Politica

Tutto pronto per l'inciucio M5S-Pd e Conte protagonista

Tutto come previsto dal dibattito al Senato. Dietro i toni duri sarà inciucio con Conte protagonista (a Palazzo Chigi o a Bruxelles)

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E' finito il Governo gialloverde, è già pronto il Governo Giallorosso, Pd-M5S. Dietro i toni duri, durissimi per certi versi inattesi con Conte assoluto numero 1 per attacchi e violenza delle parole, il dibattito al Senato ha certificato quello che ormai si sapeva. Pd e M5S sono pronti da tempo all'inciucio benedetto da una parte da Renzi e dall'altra da Grillo e con questo si presenteranno al Quirinale per le consultazioni.

Un Governo dell'inciucio che ancor prima di nascere ha già la prima grana da gestire. Giuseppe Conte infatti nel suo discorso, contrariamente a quanto sempre affermato (evviva la coerenza), si è di fatto candidato a restare a Palazzo Chigi come premier tracciando anche le linee programmatiche del nuovo esecutivo.

Una candidatura forte anche del sostegno popolare visto l'appeal che l'ex docente di diritto (per molti fino a pochi mesi fa un "burattino") ha saputo conquistarsi nel paese.

Una candidatura spontanea che divide il Pd. Renzi infatti al momento non sembra interessato alla questione "Premier" mentre lo è molto di più il povero Zingaretti che nel giorno in cui Renzi si riprende il Pd prova a farsi sentire spiegando che "servono per un'intesa anche delle ammissioni di colpa da parte dell'attuale esecutivo per alcune cose fatte in questi 15 mesi di governo". Traduzione: niente Conte bis

Un primo problema che avrebbe già la soluzione pronta: Conte Commissario Europeo, il tutto con la benedizione di Bruxelles che ha apprezzato il linguaggio e l'anti salvinismo dell'ultim'ora del "fu" premier-per-caso.

La palla passa ora al Quirinale. I partiti del Governo giallorosso dovranno convincere Sergio Mattarella della solidità della nuova maggioranza presentando un programma a lungo termine, capace almeno di arrivare all'elezione del prossimo Presidente della Repubblica nel 2022. Difficile capire cosa ci sarà in questo programma: che ne sarà ad esempio del Reddito di Cittadinanza, tanto per dire uno dei mille temi di divisione, profonda, tra i due principali partiti?

I mal di pancia interni non mancano, vedasi ad esempio Calenda. Non tutti sono pronti ad allearsi con chi fino a ieri era un nemico da insultare. Ma, in questa politica ormai sempre più ad personam che di partito, vale tutto anche l'inciucio, il peggior ribaltone della storia della Repubblica.

Ps. Nota a margine. Nei principali interventi al Senato nessuno ha fatto il nome di Silvio Berlusconi; dopo 25 e più anni il Cavaliere si trova definitivamente fuori dai giochi. Sarebbe tristissimo vedere la fine di quella che è stato una figura cruciale della storia politica di questo paese come stampellina del Governo del tutti-contro-Salvini



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