Politica

È Roberto Fico il bersaglio dell'ultimo post di Grillo?

La svolta trumpiana del comico. Le critiche del n. 1 della Vigilanza Rai. L'avvertimento sul blog. Clima da lunghi coltelli nel M5S

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Paolo Papi

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Potrebbe essere Roberto Fico, il presidente della commissione di Vigilanza Rai, il bersaglio dell'ultimo, criptico, post scritto da Beppe Grillo intitolato La linea politica del MoVimento 5 Stelle la decidono gli iscritti dove il comico torna a minacciare sanzioni ed espulsioni nei confronti dei portavoce che non concordino tutte le uscite comunicative (dalle interviste alla tv e ai giornali fino ai post sui social network) con i responsabili della comunicazione del MoVimento.

Il motivo che ha spinto molti a ritenere che sia l'ormai ex figlio prediletto di Grillo il bersaglio dell'avvertimento starebbe, secondo i ben informati, nella tempistica tra la breve chiacchierata che Fico ha fatto ieri con i cronisti parlamentari e la pubblicazione sul blog, poche ore dopo, dell'ultimo editto del comico. Ma sono soprattutto i contenuti di quanto dichiarato da Fico alla stampa che non sarebbe stato gradito dalla Casaleggio Associati e dal garante.

Come a prendere le distanze da quanto dichiarato da Grillo domenica al settimanale francese Journal du Dimanche, all'indomani dell'insediamento di Donald Trump,  il presidente della commissione di Vigilanza Rai - ritenuto da mesi ormai il principale nemico della svolta a destra del M5S, interpretata dal premier in pectore Luigi Di Maio - ha dichiarato la sua forte distanza politica nei confronti della Lega e del nuovo presidente americano, ribadendo la necessità - anche sulla gestione dei flussi migratori - di «un'apertura intelligente», e non di una «chiusura» che sarebbe foriera secondo Fico di nuovi, epocali problemi.

Quanto all'intenzione del nuovo presidente americano (definito da Grillo nell'intervista un capo di Stato forte di cui potrebbe avere bisogno la politica internazionale) di smantellare l'Obamacare - l'assicurazione sanitaria obbligatoria introdotta dall'ormai ex presidente americano - Fico ha ribadito il suo totale disaccordo. Come totale è apparso il disaccordo rispetto all'ipotesi di un accordo con la Lega di Matteo Salvini.

Né salviniani, né trumpisti, Dio ce ne scampi. Non faremo alleanza né prima né dopo il voto. Tra le possibili convergenze postelettorali, quella con la Lega non è la più probabile. E se fosse Sel a votare i nostri provvedimenti?

Le parole di Fico, che ha espresso la sua contrarietà alla costruzione del muro con il Messico promesso da Trump, sono suonate allo staff come una critica aperta alle parole di Grillo alla rivista francese anche in un altropassaggio chiave della chiacchierata con i cronisti.

Gli uomini forti non servono a nulla, servono i gruppi, le comunità. Nessun uomo può farcela da solo, non ce l'hanno fatta nemmeno il Che o Fidel Castro

Nonostante le difficoltà dei cronisti a raccontare il dibattito interno al Movimento Cinque Stelle, a causa anche delle frequenti minacce di scomunica effettuate sul blog dal padre padrone del M5S, Fico sarebbe - secondo le gole profonde del M5S - uno dei punti di riferimento, con Carla Ruocco, di un'area contraria allo spostamento a destra del M5S  impersonificata da Di Maio e dai portavoce fedelissimi della Casaleggio, favorevole invece a ritrovare lo spirito delle origini» del MoVimento.

Già qualche settimana fa le sue critiche sul caso Marra, gudicato «un grave errore del sindaco e della giunta», non erano sfuggite al controllo occhiuto del vertice grillino. Così come non era sfuggito quel suo giudizio critico, espresso 'L'intervista' di Maria Latella su Skytg24, nei confronti del tentativo  di allearsi con gli uomini di Alde nel parlamento europeo.

Con Fico, sarebbe finita anche Carla Ruocco, ex garante del Movimento. Che da Davos – una partecipazione non concordata a priori con Milano – ha fatto un intervento intervento sorprendentemente europeista. «È arrivata a perorare la causa degli Stati Uniti d’Europa – ha dichiarato una fonte di primo livello ad Huffington Post – Certo, un’Ue diversa, rifondata e blablabla, ma pur sempre una cosa che a noi ha sempre fatto venire l’orticaria». A testimonianza del clima da lunghi coltelli che si respira all'interno del M5S, c'è stato un post pubblicato e poi cancellato da Facebook della senatrice Paola Nugnes, all'indomani dell'intervista trump-putiniana di Grillo: «Mi sono svegliata nazionalista e leghista. Quando ne abbiamo discusso?»

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