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Il Pd domina in Europa e non si capisce come mai

Gentiloni Commissario agli Affari Economici è l'ennesima poltrona europea andata ad un partito in crisi di voti ed identità ma potentissimo a Bruxelles

paolo gentiloni

Anna Migliorati

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Se il governo giallo verde dichiarò guerra alla Commissione europea e alle sue regole, il capovolgimento estivo è palpabile con il nuovo esecutivo Conte-bis che più che trattare con l’Europa sembra averla disegnata a sua misura. Meglio ancora, con la componente del Partito Democratico a occupare le caselle del puzzle sull’asse tra Roma e Bruxelles. Perché è il Pd ad avere in mano in questo scacchiere una serie di posti chiave dove si prenderanno le decisioni, soprattutto in tema economico.

Paolo Gentiloni, ex premier, ha strappato il portafoglio di peso della Commissione per gli Affari Economici anche grazie al suo ruolo precedente, visto che tutti gli ex premier di paesi membri in Europa hanno sempre avuto la presidenza della Commissione, da Prodi a Barroso fino a Juncker. E portare un ex capo di governo in seno all’Europa ha un peso politico.

A trattare con la Commissione in cui Gentiloni avrà il portafoglio economico andrà il ministro per gli Affari Europei Vincenzo Amendola, anche lui del Pd, affiancato dal titolare dell’economia Roberto Gualtieri, Pd anche lui, eurodeputato di lungo corso (dal 2009 sedeva a Strasburgo e considerato tra i tre europarlamentari più influenti in Europa). Era consigliere economico dello stesso Gentilioni quando era al governo ed eletto solo nel luglio scorso presidente della commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo, incarico che ha lasciato proprio per diventare ministro in Italia. Come dire, un tavolo apparecchiato per rendere la trattativa più amichevole di quanto non lo sia stata negli ultimi mesi. Segno che sui rapporti con l’Europa la componente dem del governo punta molto.

Non a caso la prima prova di alleanza tra Pd e M5s è avvenuta proprio nell’emiciclo di Strasburgo. Dove a farla da padrone è sempre il Pd tra le componenti italiane. La Lega, dopo aver vinto le elezioni nel gioco di alleanze europee, è andata in minoranza e non ha portato a casa nessuna poltrona.

Il Pd, invece, ha ottenuto il seggio del presidente del parlamento europeo con David Sassoli. Ma sempre del Pd era, proprio con Gualtieri, la presidenza della commissione economica e monetaria. All’ex presidente del parlamento europeo Antonio Tajani è andata la presidenza della commissione Affari costituzionali ma il suo vice è un altro italiano apertamente di sinistra, l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia.

Sempre Pd altri vicepresidenti di commissioni del parlamento europeo “di peso”: Patrizia Toia all’Industria, ricerca e energia, Caterina Chinnici al Controllo del bilanci, Giuseppe Ferrandino alla Pesca e Piero Bartolo alle Libertà civili, giustizia e affari interni, la commissione che ha la delega sulle politiche dell’immigrazione e che dovrà pronunciarsi su un’eventuale riforma del trattato di Dublino. Insomma, trattare in casa è la nuova strategia. Segno che dopo il voto, le caselle si assegnano in parlamento.

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