Politica

Federica Saraceni, la brigatista mantenuta con il Reddito di Cittadinanza

Polemiche per l'assegno da 623 euro che una delle terroriste che uccise Massimo D'Antona riceverà dallo Stato

Federica-Saraceni

Andrea Soglio

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Mario Giordano, una settimana fa aveva dedicato l'articolo della sua rubrica su Panorama ("Il Grillo Parlante") alla "Solitudine delle vittime", un testo che denunciava come nel nostro paese ci si prenda stranamente più cura di chi ha commesso reati, anche gravi, che delle vittime degli stessi.

Un atteggiamento vergognoso che, pochi giorni dopo, trova ennesimo riscontro nella cronaca. Anzi, vista la vicenda verrebbe da dire che qui siamo andati più avanti, siamo nel pieno dell'"oltre il danno la beffa".

Federica Saraceni, la brigatista condannata per l'omicidio del giuslavorista Massimo D'Antona, avvenuta nel 1999, potrà ricevere il Reddito di Cittadinanza, come da lei richiesto; un assegno mensile calcolato in 623 euro. La terrorista ha presentato domanda e ha tutti i requisiti previsti dalla legge essendo madre di due figli ed agli arresti domiciliari, quindi senza reddito. E così, dato che non potrà comunque lavorare, ecco che ha chiesto di poter essere mantenuta dallo Stato. Che ha risposto di si, perché siamo nel pieno rispetto della legge.

La Lega per prima ha denunciato la cosa annunciando la sua assenza dai lavori del Parlamento fino a che qualcuno del Governo, sentitamente nella persona di un ministro grillino qualsiasi (quelli che il RdC l'hanno voluto a tutti i costi) non spieghi come sia potuta accadere una cosa simile e soprattutto quali accorgimenti siano previsti per sospenderla.

Perché una cosa dev'essere chiara. A volte le leggi sono sbagliate, a volte non calcolano tutte le variabili: forse nemmeno Di Maio avrebbe mai ipotizzato di mantenere una terrorista, una che armi in pugno questo Stato lo ha combattuto ma dal quale non disdegna di farsi mantenere.

Ci devono però essere dei limiti. Il Governo deve porre rimedio a questa anzi, a queste vergogne dato che altri terroristi hanno fatto o sono pronti a presentare analoghe richieste. Questione di rispetto verso il paese, verso le persone per bene, verso quelli che hanno davvero bisogno. Almeno verso i parenti delle vittime, come Massimo D'Antona.

Giordano chiudeva così il suo articolo: Resta solo l’offesa alle vittime. Condannate due volte, loro sì: al lutto e all’umiliazione.

Non serve aggiungere altro

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