Politica

Europee: inizia il conto alla rovescia. Ecco tutte le tappe in vista del voto

Tutto è pronto per l'appuntamento del 23-26 maggio. Chiamati alle urne quasi 400 milioni di elettori in 27 paesi Ue

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Anna Maria Angelone

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A cento giorni dalle Elezioni Europee 2019, la macchina elettorale accende i motori. E, a Bruxelles, tutto è pronto in vista di un appuntamento che si annuncia cruciale per la politica e la vita quotidiana di milioni di cittadini.

Ricorre l'anniversario delle prime elezioni a suffragio universale.

Sarà la nona volta che gli elettori europei eleggeranno i propri rappresentanti a Bruxelles. In questa tornata, si celebrano anche i 40 anni del primo voto diretto a suffragio universale, tenutosi fra il 7 e il 10 giugno del 1979. Allora i seggi erano 410 per appena nove paesi, oggi saranno eletti 705 rappresentanti per 27 paesi Ue (per una guida al voto: https://www.panorama.it/news/politica/elezioni-europee-2019-voto-guida-come-quando-info-guida-scheda/).

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L'agenda elettorale, mese per mese

La «road map» dei prossimi cento giorni prevede varie tappe e qualche novità. Vediamo quali.

La campagna, dall'evocativo titolo «This time I'm voting» per scongiurare il temuto spauracchio dell'astensione, ha una piattaforma nelle 24 lingue ufficiali (qui la versione in italiano: https://www.stavoltavoto.eu/) e si avvale di un team di esperti, oltre a 150 mila volontari, impegnati a sensibilizzare quasi 400 milioni di elettori nei 27 paesi Ue per convincerli a votare. Va ricordato, infatti, che solo in quattro stati (Belgio, Bulgaria, Cipro e Grecia) il voto è obbligatorio mentre in tutti gli altri è facoltativo.

Da lunedì 18 febbraio, Bruxelles diffonderà le intenzioni di voto, i trend dei movimenti politici ed elaborerà anche una proiezione dei seggi del nuovo emiciclo, senza però tenere conto di eventuali aggregazioni e alleanze post-voto (tutti i dati disponibili qui: https://www.panorama.it/news/politica/elezioni-europee-2019-sondaggi-proiezioni/). Gli aggiornamenti saranno fatti ogni due settimane fino a 48 ore prima delle elezioni, ovvero il 21 maggio, eccetto nei paesi che prevedono un “silenzio elettorale” più lungo (in Italia, come noto, la diffusione è vietata a partire da due settimane prima del voto).

Il 1° aprile verrà lanciato il sito ufficiale che conterrà i risultati elettorali veri e propri: qui, nella lunga «election night» del 26 maggio, affluiranno i dati dello spoglio dai 27 paesi Ue.

Il 18 aprile, invece, saranno diffusi l'ultimo sondaggio Eurobarometro prima delle elezioni e il video ufficiale della campagna televisiva (costruita, stando ai rumours, intorno a un neonato). Lo stesso giorno il Parlamento europeo chiuderà formalmente i lavori di questa legislatura con l'ultima sessione plenaria degli onorevoli uscenti.

A metà maggio il confronto fra i candidati alla Commissione europea

Il 15 maggio, nell'Aula dell'Europarlamento a Bruxelles si confronteranno gli «Spitzenkandidaten» i possibili candidati alla guida della Commissione europea, il cui rinnovo è previsto in autunno. La prassi, inaugurata per la prima volta alle elezioni precedenti del 2014, prevede che il gruppo politico che ottiene la maggioranza esprima il presidente.

Finora, solo cinque famiglie hanno indicato un nome: per i popolari c'è il tedesco Manfred Weber (@ManfredWeber), per i socialisti l'olandese Frans Timmermans noto in Italia per essere uno sfegatato tifoso della Roma (@timmermansEU), il ceco Jan Zahradil per il gruppo dei Conservatori e riformisti (@zahradilJan), la tedesca Ska Keller (@SkaKeller) e l'olandese Bas Eickhout per i Verdi (@BasEickhout), mentre la sinistra europea punta sulla slovena Violeta Tomic (@DSDVioleta) e il belga Nico Cue, già segretario del sindacato dei metalmeccanici.

Fra le realtà politicamente sensibili che mancano ancora all'appello, ci sono i liberali di Guy Verhofstadt e l'Europa delle Nazioni, ovvero il Rassemblement National di Marine Le Pen e la Lega di Matteo Salvini.

I primi a votare gli olandesi, gli ultimi gli italiani

I primi a votare, giovedì 23 maggio, saranno gli olandesi gli ultimi (in termini di orario) proprio gli italiani: domenica 26 maggio, infatti, si recheranno alle urne gli elettori di 21 paesi Ue ma solo nel nostro queste resteranno aperte fino alle 23. Dalle ore 18 di domenica 26 maggio, saranno resi noti i primi exit-polls nei paesi con i seggi ormai chiusi mentre la prima proiezione dell'intero Europarlamento sarà data alle 20. Ma senza comprendere i dati dei paesi – come l'Italia – dove si sta ancora votando. Solo alla 23 saranno dati i primi numeri ufficiali per tutti i 27 paesi Ue.

L'incognita Brexit sul voto di inglesi ed expat

Su tutto, incombe la Brexit. In vista dell'uscita di Londra dall'Ue, come noto, il Parlamento europeo ha ridotto i suoi membri da 751 a 705. Nel passaggio, Francia e Spagna hanno guadagnato cinque scranni, Italia e Paesi Bassi tre a testa, l'Irlanda due e altri paesi uno. Che cosa accadrà in caso di rinvio?

Nessuno sa dare una risposta. Ufficialmente, il Parlamento europeo non ha alcun «piano B» perché il governo britannico di Theresa May finora non ha affacciato alcuna opzione di rinvio, quindi si va avanti senza prevedere gli onorevoli inglesi. Ma le ipotesi che circolano, in caso di stallo o di dilazione, sono due: secondo la prima, se al momento delle elezioni a maggio il Regno Unito sarà ancora nell'Ue, i cittadini britannici dovranno votare e si tornerebbe alla composizione attuale di 751 onorevoli. La seconda, invece, sposta questa possibilità al 2 luglio, data della sessione inaugurale del nuovo Europarlamento. In entrambi i casi, si esclude che tale situazione possa durare per l'intero quinquennio.

Resta aperto anche il problema di quei paesi – come Italia, Grecia e Bulgaria – che consentono il voto degli expat presso le rispettive ambasciate o consolati solo nel caso di paesi dentro l'Ue. Dunque per le migliaia di italiani a Londra, si vedrà.

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