. Noi possiamo fare rimpatri solo se siamo in condizione di rimandarli nei Paesi di provenienza, con un’attività diplomatica che da questo governo non vedo".

La replica di Salvini

Immediata la replica di Salvini che ha già in calendario un viaggio a Tunisi (27 settembre) proprio per parlare di rimpatri e che via Twitter scrive: "Sindaci, assessori, ex ministri e parlamentari di sinistra, sindacalisti e giornalisti di sinistra, le uniche voci contro il decreto sicurezza e immigrazione sono loro. Forse preferivano continuare a spendere 5 miliardi l’anno per mantenere un esercito di finti profughi.

Ma la musica è cambiata: accoglienza piena per i profughi veri, nessuna tolleranza con furbetti e delinquenti che prima chiedono asilo poi spacciano e rubano. Io tiro dritto e lavoro per aumentare rimpatri ed espulsioni".

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