Il governo che rimanda sempre
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Il governo che rimanda sempre
Politica

Il governo che rimanda sempre

Su Autostrade, come sul Mes, sui Decreti Sicurezza ed altro Conte prende tempo e non decide (per motivi elettorali). E ci rimette il Paese

La decisione del governo di affidare il nuovo Ponte di Genova ad Autostrade per l'Italia è l'ennesima riprova di uno dei principali difetti di questo esecutivo: il "rimandare".

Tutti infatti oggi si chiedono come sia possibile a due anni ormai dal crollo del Ponte Morandi che la decisione sulla concessione ad Aspi sia ancora una partita aperta. Eppure furono allora i vertici del Movimento 5 Stelle a garantire, quasi giurare, sul fatto che dei Benetton non sarebbe rimasta traccia lungo le autostrade nazionali.

Lo disse l'allora Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Toninelli. Lo disse l'allora vicepresidente del Consiglio e Ministro Luigi Di Mano; lo disse persino il premier di ieri e di oggi, Giuseppe Conte. Eppure sono tutti ancora lì, i grillini al governo, Conte a Palazzo Chigi ed Atlantia ad incassare i nostri pedaggi.

Ma se pensate che questo attendismo su Autostrade sia solo un caso, purtroppo vi sbagliate di grosso.

Pensiamo ad esempio ai Decreti Sicurezza. Quando un anno fa nacque il governo M5S-Pd proprio Zingaretti ed i suoi garantirono che una delle colonne portanti del nuovo esecutivo sarebbe stata la modifica se non cancellazione immediata dei decreti voluti dall'ex Ministro dell'Interno Salvini. Sono passati 11 mesi, pieni di annunci ma senza alcun fatto concreto: i decreti sono ancora al loro posto, intonsi.

Per non parlare del Mes. Che fa il governo? Dice si o dice no? Da mesi si parla e da mesi si rinvia con il premier impegnato a prendere tempo a Bruxelles come a Roma.

Potremmo andare avanti parlando di Ilva, di riforma della giustizia, di tante altre cose fondamentali rinviate settimana dopo settimana, inventandosi una scusa o trovando una nuova emergenza o priorità con la quale distrarre l'opinione pubblica.

Tutto questo però ha un perché ed un costo.

Il perché è fin troppo chiaro. La maggioranza è divisa, su quasi tutto. Ad unirli c'è solo il fatto di restare al governo ed evitare qualsiasi tipo di ritorno alle urne.

Come fanno ad esempio i grillini a rinnegare quei decreti sicurezza da loro stessi votati e con convinzione?

Come fa il Pd cambiare la sua posizione su Autostrade?

Come potrebbero i grillini raccontare ai loro elettori che, si, accettiamo il Mes dei nostri nuovi, simpatici e generosi amici europei?

Non potrebbero, soprattutto oggi che siamo alla vigilia di importanti elezioni regionali dove le due forze di governo si presenteranno unite (per non perdere da separate). Il costo? Ovviamente lo paga il paese, cioè noi. In soldi ed in tempo. Ma questo per Conte e la sua maggioranza conta poco. Se non nulla

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