Emendamento Finocchiaro: cosa è successo

I dissidenti Pd si rifiutano di votare la norma anti-flipper volta a evitare casualità nel meccanismo di attribuzione dei seggi

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Anna Finocchiaro

Redazione

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La riformulazione di un emendamento di maggioranza alla legge elettorale a firma della senatrice del Pd Anna Finocchiaro, la cosiddetta "norma anti flipper", volta a evitare casualità nel meccanismo di  attribuzione dei seggi, oggi è stata al centro delle votazioni sull'Italicum al Senato. Prima la discussione relativa è stata sospesa in mattinata dal vicepresidente di Palazzo Madama, Roberto Calderoli, che ne aveva rimandato l'approfondimento al pomeriggio per consentire l'inserimento di subemendamenti.

Poi è stata portata in votazione nel pomeriggio scatenando i dissidenti Pd.

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In aula il senatore Walter Tocci ha annunciato che 
i senatori della minoranza dem non
 avvrebbero votato il maxi-emendamento che recepisce gli accordi di maggioranza sul'Italicum e ha aggiunto che il gruppo ha anche ritirato i propri subemendamenti. "
Dispiace rimanere in silenzio in 
Aula" - ha detto Tocci - "e ancora più doloroso è non partecipare
 alle votazioni assieme al proprio gruppo, e spero cada presto il
 velo di incomprensione tra noi senatori del Pd".


Tocci ha poi dichiarato di non essere "convinto sull'
ammissibilità dell'emendamento Esposito". Con esso si è 
introdotta "una procedura illegittima" che "sposta il diritto 
parlamentare in un terreno paludoso". Dopo 10 anni di Porcellum
 "avevamo l'occasione per cambiare verso e invece stiamo
 scrivendo una pagina deludente. Stiamo perdendo l'occasione di
 scrivere legge semplice, chiara".
   "Con un emendamento illegittimo - ha aggiunto - si apre una 
nuova fase costituzionale, di premierato assoluto", nella quale
 "un leader minoritario conquista il banco", con la conseguenza 
che si "accentua il rifiuto della parte elettorale che non lo ha 
voluto".

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