I grillini gridano al successo nel referendum per nascondere l'ennesima batosta (alle regionali)
(Ansa)
I grillini gridano al successo nel referendum per nascondere l'ennesima batosta (alle regionali)
Politica

I grillini gridano al successo nel referendum per nascondere l'ennesima batosta (alle regionali)

I grillini scendono sotto il 10% ma cercano di nascondere la polvere di casa sotto il tappeto del taglio dei parlamentari. E DI Maio rilancia: "Ora taglio anche degli stiepndi"

Canta vittoria Luigi Di Maio quando prima delle 17 parla con la stampa per raccontare che il successo del Si nel referendum sul taglio dei parlamentari sia un "successo di tutto il popolo". Il primo a parlare (30 minuti dopo seguirà Zingaretti) nella corsa a chi mette per primo la bandierina sulla riforma di Camera e Senato.

Non contento poi Di Maio ha lanciato una nuova riforma populista, cioè la riduzione degli stipendi dei 600 eletti...

Non una parola però ha dedicato al vero voto, quello delle regionali. Dove si nasconde la vera notizia (pessima) per il suo partito.

Lo spoglio è ancora in corso ma la situazione è più o meno questa: in Toscana ed in Puglia il 10%, nelle marche il 9%, in Liguria si viaggia attorno all'8%, in Veneto non ne parliamo. Insomma, per il partito è l'ennesima Waterloo.

Un tracollo nei numeri impietoso che portano l'attuale partito di maggioranza relativa in Parlamento sotto il 10%. Con buona pace di chi vede un'Italia divisa politicamente in tre.

E non si dica che sia un caso: tutte le elezioni regionali degli ultimi due anni sono state per i grillini delle vere e proprie mazzate elettorali. Un bagno di sangue dovuto, inevitabilmente, ai troppi tradimenti di quelli che erano i valori fondamentali del Movimento. Da No Tav a partito che vuole questa ed altre tratte di Alta Velocità; da partito "niente inciuci" all'alleanza programmatica con il Pd.

Ed ora in qualche maniera bisognerà fare i conti con tutto questo all'interno del partito. Con una sola certezza. Se questo è quello che resta del corpo elettorale del Movimento la voglia di ritardare il più possibile le elezioni anticipate diventa un vero e proprio dogma.

In tutto questo è evidente come cambieranno i rapporti di forza all'interno del governo. Difficile infatti che Zingaretti ed i suoi accetteranno in silenzio tutto quello che hanno concesso fino ad oggi. Ad esempio sul Mes si apre una battaglia forse finale e decisiva.

Rinviare, ritardare le urne da oggi diventa il vero obiettivo unico dei grillini

Ti potrebbe piacere anche

I più letti