I grillini alla conquista di Roma

Parlamentari riuniti in un albergo, appassionati in fila per entrare alla camera - lo speciale Elezioni 2013 -

I neoeletti del Movimento 5 Stelle riuniti all'Hotel St. John

Costanza Rizzacasa d'Orsogna

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"Siamo venuti a vedere la Casa del Popolo, la nostra casa. Pochi giorni ancora e ce la riprendiamo. Ci riprendiamo l’Italia. Lo vedrete. Vi mandiamo tutti a casa".

Dice proprio così, “Casa del Popolo”, la cittadina M. (il nome per esteso non è dato sapere), forte accento ligure, che "io Beppe lo conosco da una vita. Non di persona, eh. Ma è un uomo generoso, in guerra per il bene del Paese".

C’è un po’ di tutto oggi a piazza Montecitorio, tra i tantissimi simpatizzanti che hanno risposto all’invito via web della costola laziale del Movimento 5 Stelle per una visita guidata della Camera, in attesa di entrarvi come deputati. “Tutti in Parlamento, la casa dei cittadini”, recitava il sito. E così, in ordinata attesa, centinaia, forse migliaia di grillini, hanno “invaso” la piazza e circostanti, stravolgendo l’afflusso della tradizionale giornata di apertura al pubblico che avviene una volta al mese (5mila presenze contro le normali 1.800, informano le forze dell’ordine).

Molti non vogliono parlare. C’è la famiglia col ragazzino che ridendo ti dice “Vaffanculo” e fa pure il dito medio - il padre lo rimprovera, ma senza convinzione. C’è il giovane che quando ti avvicini tira su la zip del bomber fino al mento, quasi ad imitare Grillo (lui però non ha la maschera). Gli hanno detto che con i giornalisti non si parla, spiega girando le spalle. Ma lei lo sa perché? "Boh", e con la mano fa segnale di allontanarci. C’è la signora di Vicenza che si fida solo di Beppe, "perché lui è venuto a trovarci in piazza dei Signori e vuole l’impignorabilità della prima casa". Ci sono i due fidanzatini del varesotto, che studiano e lavorano e hanno colto l’occasione per una gitarella a Roma. "Ci avevano detto che i deputati ci avrebbero accompagnati nella visita, ma finora non li abbiamo visti. Peccato. Però siamo stati fortunati, c’è un bel sole. Finito qui andiamo a Trastevere a mangiare la carbonara".

"I deputati? Quelli si mescolano alla folla, attenti a non farsi riconoscere", dice qualcuno che sembra saperne un po’ di più. Un altro, assai gentile, che si presenta come Piero e ti stringe anche la mano, si schermisce: "Siamo un po’ disorganizzati, eh? Ma sa, dobbiamo imparare. Faremo del nostro meglio. Siamo brava gente. Non dovete mica aver paura". Ma avete visto il Cappellaio Matto (l’attivista Emiliano Martino, ndr) ieri a In Onda? Siete d’accordo con quello che dice?, chiediamo. Molti fanno spallucce, qualcuno borbotta, altri (forse anche giustamente) il programma di La7 non sanno cosa sia. Alla fine un signore sulla sessantina si prende di coraggio: "Ecco, io non credo che tutte queste trovate folkloristiche facciano bene al movimento. Grillo tutto incappucciato, il Cappellaio Matto, quell’altro lì… Così finisce che non ci prendono sul serio. Che davvero facciamo la figura dei pagliacci".

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