Riforme: il Governo battuto al Senato dalla "carica dei 101"

Passa un emendamento a scrutinio segreto del leghista Candiani; molti i dissidenti Pd che hanno votato contro Renzi 

Discussioni al Senato dopo la votazione nella quale il governo Renzi è stato battuto – Credits: ANSA/GIUSEPPE LAMI

Andrea Soglio

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Paola Sacchi

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"Oggi ci siamo andati vicino, ma vieni domani, che prima o pio l'agguato riuscirà". Così un senatore PD ieri sera salutava la nostra cronista tra i corridoi del Senato. E l'agguato annunciato alle 11.30 si è trasformato in un assalto vittorioso al Governo Renzi.

154 voti a favore, 147 contrari e due astenuti all'emendamento del leghista Candiani su "materie eticamente sensibili" sulle quali il governo aveva chiesto il voto contrario. Ma così non è stato.

Ma chi ha votato contro il Governo? "Sono tornati quelli della carica dei 101" è il commento dellìeuroparlamentare Pd Picierno che ricorda il mancato appoggio di 101 parlamentari all'elezione alla presidenza della Repubblica di Romano Prodi, candidato allora presentato proprio dal Pd.

Adesso difficile sapere se proprio siano tornati tutti e 100 i "franchi traditori" o scissionisti, o separatisti (chiamateli come vi pare) anche perché sembra ci sia anche qualche voto arrivato da qualche malpancista di Forza Italia (che comunque nei corridoi conferma la "barra dritta nel rispetto del patto del Nazareno"), ma sta di fatto che la situazione interna al Pd è tutt'altro che tranquilla.

Il voto, va detto, non mette a rischio la corsa della riforma del Senato, ma il segnale politico è di quelli da non sottovalutare. Renzi sta avendo ed anzi avrà vita dura a Palazzo Madama e tra le stanze degli uffici di Largo del Nazareno.

Che ci fosse aria di agguato lo si era capito già in mattinata, all'inizio dei lavori, quando tra il presidente del Senato Pietro Grasso ed il senatore Pd, Luigi Zanda era scoppiata la bagarre per la decisione di accogliere la richiesta di ben 89 senatori di voto segreto. 

L'emendamento prevede che il prossimo Senato possa legiferare su alcune materie «eticamente sensibili» come bio-testamento, matrimonio e diritti civili.

Nel mirino ora dei dissidenti c'è ora la conduzione dei lavori da parte del presidente Grasso. La battuta più gettonata è: "Grasso ha salvato Renzi in modo palese".

Il senatore Tito Di Maggio del gruppo Per l'Italia accusa: "Grasso interpreta le regole quando servono a qualcuno, le applica per favorire qualcun altro". 

Grasso aveva inizialmente dato ai lavori la seguente impostazione: si vota per parti separate con voto segreto sulle minoranze lunguistiche e voto palese sui temi relativi al funzionamento delle istituzioni al Senato. Ma alla fine, poiché le due questioni erano state abilmente mescolate dal leghista Candiani, era stato abilmente il presidente Grasso a riunificarle in modo da farle votare in modo palese

Il risultato, accusano i dissidenti, è che ora il ddl Boschi dovrà essere rimodificato alla Camera con un conseguente allungamento dei tempi.

"Al di là delle tematiche - chiosa un dissidente Pd - è che volevamo dare un segnale forte al Governo e l'abbiamo dato"

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