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Questo governo "nasce all'indomani delle dimissioni di Matteo Renzi, provocate dalla sconfitta  al referendum ma non deve cancellarsi il lavoro che l'esecutivo Renzi, di cui ho fatto parte, ha svolto nei due-tre anni precedenti. Cancellarlo o relegarlo nell'oblio sarebbe un errore". Così Paolo Gentiloni ha aperto la conferenza di fine anno, la prima per lui da presidente del Consiglio.

"Il perimetro della maggioranza resta quello che era: niente di nuovo. Sarebbe stato diverso se il governo fosse nato differenziandosi da quella precedente, ed è una decisione che non avrei condiviso", spiega Gentiloni che ribadisce: "Questa è la nostra situazione, che non ha come titolo "rottura con Ala". Alla Camera ci sono numeri confortevoli, al Senato un po' meno, ma non ci saranno problemi".

"Per me le parole chiave sono lavoro, sud e giovani" ha chiarito subito. Molti i temi su cui riferire. I principali, indubbiamente, la situazione del lavoro in Italia, le banche e in particolare il salvataggio di MPS, la legge elettorale, l'immigrazione e la sicurezza.

IL LAVORO
"Il numero di disoccupati è diminuito negli ultimi tre anni in modo significativo ma non così significativo come noi avremmo auspicato" ha dichiarato Gentiloni. "Abbiamo fatto una riforma che credo positiva, occorre correggere quello che non va, proseguire nell'attuazione delle misure che sono state decise, e contemporaneamente cercare di fare qualcosa di più nonostante si sia fatto moltissimo, nel Mezzogiorno".

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I voucher "non sono il virus che semina il lavoro nero, non hanno il copyright del lavoro nero" ma bisogna "correggere gli abusi" dice il Premier. Il governo comunque agirà "in tempi rapidi".  Ora è in corso "una revisione" aiutata anche dalla nuova tracciabilità, per capire come correggere "quello che di sbagliato evidentissimamente c'è senza trasformare questo nella madre di tutti i problemi e guai del mercato del lavoro". Piccola reprimenda per il ministro Poletti, che aveva detto di voler modificare i voucher per evitare il referendum sul jobs act.  "Un po' più di cautela sarebbe stata provvidenziale" ma "non parliamo di delinquenti bensì di una persona perbene che ha detto una cosa che non doveva dire e che per questo si è scusato".

BANCHE E MPS
Su Mps il governo ha fatto "il giusto e il necessario" e quando il piano privato "non ha ottenuto i risultati sperati siamo intervenuti con grandissima tempestività ed efficacia" ha spiegato Gentiloni. "Bisogna abituarsi all'idea che questo sarà un percorso lungo". Rimandando alla "condivisibile brevissima intervista" del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan rilasciata a Il Sole 24 Ore a proposito dell'aumento dell'esborso per lo Stato, Gentiloni sottolinea che il titolare dell'Economia "chiarisce a mio parere un punto: ora ci sarà una dialettica, un percorso di risanamento e un piano industriale che deve coinvolgere la banca". Il fatto "che si debbano mettere 6,6 miliardi e non 4 e x può essere oggetto di discussione ma non è nulla che metta in qualche modo in discussione la tranquillità, la capienza e la rilevanza del nostro intervento".

Certo, ha aggiunto Gentiloni, "non sono abituatissimo, può darsi che sia normale, a me un po' ha colpito di avere notizie così "ex abrupto" il giorno di Natale.

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LA LEGGE ELETTORALE
Il governo, ha detto il premier Paolo Gentiloni, non farà "una proposta sulla legge elettorale, penso che sia necessario che venga dalle forze tra i partiti e forze parlamentari". Il governo semmai "cercherà di facilitarlo e non mancherà, se si andasse troppo per le lunghe, di ricordare che una legge elettorale serve non tanto per andarcene quanto prima ma perchè un sistema democratico deve avere norme elettorali pienamente funzionanti e utilizzabili".

