Quando Buontempo diceva: "Il M5S come il mio Msi"

L'ultima intervista all'ex assessore alla casa della giunta Polverini, scomparso oggi.  - 65 anni da «pecora» -

Teodoro Buontempo: sessantacinque anni da «pecora»

L'ex leader della destra sociale, Teodoro Buontempo – Credits: ANSA

Claudia Daconto

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Alla sinistra Piazza San Giovanni per il comizio finale di questa sera della sua campagna elettorale, alla destra lo slogan “Arrendetevi, siete circondati” scandito due giorni fa in Piazza Duomo a Milano.

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Ma se per il Pd lo “scippo” della sua storica piazza, la stessa dove furono celebrati i funerali di Enrico Berlinguer, rappresenta una ferita al cuore, a Teodoro Buontempo, primo presidente del Fronte della Gioventù, dirigente di spicco dell'Msi e attuale presidente nazionale de La Destra, l'appropriazione da parte del leader del M5S dello slogan stampato sulle magliette degli attivisti del Fronte che nel 1993 diedero vita a un'accesa protesta di fronte a Montecitorio (Buontempo subì anche un processo), non turba più di tanto. “Grillo ci ha rubato lo slogan? - commenta divertito - Noi non rosichiamo come la sinistra”.

Perché, secondo lei, Grillo si appropria così di luoghi, slogan e simboli  dei suoi nemici giurati?
Per quanto riguarda il nostro slogan, forse perché anche lui è consapevole che in Italia le uniche proteste degne di essere chiamate popolari e alternative al sistema vennero dal Movimento sociale italiano. Anche quella manifestazione del '93 davanti a Montecitorio era fatta contro la partitocrazia e la cattiva politica. Nel caso di Grillo bisognerà vedere se la sua è fine a se stessa o se riuscirà a concretizzarsi in un modello credibile di sviluppo della società.

Qualche giorno fa Grillo ha accusato gli altri partiti di “copiare spudoratamente il Movimento 5 Stelle”. Ma lui in cos'è veramente originale?
Ben poco. Già tre anni fa noi ci chiedevamo se fosse proprio una bestemmia rimettere in discussione l'euro;  nel 2003 io stesso presentai una proposta di legge sul signoraggio italiano; fummo  anche i primi a sostenere che non si potevano ripianare i debiti delle banche con le tasse ai cittadini e i primi a denunciare che la Banca d'Italia non ha nulla di pubblico. Sembravamo dei marziani, anche dentro al centrodestra ci dicevano che eravamo pericolosi, che mettevamo in pericolo la democriazia.

Più o meno la stessa accusa rivolta a Grillo. Lei è d'accordo?
Assolutamente no. Bisogna farla finita in Italia con la storia che ogni protesta è un pericolo per la democrazia. Il vero pericolo arriva quando si dà vita a un governo senza il consenso popolare. Se non ci fosse protesta significherebbe che siamo un Paese in ginocchio, arreso, incapace di reagire. La protesta non violenta portata in piazza, anche la più dura, è un bene.

Alla sinistra il “furto” di Piazza San Giovanni ha dato tanto fastidio. Anche a voi quello di “Arrendetevi, siete circondati”?
Niente affatto. Quando le idee camminano bisogna esserne contenti al di là dei francobolli che ci si appiccicano sopra. Noi non rosichiamo come la sinistra. Anche perché riconosciamo nel movimento di Grillo molte affinità con quello che fu il nostro Movimento Sociale. Mi auguro però che questa sua protesta radicale non esploda in forme di violenza come è già successo nelle periferie di altre città d'Europa. Grillo non è pericoloso perché scende in piazza, perché vuole rivedere le regole dell'Europa o perché dice “Arrendetevi, siete circondati”, lo diventerà solo se dopo averla fomentata, abbandonerà la sua protesta prima di averla tradotta in un vero programma per cambiare il sistema e la politica.

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