Politica

C'è poco Arcobaleno nel Governo Conte

Dopo le prime esternazioni del Ministro Fontana contro le famiglie omosessuali, tutta la comunità Lgbt si stringe e promette battaglia

Giornata internazionale contro l'omofobia

Sara Dellabella

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Non c'è solo il Ministro Lorenzo Fontana a preoccupare la comunità Lgbt.

Nella foto del nuovo esecutivo ci sono almeno altri due ministri dichiaratamente contro le famiglie omosessuali di questo Paese. Sono Gian Marco Centinaio e Erika Stefani, rispettivamente neo ministri delle Politiche agricole, alimentari e forestali e degli Affari regionali e autonomie. Entrambi della Lega Nord si sono fatti notare durante la discussione sulle unioni civili con un pacchetto di 22 emendamenti totalmente abrogativi della parte della legge Cirinnà volta a dare disciplina alle unioni tra coppie dello stesso sesso.

Meno combattivi nelle commissioni, ma altrettanto incisivi nella discussione in aula, gli ex parlamentari del Movimento 5 stelle a poche ore dall'approdo del testo in aula hanno fatto mancare i voti alla legge Cirinnà, costringendo il governo a un maxi emendamento concordato con Alfano che sacrificasse una volta per tutti l'adozione speciale del figlio del partner, meglio conosciuta come stepchild adoption.

Le rassicurazioni di Fontana

È stato dunque istituito il primo ministero della famiglia ad excludendum con una passione particolare per la caccia alle streghe. Un atteggiamento pericoloso in un Paese che mostra ogni giorno di essere particolarmente disilluso e arrabbiato e dove probabilmente la miccia sociale è già accesa, pronta a divampare in un incendio.

Il ministro tenta apparentemente di rassicurare ma peggiora la situazione. Ha dichiarato infatti che nel contratto non si sono “volutamente toccati i temi etici. E io rispetterò quel programma. Quindi le varie realtà omosessuali non si devono preoccupare".

“Bella consolazione dopo anni di battaglie” commentano i diretti interessati. 

Le preoccupazioni della comunità Lgbt

Tra dichiarazioni ufficiali e comportamenti concreti, dunque, la comunità Lgbt fa bene a essere preoccupata, e i movimenti sono pronti a dare battaglia.

Salvini e Fontana si sono distinti in questi anni per delle affermazioni becere e gravissime nei confronti delle famiglie omogenitoriali, ribadite appena nominati ministri – commenta l'ex senatore Sergio Lo Giudice, papà arcobaleno che ha seguito da vicino i lavori della legge Cirinnà, anche subendo attacchi personali. “Questo è un governo che non riuscirà a fare niente di quello che ha promesso agli italiani e quindi sfogheranno la loro necessità di un'identità politica forte attaccando i diritti di chi non ha diritti, di chi è più debole come i figli delle famiglie omogenitoriali”.

Non si comprende però come le esternazioni dei leghisti si sposino con le registrazioni che alcuni sindaci pentastellati stanno effettuando nelle anagrafi dei comuni di questi bambini, anche in assenza della sentenza dei tribunali di riferimento.

È sul tema dei diritti dunque che rischia di consumarsi un cortocircuito tra il Movimento e la Lega, anche se Lo Giudice è pronto a giurare che “Di Maio non metterà a rischio l'alleanza con la Lega per i diritti delle persone Lgbt”.

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