Le Sardine finite nella rete di «Amici»
Mattia Santori, il leader delle Sardine (Ansa)
Le Sardine finite nella rete di «Amici»
Politica

Le Sardine finite nella rete di «Amici»

Polemiche interne al Movimento per la presenza al programma della De Filippi. L'ennesimo errore di Mattia Santori, un leader in cerca di popolarità

Nel pieno dell'euforia post successo nelle regionali di Emilia-Romagna, Mattia Santori, il leader delle "Sardine" annunciava il suo «basta comparsate in tv. Non è quello il nostro posto…».

Fu una bella notizia dato che per i due mesi precedenti il giovanotto aveva superato Barbara D'Urso nel numero di ore passate davanti alla telecamera. Insomma. Aveva un po' stufato, forse pure se stesso.

Passano due mesi in cui le Sardine, colpa anche del Governo a pezzi e soprattutto del Coronavirus, spariscono nel silenzio totale. Fino a pochi giorni fa quando Maria De Filippi, regina incontrastata della tv italiana, annunciava che proprio Santori sarà ospite ad Amici, corazzata del venerdì sera di Canale 5.

Sia chiaro, la De Filippi è libera di invitare chi vuole alla sua fortunata trasmissione, il problema è che Mattia all'invito ha detto si. Rimangiandosi però quanto aveva promesso due mesi prima. Ma non è solo questo.

«Non andiamo a fare balletti - ha affermato in un video postato sulla pagina Fb - ma cerchiamo di fare un lavoro che colga nel segno».

Ecco. Il video è una bella toppa per cercare di porre fine alla marea di critiche e commenti con cui molte sardine hanno riempito la pagina ufficiale del neonato Movimento. Molti, moltissimi, anche tra chi è sceso in piazza cantando Bella Ciao non hanno gradito e lo hanno scritto nero su bianco.

«È vero - ha aggiunto Santori - abbiamo un problema di rappresentanza. Sappiamo che abbiamo fatto una scelta molto forte ma aspettate di vedere la trasmissione», è stata la difesa, ma le critiche non si placano. E seguono quelle legate alla famosa foto del giovanotto, con gli altri fondatori, con Oliviero Toscani (quello di, «a chi volete che interessi se cade un ponte», per la gioia dei parenti delle vittime del Morandi a Genova) e Luciano Benetton, nel bel mezzo della trattativa con il Governo per la concessione di Autostrade per l'Italia. Foto che provocò le prime feroci contestazioni interne e le prime scuse di Santori&soci.

Verrebbe da chiedersi il perché di queste decisioni, sbagliate.

Pensandoci bene non è un caso che tutto questo avvenga in un momento dove le Sardine da fenomeno al centro della vita politica e sociale del paese sono tornate nell'anonimato. D'altra parte senza una elezione vicina, un Salvini da attaccare, un paese da salvare le Sardine avevano solo una scelta per restare nel campo da gioco: parlare di programmi reali, idee, impegni. Insomma fare politica e non solo protesta.

Purtroppo non avendo nulla di tutto ciò eccole confinate ai margini.

C'è poi una questione di vanità personale. Santori è un umano e come a tutti gli umani la popolarità piace. Chi più, chi meno. Pensate al premier, Giuseppe Conte, passato da essere "burattino di Salvini e Di Maio» (come venne apostrofato al Parlamento Europeo) a uomo al centro della scena. Come in questi giorni, con tanto di maglioncino di ordinanza nella "War Room" della Protezione Civile. D'altronde, ricordiamocelo bene, non è un caso che il suo portavoce sia uno che di telecamere se ne intende essendo nato proprio davanti ai cento obiettivi del Grande Fratello.

Come il Popolo Viola, come gli Arancioni, anche le Sardine come sono nate spariranno, senza che nessuno se ne accorga. Semplicemente perché non hanno nulla da proporre. Andare ad Amici forse sarà l'ultimo momento di gloria.


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