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Guerra (PD): "Difendo l'articolo 18 ma..."

È lei la prima firmataria dei sette emendamenti della minoranza al jobs act. E spiega perchè la polemica sul reintegro è malposta

Maria Cecilia Guerra

Sara Dellabella

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"Non mi aspettavo questa divisione. Gli emendamenti che abbiamo presentato sono finalizzati a rendere più chiari i principi contenuti nella delega, che nella formulazione attuale si prestano a interpretazioni differenti. Su molti degli argomenti non ci sono posizioni del Pd contrarie. Il confronto non c'è ancora stato. Per esempio un emendamento rende più stringente la riduzione delle tipologie contrattuali; un altro prevede che il lavoro a tempo indeterminato costi meno. Tutti temi che trovano nel nostro partito una tradizione e un consenso". Così Maria Cecilia Guerra, senatrice del Pd prima firmataria degli emendamenti alla legge delega sul lavoro che sta scaldando gli animi all'interno del partito. Appartenente ad Area Riformista, corrente guidata da Roberto Speranza spiega a Panorama.it cosa potrebbe accadere all'interno del Pd sul jobs act.

Intanto, da cosa nasce tutta questa polemica?
La cosa che ha suscitato più difficoltà è stato capire cosa sia un contratto a tutele crescenti. La difficoltà non è nata nel Pd, ma per l'impretazione data dal relatore del provvedimento Maurizio Sacconi. Dopodichè è nata la polemica sull'art. 18, in realtà malposta. Perchè la delega non ne prevede l'abolizione

Ma l'articolo 18 è ancora una questione così centrale?
La cosa che non va bene è pensare che con lo stesso contratto di lavoro a tempo indeterminato possono convivere all'interno della stessa azienda due persone: un nuovo assunto senza tutela del reintegro e tutti gli altri che ce l'hanno

Lei cosa pensa del reintegro?
Io penso che parliamo del tema del reintegro come se non ci fosse stata la riforma Fornero che ha completamente riscritto le tutele nel caso del licenziamento illeggittimo e le ha rese in linea con i paesi ai quali diciamo di ispirarci. Prima fra tutti la Germania. Come si può sostenere che il reintegro non favorisce gli investimenti? Allora dovremmo dire che il reintegro non favorisce investimenti manco in Germania. Lei lo sosterrebbe?

Questa è una riforma di lavoro che riguarda soprattutto chi ce l'ha. Ma come si rimette in moto la domanda di lavoro?
Questa delega riguarda la riforma delle norme del lavoro, ma si occupa della occupabilità sotto due profili: rafforzamento degli ammortizzatori sociali e riforma dei centri per l'impiego. Poi è ovvio che ci vuole una ripresa complessiva dell'economia e una politica industriale che è nell'azione del governo. Il problema dell'occupazione è prima di tutto macroeconomico. Bisogna creare le condizione per avere un mercato del lavoro fluido in cui le persone sanno che se perdono il lavoro possono essere tutelate e troveranno i servizi per l'impiego che possono aiutarle a crearsi una nuova professionalità.

Pensa che saranno accolti i suoi emendamenti?
Al momento è difficile dirlo. Il parlamentare ha comunque il dovere di migliorare le proposte che vengono fatte al fine di fare delle leggi buone. I nostri emendamenti tendono a rafforzare cose che nella delega ci sono già. In particolare, noi crediamo che nella delega vi siano dei punti che vanno letti e fatti insieme.

Su questo tema si sono riaccesi gli animi all'interno Pd. Crede che in Direzione la prossima settimana si consumerà uno scontro?
Sicuramente c'è tensione tra minoranza e minoranze. Però si può superare con lo spirito giusto, andando al confronto entrando nel merito delle proposte che poi sono cose che il Pd dice da sempre. Noi vogliamo solo il confronto nel merito. E poi sono molti di più i temi che ci uniscono che quelli che ci dividono. Tuttavia non è detto che sara possibile una mediazione su tutti i punti. La volontà è comunque arrivare ad una posizione unitaria in Direzione.

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