Frankenstein 2013. Mario Monti e Nichi Vendola

Hanno fatto una campagna elettorale antagonistica. Ma alla fine, se il Pd vince le elezioni, è probabile che si alleeranno. Tra mille contraddizioni - lo Speciale Elezioni 2013 -

Mario Monti e Nichi Vendola

Carlo Puca

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L’altro titolo di Frankenstein è Il moderno Prometeo, il dio che plasmò gli esseri umani dalla creta. Ecco: l’alleanza potenziale che va combinandosi
intorno a Pier Luigi Bersani è un Prometeo contemporaneo. Il quale, più modestamente, sta plasmando il futuro governo italiano dal caos. Come nel fortunato romanzo di Mary Shelley, il «dottor Victor» (alias Partito democratico) raccoglie e assembla pezzi eterogenei di corpi politici pur di formare una maggioranza al Senato. Cosicché il mostro apparirà forte nei numeri ma instabile nei programmi. Un mostro chiamato «Bersanistein».

Fuor di metafora, nonostante le antipatie politiche e personali, l’alleanza postelettorale fra sinistra e centro è cosa già fatta. È certificato nella carta d'intenti Pd-Sel-Psi firmata il 13 ottobre 2012. Lo dicono apertamente (soprattutto su Twitter) esponenti importanti del Pd, da Matteo Orfini a Dario Franceschini, a Riccardo Nencini. E lo incoraggiano tutti i sondaggi disponibili: a Palazzo Madama, tra Bersani e Silvio Berlusconi, ci sarà un pareggio. Sarà allora che il corpaccione della sinistracentro prenderà forma. In ballo ci sono l’esercizio del potere, ambizioni personali e posti di prestigio per Mario Monti e i suoi soci. Per esempio, quello di presidente del Senato, che ormai sembra scontato vada proprio al Professore, e di ministro della Cultura, che sulla carta è già assegnato a Nichi Vendola, mentre Pier Ferdinando Casini, ridimensionato da Monti, dovrebbe «accontentarsi» del ministero della Difesa (la battuta è fin troppo facile: Casini gioca in Difesa).

Guai a palesarsi ora, ma l’accordo lo confermano sottovoce anche gli staff di tutti i partiti protagonisti della campagna elettorale, da Sel fino a Fli. «C’è la campagna elettorale, poi i toni si abbasseranno» confessano dal quartier generale di Sinistra ecologia libertà. «Intanto però Bersani sta sbagliando comunicazione, dà la sensazione di dipendere troppo dal centro. Certe aperture si fanno dopo, non prima del voto».

Quanto ai montiani, la mettono così, elegantemente: «Faremo un accordo, ma non per una questione di poltrone. Sarà per tutelare l’Italia sui mercati internazionali, in questo senso il prestigio di Monti è ineguagliabile». Auguri. In Italia è più difficile governare che vincere le elezioni. Ed è scontato che tutto diverrà maledettamente più complicato coinvolgendo assieme Stefano Fassina e Gianfranco Fini, Cgil e Confindustria, Bocconi e Bocchino (Italo). E, soprattutto, mescolando le idee delle due parti politico-anatomiche principali, cioè cuore e cervello, del Bersanistein: Vendola e Monti. Leggere per credere.

DIRITTI CIVILI E NOZZE GAY
Monti Nel suo programma non ci sono eutanasia, matrimonio e adozioni di figli per le coppie gay. «Il mio pensiero è che la famiglia debba essere costituita da un uomo e una donna e i figli debbano crescere con una madre e un padre» (15 gennaio 2013).
Vendola Divorzio breve, eutanasia, equiparazione delle famiglie di fatto ai coniugi, estensione del matrimonio civile alle coppie omosessuali e omogenitorialità sono nel programma di Sel. «Monti farfuglia mentre in altri paesi, dalla Gran Bretagna alla Francia e agli Usa, aprono con coraggio al vento pulito dei diritti di libertà. Il Professore appartiene a un accrocco di liberisti e bigotti» (6 febbraio 2013).

LAVORO E PENSIONI
Monti Piano straordinario per l’occupazione giovanile, revisione della riforma Fornero, flexsecurity, outplacement, innalzamento dell’età pensionabile, utilizzo dei fondi pensione integrativi. «Vendola? Non sento nessuna affinità per una sinistra che includa elementi non a favore degli interessi dei lavoratori. La sua rigidità condanna i giovani alla disoccupazione o all’emigrazione» (10 febbraio 2013).
Vendola Abolizione delle leggi Biagi e Fornero, estensione dell’articolo 18 alle aziende sotto i 15 dipendenti, legge sulla rappresentanza sindacale, riduzione dell’età pensionabile delle donne e congedo di paternità obbligatorio. «Caro Monti, lei è un vero esperto di disoccupazione. Mezzo milione di disoccupati in un solo anno: tutto merito suo» (10 febbraio 2013).