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IMMIGRAZIONE E SICUREZZA
Sul versante della sicurezza e dell'accoglienza degli immigrati, "il Governo dovrà fare passi avanti, per rendere più efficaci i rimpatri. Molte cose sono ancora da fare" ha detto Gentiloni.
"Sappiamo che le minacce possono venire dall'esterno: per esempio il terrorista di Berlino, Anis Amri è arrivato nel 2011. Ma sappiamo che ha avuto un processo di radicalizzazione. Ma questa radicalizzazione avviene in casa nostra, nelle nostre carceri e nei nostri quartieri, e la radicalizzazione è stata all'origine degli attentati in Europa. Allo stesso tempo" ha aggiungo il premier "non risultano particolari reti di Amri in Italia e invece risulta che due poliziotti italiani, reagendo al colpo di pistola di Amri, hanno individuato un terrorista che aveva colpito in Germania. Occorre dare atto alle nostre istituzioni senza con questo eccedere in compiacimento".

ISRAELE-PALESTINA
"Ad oggi il punto di vista italiano sulla questione israelo-palestinese è che c'è una strada individuata dalla comunità internazionale, che è la strada dei 2 Stati, e cioè della Palestina e di Israele che coesistono nella reciproca sicurezza. Questa strada negli ultimi anni si è insabbiata" ha detto Gentiloni rispondendo ad una domanda sul possibile cambio di strategia dell'amministrazione Trump. Ma, sottolinea, "il negoziato deve ripartire sulla base del negoziato"

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FISCO
"Non sono in grado di fare un discorso serio oggi sulla riduzione dell'Irpef. Il governo negli ultimi due o tre anni ha fatto riduzioni fiscali molte serie, quello sarebbe il giusto coronamento. Verifichiamo le condizioni e non diciamo a 15 giorni dal nostro insediamento cose impegnative che potrebbero non essere mantenute"

ROMA
"Penso che Roma debba recuperare l'ambizione, un dato fondamentale per questa città. Credo che su questo punto abbiamo fatto passi indietro. Oggi la competizione tra le grandi metropoli si fa sui progetti. Penso che rinunciare alle Olimpiadi sia stato un errore" ha detto il Presidente del Consiglio rispondendo a una domanda sui problemi della Capitale e
l'amministrazione Raggi. "Non c'è alcuna distrazione nè personale, visto che sono romano, nè politica, del governo nei confronti della città di Roma. Ho cominciato a lavorare al
Comune di Roma nel '93, quando Roma e il suo ruolo di Capitale era messo in discussione. Credo - ha aggiunto - di aver contribuito a una stagione in cui Roma ha recuperato non solo il
suo ruolo ma anche la sua ambizione. Chi amministra Roma non deve badare solo alla buona gestione ma anche alla vocazione della città. E su questo punto abbiamo fatto passi indietro. C'è stata una fase in cui Milano vedeva Roma con una certa invidia. Ora vorrei che Roma rilanciasse sul quella che si puo' chiamare la sua esclusività permanente che viene da millenni di storia".

INCHIESTA CONSIP
"Credo che le iniziative giudiziarie di cui sono stati oggetto" il generale Del Sette e il ministro Luca Lotti "non impongano al governo di prendere decisioni, che a mio avviso sarebbero ingiuste e ingiustificate" ha detto Gentiloni.

MARIA ELENA BOSCHI E LA DISCONTINUITA'
"Boschi è una risorsa molto utile e di grande qualità e, che si creda o no, le ho chiesto io di ricoprire il ruolo di sottosegretario e credo che sappia farlo bene". Così Gentiloni ha risposto ad una domanda sul tema della discontinuità di governo. "E se ci sono qui io ora - ha aggiunto - vuol dire che questa discontinuità c'è stata dopo la scelta, peraltro non obbligata, da parte di Renzi di dimettersi".

I RAPPORTI CON LA RUSSIA
Gentiloni, fino a pochi giorni fa responsabile della Farnesina, spiega: "L'Italia userà la presidenza del G7 per due obiettivi: la centralità del Mediterraneo, che non puo' essere un 'mare nullius', cioè un mare di nessuno; e usare il G7 per relazioni diverse con la Russia. Non si tratta di rinunciare ai principi ma è sbagliato un ritorno a logiche da guerra fredda che non hanno senso oggi".

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