Gli espulsi dal Movimento 5 Stelle si organizzano

In Emilia Romagna prima lista formata dai "dissidenti" grillini cacciati da Grillo e Casaleggio

La ex senatrice grillina Adele Gambaro – Credits: Ansa/Guido Montani

Giovanni Bucchi

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Guai a chiamarla la lista degli espulsi del Movimento 5 Stelle in Emilia-Romagna, è un'etichetta che rigettano. Gli ex grillini eccellenti, dal consigliere regionale Giovanni Favia alla consigliera comunale di Bologna Federica Salsi, hanno infatti evitato di candidarsi, una mossa per tentare di mischiare le acque. Tuttavia, sono proprio loro gli animatori di questo progetto ribattezzato “Liberi Cittadini per l'Emilia-Romagna” che sostiene la corsa alla presidenza della Regione di Maurizio Mazzanti, esponente di una lista civica a Budrio di Bologna. E visto che si parla di ex, del gruppo fanno parte anche Raffaella Pirini, consigliera comunale di Forlì defenestrata anche lei da Beppe Grillo, e Adele Gambaro, la senatrice tra le prime in Parlamento ad essere cacciata.

Di contatti con l'ultimo espulso eccellente lungo la via Emilia, il consigliere regionale uscente Andrea Defranceschi, ancora non ce ne sono stati. “È bene che si prenda un periodo di riflessione” dice la Salsi, mentre Favia assicura di essergli “vicino” in questo momento.

Ècomunque la prima volta che i fuoriusciti dei 5 Stelle mettono in piedi una lista per le regionali, anche se lo scoglio delle sei mila firme da raccogliere non è stato ancora superato. “Il nostro è il primo esperimento in Italia – spiega Favia -, è un miracolo, se facciamo un risultato elettorale degno di nota, qualcosa cambia anche nel nostro Paese, perché c'è un vuoto politico e ci stanno guardando da ogni parte per questo progetto civico che qui iniziamo a costruire”.

Non è un caso se poi la lista d'esordio degli ex grillini sorga proprio in Emilia-Romagna, dove alle politiche del 2013 l'M5S in alcuni casi ha superato il 30%. Per  Favia, però, “le persone che hanno costruito il Movimento oggi non ci sono più, ci sono solo degli arrampicatori sociali che cercano delle poltrone. In Emilia il Movimento non esiste più”. Quel che è rimasto, dice il consigliere cacciato dopo il famoso fuorionda di Piazzapulita, è “un partito agenzia, un grande ufficio di collocamento via web senza contenuti” e le consultazioni online per la scelta dei candidati regionali “sono state primarie sul modello di X-Factor, eterodirette dai server di Casaleggio e senza contenuti”. Anzi, “adesso lanceranno qualche proposta copiando il nostro programma e il mio lavoro svolto in questi anni cinque anni in Regione”.

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