Guerra in Libia: "L'Italia non ci va. Non è un videogioco"

Renzi fa chiarezza sull'intervento italiano. "Non con me presidente" dice. "Serve la richiesta di un governo libico e un'iniziativa internazionale"

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Il premier Matteo Renzi – Credits: ANSA/ GIUSEPPE LAMI

Redazione

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"A fare l'invasione della Libia con cinquemila uomini l'Italia, con me presidente, non ci va. Non è un videogioco". Matteo Renzi sceglie il salotto televisivo di Domenica Live su Canale5 per sgombrare il campo da ogni dubbio.

Il nostro Paese, ribadisce, è pronto a "mettere in campo i suoi uomini" solo nell'ambito di una "iniziativa internazionale" su richiesta di un governo libico che sia "solido, anzi strasolido": ora non ci sono le condizioni.

La giornata si apre con il ritorno in Italia di Filippo Calcagno e Gino Pollicardo, i due tecnici liberati a Sabratha. È un grande sollievo vederli finalmente ricongiunti alle proprie famiglie, afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Sollievo per loro, fa sapere in una nota il Quirinale, e un profondo cordoglio per Salvatore Failla e Fausto Piano, gli altri due tecnici rapiti e uccisi mercoledì.

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È proprio per il rispetto che si deve alle vittime, spiega Renzi in un'intervista a Barbara D'Urso, che bisogna usare la parola "guerra", una parola "terribile", "in punta di piedi, con calma". "Vedo gente che dice mandiamoci cinquemila uomini", si indigna il premier, che parla del dibattito emerso sui giornali e cita la cifra indicata anche dall'ambasciatore americano John Phillips.

"Non si può dire mandiamo 5.000 soldati magari perchè ci si è montati un po' la testa. L'ipotesi non c'e'. Punto", scandisce più volte il premier, che al pubblico della domenica pomeriggio vuole lanciare un messaggio di prudenza e sul no all'intervento - la maggioranza degli italiani, dicono i sondaggi, è contraria - raccoglie forti applausi.

Le responsabilità della Francia
Non si puo' andare alla guerra "con superficialità" e senza una prospettiva per il dopo, spiega il presidente del Consiglio. E richiama la Francia alle sue responsabilità per l'intervento contro Gheddafi: "Se la Libia è in questa situazione di difficoltà è perchè in passato qualche politico - e mi riferisco a politici non italiani, in particolar modo francesi - ha avuto la bella idea di fare un intervento senza pensare alle ripercussioni", sottolinea.

Non si puo' ripetere quell'errore: un "eventuale intervento" potrà essere valutato solo su richiesta di un governo locale "strasolido". Un governo per il quale domani verrà fatto un nuovo tentativo ma che stenta a formarsi.

No alle strumentalizzazioni
Quanto alla politica, Renzi chiede a tutti i partiti "equilibrio, prudenza e buonsenso". "Bisogna evitare le strumentalizzazioni selvagge e bieche di queste ore di fronte al dolore", alza la voce il premier, oggetto di durissimi attacchi, nei giorni scorsi, soprattutto di Matteo Salvini.

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