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"Un'emergenza straordinaria" che ha innescato "una reazione straordinaria" e sulla quale "bisogna stare attenti a scatenare la voglia del capro espiatorio". Mentre all'hotel Rigopiano non si smette di cercare nella speranza di trovare superstiti, il premier Paolo Gentiloni rivendica il lavoro che da ore investe "oltre 8 mila persone nelle zone del sisma", e annuncia un cambio di passo, necessario affinchè ora, tra gli abitanti delle zone colpite non si diffonda la "disperazione": dare "poteri straordinari a chi si occupa di emergenza, ovvero alla Protezione Civile e al commissario per la ricostruzione".

Finalmente. Panorama aveva chiesto proprio questo. Il direttore Giorgio Mulè, nel suo ultimo editoriale, sottolineava l'importanza di un cambio di passo, di uno snellimento delle procedure, della possibilità di togliere ai sindaci l'onere del'emergenza, "spesso eroi soli e disperati" che "non sono nelle condizioni di accelerare i tempi e di tagliare le unghie alla maledetta burocrazia". Deve farlo il Governo, "deve sollecitarlo il commissario straordinario alla ricostruzione Vasco Errani: vengano snellite le procedure per decreto, ci si liberi dall'incubo e dall'alibi dell'anticorruzione".

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Gentiloni lo annuncia a "Che tempo che fa", su Raitre, in quello che è l'esordio in prima serata del nuovo premier. Il successore di Matteo Renzi fa capire che, nel rispetto della fiducia del Parlamento, il lavoro del governo va avanti e non è certo a scadenza. "Noi lavoriamo come se dovessimo lavorare molto a lungo ma ci rimettiamo alle decisioni del Parlamento", puntualizza Gentiloni annunciando che, già in questa settimana, l'esecutivo interverrà per dare più poteri a Fabrizio Cucio e Vasco Errani. "Non possiamo avere strozzature burocratiche, dobbiamo dare un segnale di accelerazione forte e chiaro", sottolinea il premier che non entra nel merito delle accuse sui soccorsi non tempestivi ai clienti dell'hotel Rigopiano, ma invita tutti alla calma.

"Temo un Paese incattivito che cerca subito il giustiziere e il capro espiatorio. La verità serve a far funzionare le cose meglio, non a cercare vendette", afferma il premier.

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