I fischi di Confcommercio a Renzi

La platea della confederazione critica il premier. Che promette di non aumentare l'Iva nel 2017 e rivendica il suo lavoro

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Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, durante il suo intervento all'assemblea 2016 di Confcommercio presso l'auditorium della Conciliazione a Roma, 9 giugno 2016 – Credits: ANSA/CLAUDIO PERI

Redazione

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"Fischiatemi pure se avete il coraggio, ma io credo nella politica: una politica che cambi passo e tono, ma con la P maiuscola". Nelle giornate calde delle amministrative, Matteo Renzi si trova ad affrontare un gruppo di contestatori. Sono alcuni commercianti, che lo prendono di mira con fischi fin dal suo ingresso all'assemblea di Confcommercio ma intensificano le proteste quando il premier affronta il tema degli 80 euro.

La platea rumoreggia e Renzi non si tira indietro: "Gli 80 euro - rivendica - sono una misura di giustizia sociale sacrosanta". Poi sul finale gli applausi e l'incontro pacificatore con alcuni dei contestatori.

Ma il centrodestra e il Movimento 5 Stelle attaccano, con in testa un Luigi Di Maio durissimo: "Oggi i fischi, presto gli lanceranno le monetine e poi Renzi a casa". "Un linguaggio violento", denuncia il Pd.

Ad aprire l'appuntamento annuale di Confcommercio è un messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "L'Italia sta gradualmente ripartendo, i segnali di riavvio dell'economia, seppur ancora contenuti e soggetti a incertezza, sono sostenuti dalla domanda interna", scrive il capo dello Stato.

"È cruciale", afferma, la ripartenza degli investimenti produttivi delle aziende per aumentare l'occupazione, in particolare dei giovani. E dall'altro lato, sottolinea il presidente, "abbiamo davanti a noi l'importante sfida di proseguire con determinazione un percorso di riforme" per "semplificare le regole" e "dare slancio al sistema economico".

Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli accoglie Renzi, che siede in platea tra il ministro Angelino Alfano e la presidente della Camera Laura Boldrini, con un discorso in cui parla di una "ripresa senza mordente, slancio, intensita'" e pur riconoscendo "i passi in avanti in materia fiscale", sottolinea che sono "poco incisivi e senza una visione organica".

Al premier la richiesta di non aumentare l'Iva. Il presidente del Consiglio dal palco prende l'impegno, tra gli applausi: "Nel 2017 non aumenterà. Ma serve l'onestà di riconoscere che l'ultimo aumento è dell'ottobre 2013 e noi siamo in carica dal febbraio 2014".

Renzi invita a riconoscere che "l'operazione di riduzione fiscale è iniziata". E insieme, rivendica, il governo ha guadagnato credibilità: "All'estero, non andiamo più sui giornali per scandali e problemi".

Certo, osserva Renzi, che alla fine si ferma per un bagno di folla e per "gli abbracci anche di chi contestava", lo scontento dei commercianti è comprensibile se si considera che è aumentato il lavoro a tempo indeterminato ma non si è recuperato su "autonomi e sul crollo delle pmi".

Ma per ripartire, aggiunge, occorre "provarci e rischiare e smetterla con i lamenti".

Ma le immagini della contestazione irrompono nella campagna elettorale per i ballottaggi. E diventano oggetto degli attacchi del centrodestra ("Dai fiaschi in economia ai fischi", afferma Debora Bergamini da FI) ma soprattutto dell'offensiva M5s.

Un post sul blog dei parlamentari grillini esulta: "Ormai nessuno gli crede piu', Renzie ha 1.400.000 motivi per dimettersi subito", scrivono i Cinque stelle con riferimento a chi ha dovuto restituire gli 80 euro. I fischi diventeranno, afferma Di Maio, "lanci di monetine" come quelle che presero di mira Craxi. "Insulti violenti" che un presidente della Camera non dovrebbe usare, replica il renziano Andrea Marcucci. (ANSA)

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