Ecco le lettere Napolitano-D'Ambrosio

Il carteggio tra il presidente e il suo consigliere giuridico durante i giorni delle polemiche per le intercettazioni delle telefonate tra il Quirinale e Mancino

Napolitano commosso funerali D'Ambrosio

«L'affetto  e la stima che le ho dimostrato in questi anni restano intangibili,  neppure sfiorati dai tentativi di colpire lei per colpire me. Ce ne  saranno ancora, li fronteggeremo insieme come abbiamo fatto negli ultimi  giorni. Le sue condotte sono state ineccepibili; e assolutamente obiettiva e puntuale è la sua denuncia dei comportamenti perversi e calunniosi - funzionali a un esercizio distorto del proprio ruolo - di quanti, magistrati giornalisti o politici, non esitano a prendere per bersaglio anche lei e me (...) Ciò non significa che io non comprenda il suo stato d’animo e la sua  indignazione (dire amarezza è poco). Non posso, però, che invitarla  a uno  sforzo di rasserenamento e di ferma,  distaccata predisposizione a  reagire agli sviluppi della situazione.  Traendo conforto anche dall’apprezzamento e dal rispetto che nutrono  per lei tutti i galantuomini che operano nel mondo della giustizia o  hanno comunque  avuto modo di conoscerla e seguirla. Lo sforzo a cui la  invito non è facile; e lo so perché non solo a   esemplari servitori dello Stato, ma anche a politici impegnati in   attività di partito e nelle istituzioni, possono toccare amarezze e   trattamenti tali da ferire nel profondo. Lo potrà rilevare leggendo qua e   là la mia autobiografia politica, che le invio - pur avendone lei forse   già copia - come segno di amicizia e fiducia».

Giorgio Napolitano, 19 giugno 2012

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È questo il contenuto della lettera che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato il 19 giugno 2012 al suo consigliere per gli Affari e la Giustizia, Loris D'Ambrosio, scomparso pochi mesi fa. Una lettera, inviata durante i giorni delle polemiche per le intercettazioni delle telefonate  tra il Quirinale e il senatore Mancino nell'inchiesta della Procura di  Palermo sulla trattativa Stato-Mafia, che era rimasta finora inedita e che è ora contenuta, per volontà dello stesso capo dello Stato, in un volume, distribuito in occasione dell'inaugurazione della scuola magistrati a Scandicci, con gli scritti e gli interventi di Napolitano sulla giustizia.

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