Filippo Nogarin: "Con Grillo ma anche coi centri sociali"

Un po’ 5 stelle, un po’ sinistra antagonista: incontro con il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, «beccato» dal guru Gianroberto  Casaleggio mentre gli rubava un quadro

– Credits: DANIELE STEFANINI/GETTY

Andrea Marcenaro

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È il signor sindaco di Livorno: Filippo Nogarin, 5 stelle, 44 anni, 19 per cento dei voti al primo turno, 53 al ballottaggio, due mesi e mezzo per fare una giunta.

Ce li avesse messi un altro, avreste gridato allo scandalo.
Un po’ lo ammetto.
Contento di fare il sindaco?
È una bella sfida.
Stroncherà le caste livornesi?
Ci proverò. La politica autoreferenziale è la più perniciosa.
Si riferisce al Pd.
Non solo, ma soprattutto al Pd.
Poi ci sarà qualcun altro che frena anche nella benedetta società civile: armatori, portuali, taxisti, notai, da chi si comincia?
Il porto è il polmone della città. E ha un enfisema.
Lei siede nel Comitato portuale.
Insieme a tutti quelli che il porto l’hanno bloccato.
Nomi?
Niente nomi. Sarebbe antipatico.
Ma trasparente, come insegna Beppe Grillo.
Si fa prima a dire tutti. Non sanno fare comunità, litigano. Il porto in questo modo muore.
Due società portacontainer sono già fuggite a La Spezia.
Appunto.
E il sindaco che fa?
Studia, cerca di capire, tenta di spiegare che, facendo squadra, Livorno potrebbe presentarsi all’esterno in maniera vincente.
Ma quelli niente.
Fanno blocco.
Lo rompa. Con Enrico Rossi, il presidente piddino della Toscana, va d’accordo?
Mi ha strappato un sorriso.
Ha provato a proporre Livorno come sede di rottamazione della Costa Concordia?
Ho contattato la società il giorno dopo essere stato eletto. Avevo già consultato gli operatori portuali: draghiamo l’entrata dello scalo? Ampliamo il bacino? Ci muoviamo? Mi hanno guardato come un pazzo. Erano stupiti che qualcuno proponesse qualcosa.
Costa come ha risposto?
Che i giochi per Genova erano fatti. Bastava partire qualche mese prima e avremmo potuto riuscirci.
Avremmo potuto.
Forse.
Non è stato un buon esordio, questo suo pasticcio sulla giunta. Due mesi e mezzo per vararla. Assessori nominati e poi rimossi. Comunicati da S.Vito Lo Capo, dove si trovava in vacanza. Meet up in rivolta.
Si chiama macchina del fango. Non ho nominato e rimosso nessun assessore. A San Vito sono stato per cinque giorni di vacanza cinque. Da lì ho fatto un comunicato per dire che gli assessori, prima che dalla stampa, dovevano essere nominati dal sindaco. Il meet up in rivolta si è riunito l’altro giorno. Erano 107, ho avuto 107 voti di gradimento.
Pretendete, per voi, un amore per la verità, anzi, per il dettaglio, che non concedete agli altri.
Questo è vero.
Giornalismo killer, ha detto Grillo.
Non fa che provocare in maniera forte su quello che le ho appena detto.
Lei va d’accordo col patron?
Mi pare di sì.
È diventato il suo cocco?
Non diciamo scemenze. Lo conosce?
L’ho visto.
È una persona molto diversa da come appare sui media, sensibile, attenta.
In tv apparirà ben com’è. O non è lui?
Sì, sì, vuole apparire in quel modo, ma non sarebbe così.
Intende che è doppio?
Non ho detto questo.
E il suo collega di Parma, Federico Pizzarotti?
Bravo, siamo amici. Contro di lui è stata messa in piedi una montatura.
Di nuovo? Ma che dice, signor sindaco, se Grillo per poco non se lo sbranava.
Ci sono state delle incomprensioni.
Ora la questione dell’inceneritore se la troverà davanti anche a Livorno.
Non lo realizzeremo.
L’inceneritore come male assoluto.
Assoluto no, è il male. Dove c’è combustione c’è diossina, e la diossina uccide.
Vorrà dire che le amministrazioni di tutte le città d’Europa hanno come obiettivo principale lo sterminio dei loro cittadini.
L’inceneritore a Innsbruck l’hanno chiuso.
Poi ci sono Parigi, Londra, Francoforte, Bruxelles, Praga…
Dia tempo al tempo. Intanto, a Livorno, no.
Meglio quello striscione, a Livorno: «Fermare il genocidio a Gaza. Israele vero terrorista».
È stato esposto dai centri sociali.
L’ha difeso.
Era uno striscione forte, ne è nato un dibattito altrettanto forte.
Oppure uno striscione indecente, seguito da un dibattito avvilente.
Nel Comitato sicurezza abbiamo affrontato la questione col prefetto, la magistratura e le forze dell’ordine. Nessuno ha ritenuto opportuno intervenire. Nessun messaggio antisemita. È nato un confronto politico e il sindaco lo ha favorito in consiglio comunale. Si doveva impedire la discussione?
Balle. Lo striscione è uscito, aveva il messaggio che aveva, il sindaco ex estremista di sinistra lo condivideva e l’ha difeso.
Mai stato estremista di sinistra.
Ha detto lei di essere stato in Democrazia proletaria.
Confermo, mica mi nascondo. Ma Dp non è mai stata estremista, sinistra critica, se mai.
Sì, mia sorella. Era contento o no, di quello striscione?
Contento che abbia favorito il dibattito.
Finalmente un grillino che risponde da forlaniano. Le piace Gianroberto Casaleggio?
Molto simpatico.
Ma chi? Quel Sor Pampurio robotizzato che vi ordina ora questo e ora quello, ora ti espello, adesso stai zitto?
Lei continui col fango, io ho tentato di rubargli un quadro.
Un quadro?
Nel suo studio, li dipinge sua moglie.
Soggetto?
Raffigurazioni a olio dei fumetti di Tex Willer. Bellissime. Me n’ero già presa una, ma sono stato scoperto all’uscita.
Arrotolata come la Gioconda, o con cornice e tutto?
Con la cornice.
Ci credo, allora. Ma Casaleggio?
Me ne ha promesso un altro.
Se starà bravo.
E lo starò.
Sarebbe stato eletto se non avesse avuto una storia di sinistra?
Mai.
Senza un linguaggio di sinistra?
Mai.
Un cinquestelle di storia niente niente moderata ce l’avrebbe mai fatta?
A Livorno? Che fa, scherza?               

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