Elezioni politiche: ecco come finirono nel 2008

Sono passati cinque anni, sembra un secolo: i risultati delle ultime politiche vinte da Berlusconi

Sono passati  cinque anni, sembra passato un secolo. Basta dare un'occhiata ai risultati delle  politiche del 2008, quando il PdL, sostenuto da Mpa e dalla Lega Nord, lascio il Partito Democratico di Walter Veltroni e il suo alleato Antonio Di Pietro a quasi dieci incollature (46,8% a 37,5%), fomando  quella che sarebbe stata definita la più grande maggioranza parlamentare della storia repubblicana. Come siano andate  le cose lo sappiamo tutti: è cambiata, in pochi anni, tutta la geografia politica del nostro Paese. Un po' come accadde nel biennio 1992-1994 quando la fine del pentapartito portò con sé l'irruzione in parlamento di forze politiche nuove (come Forza Italia) che avrebbero decretato (nelle intenzioni) la fine della Repubblica partitocratica.

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È cambiato tutto, dicevamo. Gianfranco Fini, dopo quindici anni, è andato per la  sua strada, fondando un piccolo partito  che doveva raccogliere (doveva) l'eredità di un centrodestra deberlosconizzato. Il Popolo delle Libertà non è più, oggi, quello che doveva essere secondo le intenzioni del Cavaliere: il partito unico del centrodestra, che oggi si presenta agli elettori alleato con La Destra e con Fratelli d'Italia, i fuoriusciti ex aennini del PdL.  Il Pd di Veltroni - che puntava a fagocitare o rendere residuale la cosiddetta sinistra radicale - è diventato sotto la guida di Bersani un partito di centrosinistra stabilmente alleato con un partito che nasce alla sua sinistra, la Sinistra Ecologia e Libertà di Nichi Vendola.  Nel 2008, per dirne una, l'Idv di Antonio Di Pietro, deflagrato sugli scandali, era ancora uno dei principali partiti politici italiani. Insomma: il parlamento che eleggeremo nel 2013 fotograferà quello che è avvenuto in questi anni, con l'esplosione di fenomeni nuovi come Monti e Grillo e con un quadro parlamentare estremamente frammentato. Formare una maggioranza non sarà un compito facile per nessuno. La transizione alla terza Repubblica è ancora di là da compiersi.

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