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Ecco come il caso Ilva si sta tingendo di giallo

I grillini hanno gridato allo scandalo per i contratti segreti di Autostrade e nascondono il parere dell'Avvocatura sul quello di acquisizione dell'azienda

ILVA: Europe's biggest steel plant to stay open during clean up

Sara Dellabella

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La casa di vetro si è appannata all'improvviso e il futuro dell'Ilva si tinge di giallo.

D'altronde è stato proprio il super Ministro al Lavoro e allo Sviluppo economico, Luigi Di Maio, a dire che siamo di fronte al "delitto perfetto". Così dopo circa due anni e mezzo dalla gara governativa, l'acquisizione del polo siderurgico di Taranto da parte di Ancelor Mittal potrebbe essere ancora in bilico.

Il documento dell'avvocatura resta nel cassetto

In effetti, ieri Di Maio non ha svelato il contenuto del parere dell'Avvocatura dello Stato sul contratto tra il colosso indiano dell'acciaio e il Mise, concluso dal governo Gentiloni, lasciando trapelare solo delle criticità e l'illeggitimità dell'atto che però non consente l'annullamento della gara. Da una nota del portavoce italiano di Mittal, si apprende che neppure loro hanno potuto consultare il parere che potrebbe far saltare tutto. 

I profeti della trasparenza, che solo una settimana fa gridavano allo scandalo contro la segretezza dei contratti di Autostrade, ieri hanno deciso di secretare il parere dell'Avvocatura, interrompendo di fatto anche le trattative tra Ancelor Mittal e i sindacati che da mesi stanno trattando le condizioni occupazionali e ambientali del polo tarantino.

Anche perchè – commentano i sindacati – è inutile andare avanti in una trattativa se il contratto dovesse saltare. Così per una battuta ad effetto, 10 mila lavoratori, un'intera città e un grossissimo investitore straniero che ha regolarmente partecipato e vinto una gara rimangono ancora una volta in attesa.

Per Calenda si tratta di un bluff

Per l'ex inquilino del Mise, Carlo Calenda, quello messo in atto dai 5 Stelle è solo un“bluff” anche perchè la cordata che fa capo a Mittal, che vede coinvolta anche Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), ha messo sul piatto un investimento da 4,2 miliardi di euro e i gruppi dell'acciaio che possono spendere queste cifre sono solo Tata, Tissen, Mittal. Ma poi dopo quello che sta accadendo, chi sarebbe il pazzo che si farebbe avanti?

Inoltre, se la gara fosse annullata, è immaginabile che Mittal faccia ricorso al Tar portando a casa anche un maxi risarcimento agli azionisti della cordata tra cui anche Cdp, partecipata del ministero dell'Economia e delle Finanze. Questo si, che sarebbe il delitto perfetto.


La vicenda di Ancelor Mittal risponde una volta per tutte alla domanda ricorrente sul perchè gli imprenditori stranieri non investono in Italia.

Il Movimento 5 stelle e l'osso del collo

A Taranto, come in tutta la Puglia, il Movimento 5 stelle ha fatto il pienone di consensi alle ultime elezioni politiche anche promettendo di chiudere l'Ilva.

Dallo sbarco di Di Maio al Mise, il neo ministro ha sempre cercato di prendere tempo per studiare la complessità del dossier, ma è certo che il polo siderurgico più grande d'Europa non è solo una questione economica. E i grillini sull'Ilva rischiano l'osso del collo, Di Maio lo sa bene, anche se in queste ore sta tirando un po' la corda.

Dal 2012, anno che ha travolto la famiglia Riva indagata per disastro ambientale portando l'Ilva al commissariamento, intorno alla città di Taranto i partiti hanno sempre alimentando speranze e costruito consensi elettorali senza avere in fondo mai capito la drammaticità di un territorio al bivio tra salute e lavoro, in un sud senza alternative.

A Taranto la delusione e la rabbia montano velocemente ed è per questo che i cinquestelle devono giocare bene questa partita.

Ilva non è solo lavoro

Una delle perizie del Tribunale di Taranto ha stabilito che tra il 2004 ed il 2010 le emissioni dì polveri sottili avrebbero causato circa 83 morti l’anno, e di ben 648 ricoveri l’anno per cause cardiorespiratorie, senza contare il numero elevatissimo di operai che all'Ilva lavorano, si ammalano e muoiono.

Al quartiere Tamburi che dista quindici passi dagli stabilimenti, i palazzi vengono dipinti di rosa, che è il colore delle polveri della lavorazione dell'acciaio che si poggiano sui balconi.

Il tasso di mortalità infantile è 21 volte superiore alla media del Paese e qui le mamme fino a qualche anno fa non allattavano i propri bambini perchè tracce di diossina erano state trovate anche nel latte materno.

La matrigna di Taranto

Ma l'Ilva per Taranto è una matrigna perchè consente di portare a casa lo stipendio e far studiare i figli da spedire il più lontano dai fumi della fabbrica.

E' la metafora di un sud che ha accettato troppi veleni pur di lavorare e oggi che a un passo dal traguardo che salverebbe 10 mila dei 13 mila occupati dell'Ilva, con un forte investimento industriale volto anche alla sostenibilità ambientale rischia di veder saltare tutto per un cavillo burocratico, che assomiglia più ad una bega tra politici.

Di Maio da mesi promette un piano B per l'Ilva ma lo ha sempre tenuto segreto ai diretti interessati, insieme al parere dell'avvocatura.

Ma insieme alla trasparenza si può davvero buttare l'occasione di fare di Taranto il primo polo siderurgico europeo e tentare di avviare il primo vero piano, che sia stato mai messo sul tavolo, di risanamento ambientale della fabbrica, dei forni e quindi della città?

Se il contratto con Ancelor Mittal dovesse saltare non ci perderebbe solo Taranto, ma l'Italia intera in tema di credibilità e affidabilità per quegli imprenditori ancora speranzosi di poter investire nel nostro Paese.

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