FISCO ED ECONOMIA
Monti No alla patrimoniale, riduzione dell’Imu sulla prima casa, riduzione delle tasse grazie ai tagli dei costi portati dalla spending review. Attuare il pareggio di bilancio dal 2013. Ridurre di un ventesimo il debito a partire dal 2015 con obiettivo finale la soglia del 60 per cento del pil. Vendola sulle tasse «è incoerente logicamente. È come dire che uno che in una fase storica ha aumentato le tasse in un’altra fase non possa ridurle». Poi, ironico: «È strano perché stimo molto Vendola che mi ricorda per alcuni aspetti Bertinotti» (14 gennaio 2013).
Vendola Superamento del redditometro con l’invio a ogni cittadino di un modello precompilato, dedotto dalla reale condizione reddituale e patrimoniale; introduzione della dichiarazione per il patrimonio; introduzione della soglia massima di contante a 300 euro. «Monti ha appena detto: “Mai più un aumento delle tasse per colpa del passato”. Io sottoscrivo sillaba per sillaba ma bisogna considerare che Berlusconi e Monti sono il passato. Ci vuole una gigantesca faccia di bronzo per cominciare una campagna elettorale che una certa sintonia propagandistica tra loro due, alzando la bandiera dell’abbassamento delle tasse» (14 gennaio 2013).

POLITICA ESTERA E DIFESA
Monti Acquisto degli F-35 confermato, Italia interventista se richiesto dalla Nato o dall’Onu, ultraeuropeista e filotedesco. Rafforzamento dei rapporti con gli Stati Uniti e l’Occidente in generale. È amico di Israele. «Quando si parla di difesa e di scelte di strumenti militari, bisogna evitare di cadere nelle risposte facili e qualche volta un po’ populiste». Comunque, «i 90 F-35 andranno a sostituire gli oltre 250 velivoli ora in uso e questo comporterà un deciso contenimento dei costi di manutenzione e di esercizio» e assicureranno «la coerenza con gli indirizzi strategici decisi in sede Nato e in sede Unione Europea» (2 febbraio 2013).
Vendola No all’acquisto degli F-35, rientro immediato delle truppe dall’Afghanistan; istituzione di un’agenzia euromediterranea per la pace: Vendola è decisamente filopalestinese. Altro che tagliare le estreme dagli schieramenti politici, «io taglierei le ali dei cacciabombardieri. Monti è democristianeria senza la dc, democristianeria da Grande Oriente d’Italia» (7 gennaio 2013).

SCUOLA, UNIVERSITÀ E RICERCA
Monti Aumento per gli insegnanti delle ore lavorate a parità di stipendio, borse di studio a progetto, stop ai tagli, soldi per l’istruzione quantificati in base al pil; fondo opportunità» per gli studenti delle secondarie. «Posso assicurare che il governo non farà mancare al settore delle scuole non statali il necessario sostegno economico» (17 agosto 2012).
Vendola Nuovi insegnanti con un piano pluriennale di immissione in ruolo dei precari, deducibilità delle spese per la scuola, cancellazione del numero chiuso, piano straordinario per l’immissione in ruolo di ricercatori a tempo determinato. «Monti è inaffidabile. Il suo è un governo che, fuori tempo massimo, propone un decreto per tagliare il diritto allo studio e colpire le università del Sud, un regalo alla Lega» (5 febbraio 2013).

EUROPA
Monti Scelte di politica economica valutate con attenzione dagli altri stati dell’Unione Europea. «Vendola e Fassina vogliono conservare per nobili motivi e in buona fede un mondo del lavoro cristallizzato, iperprotetto rispetto ad altri paesi. Io sono per avere in Europa una tutela ancora più avanzata dei lavoratori, ma con condizioni che favoriscano la creazione di posti di lavoro» (2 gennaio 2013).
Vendola Fine delle politiche di austerità, rinegoziazione del patto di stabilità, reddito minimo europeo di cittadinanza, assemblea costituente europea per revisionare i trattati, tassazione sulle transazioni finanziarie, Europa sociale e non del rigore. «Ci sono distanze siderali con Monti, che è un classico conservatore europeo. Se c’è una distanza così forte, come si può pensare di governare insieme?» (6 febbraio 2013).

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